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Carlos Mello

 

A cura di Emilio Capaccio

 

 

Carlos+Alberto+Almeida+MelloCarlos Mello, nome completo Carlos Alberto Almeida Mello, nacque a Feira de Santana, nello stato di Bahia, Brasile, il 1° marzo del 1946. Figlio di Arlinda Almeida Mello e Antonio Alves Mello. Concluse l’istruzione primaria nel 1957 presso la scuola “Maria Quiteria” di Feira de Santana. Nel 1966 si diplomò Professore di Istruzione Primaria, frequentando il Corso Pedagogico del Colégio Santanópolis. Giornalista, storiografo e ricercatore. Membro e Tesoriere della Academia de Letras e Artes di Feira de Santana. Membro dell’Instituto Histórico e Geográfico di Feira de Santana. Membro della Fondazione Senhor dos Passos, quale partecipante al “Núcleo de Preservação da Memória Feirense”. Presidente del Consiglio Deliberativo del São Paulo Futebol Clube di Feira de Santana. Membro e oratore della Sociedade Monte Pio dos Artistas Feirenses, della quale fu già presidente. Socio onorario della Associação Recreativa Cultural Sucupira. Lavorò a Salvador tra il 1969 e il 1973, fece parte del gruppo di teatro del SESI, con varie rappresentazioni di opere teatrali. Fondatore del Sindacato di Lavoratori nelle Industrie Grafiche di Feira de Santana. Fu presidente del Consiglio dei Lavoratori del SESI – Servizio Sociale dell’Industria in Feira de Santana. Nel 1979 fu Istruttore dei corsi di opera qualificata in servizi grafici attraverso il SESI (Servizio Sociale dell’Industria), il SETRABES (Segreteria del Lavoro e del Benessere Sociale) e il FUNTRAB (Fondazione Baiana per il Lavoro). Dal 1979 al 1991 fu rappresentante della classe dei lavoratori “Fronte Nazionale dei Lavoratori” di Bahia, una organizzazione non governativa con sede a San Paolo che aveva come obiettivo attuare la lotta del movimento sindacale nelle città e nei campi. Organizzò il 1° Seminario Feirense della Classe dei Lavoratori, nel 1981. Partecipò al 1° Seminario: “L’Importanza del Patrimonio Documentale”, come conferente sul tema “Archivi Pubblici e Privati”, nella 1992. Partecipò al 1° Seminario di Protezione delle Aree Verdi di Feira de Santana, come dibattitore. Nel 1991 pubblicò la “letteratura della cordicella[1]”: A Luta dos Gráficos da Princesa do Sertão. Nel 2002 fu coautore del libro del municipio della città Antonio Cardoso, dal titolo: Das Umburanas à Cidade. Nel 2005 si aggiudicò il 1° premio nel concorso letterario “A Vida de Arnold Ferreira da Silva”. Nel novembre del 2007 pubblicò il libro: Georgina Erismann, sulla vita e l’opera della celebre poetessa e compositrice brasiliana, originaria di Feira de Santana[2]. Partecipò con 2 poesie all’antologia in formato CD audio, dal titolo: “Poetas Feirenses”, volume II, prodotto dalla Academia Feirense de Letras e curò la scelta dei testi poetici dell’antologia in formato CD audio, dal titolo: Raridades Poéticas, prodotto dalla stessa Accademia. Nel 2010 fu organizzatore del libro di Memorie: Periódicos Feirenses, Santanópolis (1954-1955), O Coruja (1955-1957). È Coordinatore Editoriale delle Pubblicazioni dei libri: 31 Anos de Micareta, Fundo Municipal de Emancipação e delle Riviste dell’ “Instituto Histórico e Geográfico” di Feira de Santana. Realizza corsi sulla storia della regione e del municipio di Feira de Santana presso università, collegi pubblici e privati, e associazioni. Attualmente è archivista del giornale centenario: “Folha do Norte”.

(*) La biografia e i testi poetici sono stati forniti dall’autore e autorizzati alla traduzione. A Carlos Mello vanno i più sinceri ringraziamenti.

 

(**) Si ringrazia altresì la cara amica Cleide Eugenio Silva.

