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Ana Blandiana, “La mia patria A4”, Aracne 2015

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Ana Blandiana
La mia patria A4. Nuove poesie
Traduzione di Mauro Barindi.
Prefazione di Dan Octavian Cepraga
Aracne Editrice, aprile 2015

Con sempre maggiore chiarezza, l’opera poetica di Ana Blandiana sta assumendo i contorni e l’autorità di un vero e proprio classico della letteratura romena contemporanea. Dal precoce debutto nel 1964 alla recente, e ultima in ordine di tempo, raccolta di versi del 2010 (Patria mea A4,qui tradotta in italiano), la sua voce lirica limpida, profonda, insieme tragica e apollinea, ha attraversato con impareggiabile forza la storia e le stagioni della poesia romena. A metà degli anni Sessanta, dopo il periodo del terrore stalinista e del quasi totale asservimento della letteratura nazionale alle esigenze della propaganda e dell’ideologia di partito, Ana Blandiana è stata la capofila di una generazione di giovani poeti che ha saputo approfittare di un primo momento di disgelo del regime, per conquistare nuovi insperati spazi di libertà per la propria scrittura, segnando un distacco netto, diremmo irreversibile, dalla dottrina del realismo socialista e riaffermando l’assoluta autonomia del discorso poetico, il suo diritto a restare fedele unicamente a se stesso. In questo periodo, la poesia della Blandiana ha contribuito in maniera sostanziale a riannodare i legami spezzati con la tradizione del modernismo romeno interbellico, recuperando la lezione dei grandi classici primo novecenteschi, in primo luogo quella, altissima, di Lucian Blaga, ridotto al silenzio e completamente dimenticato nel terribile primo decennio totalitario. Il lirismo assoluto blagiano, la sua dizione poetica assertiva, oracolare, giubilatoria attraversano, infatti, tutte le prime grandi raccolte della Blandiana, da Il tallone vulnerabile (1966) a Il terzo sacramento (1969), volumi che hanno ridisegnato in gran parte, anche grazie a questa ritrovata linfa poetica, il volto della lirica romena dell’epoca. […]

Dopo la caduta del regime, infine, Blandiana resterà al centro della scena pubblica nazionale, impegnandosi in prima persona nei processi di democratizzazione e di ricostruzione di una società civile, sostenendo con forza la necessità di fare i conti fino in fondo con il proprio passato recente e con la memoria totalitaria. Non si può non ricordare, in questo senso, la fondazione, assieme al compagno di una vita Romulus Rusan, del “Memoriale delle vittime del Comunismo e della Resistenza” di Sighet (Maramureş), un importante museo e centro di studi sulla storia del regime comunista romeno. Oggi, in Romania, Ana Blandiana è fra le autrici più famose, non solo per la sua poesia e le sue opere in prosa (ha scritto alcuni dei più intensi e perfetti racconti fantastici della letteratura romena), ma anche per la sua saggistica, i suoi interventi di critica militante, l’instancabile attività civile.

Dalla Prefazione di Dan Octavian Cepraga

 

 

 

LA PATRIA DELL’INQUIETUDINE

 

La patria dell’inquietudine è qui

Disposta a ripensarci

Da un momento all’altro

E tuttavia non desiste dall’attendere

Qualcosa d’indefinito.

La patria è qui,

Fra queste pareti

A pochi metri l’una dall’altra,

E neppure in tutto lo spazio che le separa,

Ma solo sul tavolo cosparso di fogli e di matite

Pronte a scattare in piedi e mettersi a scrivere,

Scheletri di vecchie penne rianimatesi all’improvviso

Da tempo inutilizzate, dall’inchiostro rinsecchito,

Che scivolano frenetiche sulla carta

Senza lasciare traccia…

La patria dell’inquietudine è qui:

Riuscirò mai un giorno

A decifrare le tracce che non si vedono,

Ma che io so che esistono e che aspettano

Che le passi in bella copia

Nella mia patria A4?

 

 

PATRIA NELINIŞTII

 

Aici este patria neliniștii,

Gata să se răzgândească

Din clipă în clipă

Și, totuși, nerenunțând să aștepte

Ceva nedefinit.

Aici este patria,

Între pereții aceștia

La câțiva metri unul de altul,

Și nici măcar în spațiul întreg dintre ei,

Ci doar pe masa cu hârtii și creioane

Gata să se ridice singure și să scrie,

Schelete brusc animate ale unor condeie mai vechi

Nefolosite de mult, cu pasta uscată,

Lunecând pe hârtie frenetic

Fără să lase vreo urmă…

Aici este patria neliniștii:

Voi reuși vreodată

Să descifrez urmele care nu se văd,

Dar eu știu că există și aşteaptă

Să le trec pe curat

În patria mea A4?

 

 

 

AMBRA

 

Dimentica del mondo e di me stessa,

Sento che la solitudine come miele mi empie

Colando nella tazza più adatta a essa

Ché desiderosa la sorbe e accoglie.

 

Sacri sono i favi da cui spurgo

Il suo oro per la vita mia che dopo verrà,

Quando il tuo limpido castigo, o Demiurgo,

Nel dolce fango mi avvolgerà.

 

Ma il voluttuoso supplizio non è calvario

E di me stessa il ricordo rivibra

– Nella luminosa cripta a mo’ di vocabolario –,

Come un insetto rappreso nell’ambra.

 

 

CHIHLIMBAR

 

Uitând de lume și uitând de mine,

Simt cum singurătatea mă umple ca o miere

Curgând în vasul ce i se cuvine

Pentru c-o soarbe și o cere.

