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ARIANO, Luca

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Luca Ariano

“In quelle case battute dall’alito delle stagioni”

“Sorrisi di circostanza si sono spenti”, scrive Ariano, “come le stagioni, come i portici / macchiati di pioggia”. È così che ogni volta entriamo nel vivo della sua poesia, fatta di nostalgie di fedi e ideali spenti, di denuncia dei mali del nostro tempo, popolata di figure d’ogni giorno, estremamente vive e reali, colte nel loro agire, nel loro esprimersi dal dolore e dalla solitudine, nel loro spegnersi senza neppure sapere come. Quella di Ariano è una poesia fatta d’immagini molto dure e concrete, spesso dolenti, che si alternano immagini liriche, scorci di paesaggio e fotografie delle bellissime città della Romagna. È la voce di chi ama la propria terra e i suoi abitanti, e li colpisce per risvegliarli, perché tornino a essere. Per questo canta l’assenza di piccole cose quotidiane, semplici, eppure fondamentali nella loro autenticità e immediatezza. Come “L’Enrico – che la sua storia pare uscita / da un film d’Almodovar… da una canzone / di sorcini” e “vorrebbe una zingarata d’altri tempi,/ tra campi come quando le risaie si riempivano”.

La poesia di Ariano fruga in “Quei quaderni ancora profumati d’estate”, “gettati nella carta riciclata”, che abita il presente cercandovi tracce del passato, intrecciando storia individuale e collettiva, fatti di cronaca e racconti di strada e non indulge mai nel compiacimento autobiografico. Piuttosto si lascia parlare dalle cose e dalle storie. A livello formale questo si riflette nell’utilizzo di un ampio spettro di registri, in cui fanno il loro ingresso il dialetto e il detto popolare, lo strillo di cronaca e la sgrammaticatura, in un fluire ora denso e lento, ora altamente lirico, come in molte bellissime chiuse che spostano l’attenzione su quanto ancora resta intatto: “È un pomeriggio da guidare per curve / fino a salire sull’Appennino, ai piedi / di qualche rocca e sentire sulla pelle / il miele della notte che in poche ore si fa rugiada”.

da Nella borsa del viandante. Poesia che (r)esiste, a cura di Chiara De Luca

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