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Antoine-Vincent Arnault, À Daphné/A Dafne

Traduzione di Emilio Capaccio, foto di Carlo Accerboni

À Daphné

 

Supposant dans un seul objet

Tout ce que j’exigeais pour plaire,

J’adorais un être parfait,

Et le croyais imaginaire.

 

L’Amour, quand il m’offrit tes traits,

Voulut me prouver ma folie :

Mon fantôme et ses vains attraits

Seraient tout au plus ta copie.

 

Daphné, j’ai bientôt reconnu

Que l’impossible pouvait être :

Reprends ici ce qui t’est dû ;

Je te chantais sans te connaître.

 

Antoine-Vincent Arnault (1766-1834)

A Dafne

 

Supponendo in un solo oggetto

tutto ciò che esigevo per piacere,

io adoravo un essere perfetto

e lo credevo immaginario.

 

L’Amore quando m’offrì i tuoi tratti

volle provarmi la mia follia:

il mio fantasma e le sue vane attrattive

tutt’al più sarebbero la tua copia.

 

Dafne, ho prontamente riconosciuto

che l’impossibile poteva essere:

riprenditi ciò che qui t’è dovuto;

io ti cantavo prima di conoscerti.

 

Traduzione di Emilio Capaccio

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