 

Sacri sunt fagurii din care curge

Aurul ei pe viața-mi de apoi,

Când limpedea-ți pedeapsă, Demiurge,

Mă înfășoară-n dulcele noroi.

 

Dar voluptate-i chinul, nu calvar

Şi îmi aduc de mine-aminte

Ca de o gâză prinsă-n chihlimbar,

În cripta luminoasă de cuvinte.

 

 

 

PREGHIERA

 

Dio delle libellule, delle falene,

Dei picchi e delle civette,

Dio dei lombrichi, degli scorpioni,

E degli scarafaggi da cucina,

Dio che hai insegnato a ciascuno qualcosa

E sai in anticipo che cosa accadrà a ciascuno,

Darei qualsiasi cosa pur di capire che cos’hai provato

Quando hai stabilito le proporzioni

Dei veleni, dei colori, dei profumi,

Quando hai posto in un becco il canto

E in un altro il gracchio,

E in un’anima il crimine e in un’altra l’estasi,

Darei qualsiasi cosa soprattutto pur di sapere

Se hai avuto rimorsi

Nel trasformare alcuni in vittime e altri in carnefici,

Ugualmente colpevole nei confronti di tutti

Perché hai messo tutti

Di fronte al fatto compiuto.

Dio della colpevolezza di aver stabilito da solo

Il rapporto tra il bene e il male,

La bilancia a fatica mantenuta in equilibrio

Dal corpo insanguinato

Del figlio che non ti assomiglia.

 

 

 

RUGĂCIUNE

 

Dumnezeu al libelulelor, al fluturilor de noapte,

Al ciocârliilor şi al bufnițelor,

Dumnezeu al râmelor, al scorpionilor

Şi al gândacilor de bucătărie,

Dumnezeu care i-ai învățat pe fiecare altceva

Şi știi dinainte tot ce i se va întâmpla fiecăruia,

Aș da orice să înţeleg ce-ai simţit

Când ai stabilit proporțiile

Otrăvurilor, culorilor, parfumurilor,

Când ai aşezat într-un cioc cântecul

Și în altul croncănitul,

Și-ntr-un suflet crima şi în altul extazul,

Aș da orice, mai ales, să știu

Dacă ai avut remușcări

Că pe unii i-ai făcut victime și pe alții călăi,

Egal de vinovat față de toți

Pentru că pe toți i-ai pus

În faţa faptului împlinit.

Dumnezeu al vinovăției de a fi hotărât singur

Raportul între bine și rău,

Balanța menținută cu greu în echilibru

De trupul însângerat

Al fiului tău care nu-ți seamănă.

 

 

Ana BlandianaPoetessa, scrittrice e saggista, Ana Blandiana è una personalità d’indiscussa profondità e risonanza nel panorama letterario e intellettuale non solo romeno ma anche europeo. Ha al suo attivo una vastissima produzione poetica (più di una ventina di volumi di versi, a cominciare dalla sua prima raccolta, apparsa nel 1964, dal titolo Persoana plural întîi / Prima persona plurale) e in prosa (nove volumi di saggi, un romanzo e quattro di racconti), che ha trovato eco in traduzione in moltissime lingue, suscitando l’unanime apprezzamento sia da parte della critica sia del pubblico, che la ama in modo particolare per il suo carisma e la sua umanità. Ne è prova l’accoglienza calda e sincera che trova sempre in Italia, dove è invitata con frequenza, come in occasione, ad esempio, delle edizioni del Salone di Torino o dell’ultima nata Fiera dell’Editoria Indipendente di Capannori (Lucca, 2012).

In Italia sono stati pubblicati in traduzione i volumi: Un tempo gli alberi avevano occhi, poesia, Donzelli, 2004, Progetti per il passato, prosa fantastica, Anfora, 2008 e Il mondo sillaba per sillaba, prosa di viaggio, Saecula Edzioni, 2012. Per l’eccellenza e la pregnanza della sua opera, è vincitrice di prestigiosi premi letterari sia in patria sia all’estero (in Italia è stata insignita dei premi Acerbi e Camaiore, entrambi nel 2005, e della città dell’Aquila, nel 2007). Intellettuale dissidente, censurata durante gli anni del duro regime comunista (le fu impedito di pubblicare negli anni 1959-1964, 1985 e 1988-1989, e i suoi libri furono tolti dalle biblioteche), Ana Blandiana è stata simbolo del riscatto civile e umano durante i convulsi primi anni della Romania postcomunista; in seguito, la scrittrice ha continuato a rappresentare agli occhi dell’opinione pubblica romena un punto di riferimento etico e civico che nessun altro intellettuale ha goduto con la stessa intensità e con la stessa ammirazione. Questo suo costante impegno si è concretizzato oltretutto nell’istituzione dell’Accademia Civica attraverso cui, sotto l’egida del Consiglio d’Europa, Ana Blandiana, assieme al marito Romulus Rusan, ha fondato, a Sighet, il Memoriale delle Vittime del comunismo e della Resistenza che ospita anche il Centro internazionale di studi sul comunismo.
Nel 1990 la scrittrice ha rifondato il PEN Club di Romania, di cui è stata eletta presidente. Tra il 1991 e il 2001 è stata alla guida dell’Alleanza Civica, una organizzazione non governativa costituita da intellettuali per il rinnovamento politico ed etico-civile della società rumena, della quale è stata altresì uno dei fondatori. Per il prestigio e la qualità della sua poesia, Ana Blandiana è affiliata a celebri istituzioni quali l’Accademia Europea di Poesia, l’Accademia di Poesia «Stéphane Mallarmé» e l’Accademia Mondiale della Poesia (UNESCO).
(Da “Orizzonti culturali Italo-Rumeni“)

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