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Bill Manhire

On Originality

 

Poets, I want to follow them all,

out of the forest into the city

or out of the city into the forest.

 

The first one I throttle.

I remove his dagger

and tape it to my ankle in a shop doorway.

Then I step into the street

picking my nails.

 

I have a drink with a man

who loves young women.

Each line is a fresh corpse.

 

There is a girl with whom we make friends.

As he bends over her body

to remove the clothing

I slip the blade between his ribs.

 

Humming a melody, I take his gun.

I knot his scarf carelessly at my neck, and

 

I trail the next one into the country.

On the bank of a river I drill

a clean hole in his forehead.

 

Moved by poetry

I put his wallet in a plain envelope

and mail it to the widow.

 

I pocket his gun.

This is progress.

For instance, it is nearly dawn.

 

Now I slide a gun into the gun

and go out looking.

 

It is a difficult world.

Each word is another bruise.

 

This is my nest of weapons.

This is my lyrical foliage.

 

 

 

 

***

Sull’originalità

 

 

I poeti, voglio seguirli tutti,

uscire dalla foresta ed entrare nella città

o uscire dalla città ed entrare nella foresta.

 

Il primo lo strozzo.

Gli tolgo lo stiletto

e me lo fisso alla caviglia sulla soglia di un negozio.

Poi esco in strada

piluccandomi le unghie.

 

Bevo un drink con un uomo

che ama le giovani donne.

Ogni verso è un cadavere fresco.

 

C’è una ragazza con cui facciamo amicizia.

E lui si china sul suo corpo

per toglierle i vestiti

io gli infilo la lama tra le costole.

 

Canticchiando un motivo, gli tolgo il fucile.

Mi lego la sua sciarpa al collo con noncuranza, e

 

seguo la traccia del prossimo in campagna.

Sulla riva di un fiume gli scavo

un bel buco in mezzo alla fronte.

 

Commosso dalla poesia

metto il suo portafogli in una busta semplice

e la imbuco nella finestra.

 

M’intasco il suo fucile.

Questo è progresso.

Per esempio, è quasi l’alba.

 

Ora infilo un fucile nell’altro

ed esco a guardare.

 

È un mondo difficile.

Ogni parola è un livido in più.

 

Questo è il mio nido di armi.

Questo è il mio lirico fogliame.

 

– See more at: http://poesia.blog.rainews.it/2014/10/15/e-il-fulmine-si-vantera-della-sua-opera/#more-40673

 

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