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CAPONNETTO, Antonino

cover_caponnettoSu Miti per l’uomo solo, di Antonino Caponnetto

Miti per l’uomo solo è un percorso di ricerca che l’autore intraprende a fianco del lettore, delle “femmine irrequiete, i folli, i saggi, / i senza patria, i senza dio, gli offesi, / i creduli, i dispersi, i malfattori,” ovvero di tutte le creature sole, erranti, nel duplice significato del termine, cui questi versi si rivolgono fin dalla dedica di apertura. È una mano aperta che si porge per intrecciare queste solitudini nel tessuto dell’esperienza individuale, che diviene dunque collettiva nel momento in cui l’Io ci si lascia (dis)fare dalla vita, per poi dipanare i fili delle memoria nel percorso di individuazione del Sé mediante il recupero e la valorizzazione di ciò che è stato,  ri-percorrendo l’ordito di luoghi, persone, sogni, miti e suggestioni incontrate sul cammino, custodite dentro. E l’ordito si va materializzando verso dopo verso, come in un patchwork fatto di brevi scorci di ricordo e alti slanci di pensiero, citazioni colte e inserti del parlato, incursioni nel dialetto e prestiti dalla cultura popolare, neologismi e contaminazioni linguistiche, a testimoniare una fede forte nella parola, che vorrebbe sconfiggere la Colpa del re, che spezzò la lingua dell’umanità in tante papille che vogliono ritrovarsi, ritrovando il gusto del comunicare, che fornisce un mito cui appigliarsi nella solitudine congenita dell’Umano.

 Chiara De Luca
in Miti per l’uomo solo, Kolibris 2009

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