 

 

 

 

A chuva

 

 

Chuvas que caem

alimentando a terra,

são bálsamos do amor …

 

Os céus vertem lágrimas

molhando o nosso corpo.

Sem proteção fugimos,

a procura de um abrigo.

 

Abre-se uma porta,

refugidos ali estamos.

Os vidros transparentes,

permitem observar

respingos cristalinos.

 

Em êxtase somos aquecidos,

nos afagos e beijos,

na efervescência do corpo,

que anseiam desejos,

dos lábios suaves e macios,

embriagado do néctar salutar.

 

 

 

La pioggia

 

 

Le piogge che cadono

alimentando la terra

sono balsami d’amore …

 

I cieli versano lacrime

bagnando il nostro corpo.

Senza difesa corriamo,

in cerca di riparo.

 

S’apre una porta

là rifugiati stiamo.

I vetri trasparenti

permettono d’osservare

spruzzi cristallini.

 

In estasi siamo accaldati,

in coccole e baci,

nell’effervescenza del corpo

che ansima desideri

di labbra morbide e soavi,

ebbro di nettare salutare.

 

 

 

 

 

A praia

 

 

Uma senhora, uma criança.

Nas pedras sobre a areia,

tranqüilas, repousam sentadas,

numa tarde com prazer.

Admiram a beleza do mar

no vai-e-vem das ondas,

que batem naquelas pedras,

as quais molham seus pés

con ameno frescor.

 

Olhares dispersam o nada

na busca do tempo,

com o desejo de tudo.

A senhora, com suas mãos,

aperta e aquece a criança.

Carinhos são divididos.

Na areia solta da praia,

os pés esboçam pegadas,

deixam registro do afeto.

 

A criança e suas cambalhotas

se distrai nas águas espumantes.

A senhora em vigília.

As ondas agitadas retribuem,

ao cair da tarde, a despedida.

Os corpos em aconchego,

com as mãos entrelaçadas,

semblantes harmoniosos,

caminham na areia branca.

 

Passadas lentas no ritmo

dos chocalhos das ondas …

No horizonte, os vultos,

que aos poucos, se esvaem,

cada vez mais distantes!

Enfim …Desaparecem! …

O mar, as ondas, a areia …

Fim de tarde …Põe-se o sol …

Felizes novamente no lar,

una senhora, uma criança.

 

 

 

La spiaggia

 

 

Una donna, un bambino.

Tra gli scogli sulla sabbia,

tranquilli, riposano seduti,

al piacevole meriggio.

Ammirano la bellezza del mare

nel vai-e-vieni delle onde,

che battono su quegli scogli,

e bagnano i loro piedi

con amena frescura.

 

Gli sguardi disperdono il nulla

alla ricerca del tempo,

con desiderio di tutto.

La donna, con le sue mani,

stringe e scalda il bambino.

Si scambiano tenerezze.

Sulla sabbia stesa dalla spiaggia,

i piedi segnano le orme,

lasciano un registro d’affetto.

 

Il bambino con le sue capriole

si distrae nell’acqua spumosa.

La donna in vigile attesa.

Le onde agitate ricambiano

il saluto, al cadere della sera.

I corpi nel conforto,

con le mani intrecciate,

sembianze armoniose,

sulla sabbia bianca vanno.

 

Andature lente nel ritmo

dei sonagli delle onde …

All’orizzonte, le figure,

a poco a poco sbiadiscono,

sempre più lontano!

Infine …scompaiono! …

Il mare, le onde, la sabbia …

Sera …Si depone il sole …

Felici nuovamente a casa,

una donna, un bambino.

 

 

 

 

 

Ausência

 

 

Poeta …

Dai-nos o prazer de ver-te,

nas manhãs de sexta,

na sua plenitude lírica,

com o semblante

extasiado em melodias.

 

Foste embora aborrecido,

um sujeito de falácias,

sem o merecer, magoou.

Provocou sua ausência,

deixando uma lacuna.

 

Volte a nos extasiar

de prazerosa alegria,

com a sua boa presença.

Volte poeta,

com a calça no estômago

e com a sua fidalguia.

 

 

 

Assenza

 

 

Poeta …

dacci il piacere di vederti,

i venerdì mattina,

nella tua plenitudine lirica,

con il volto

estasiato di melodie.

 

Te ne andasti sdegnato,

un individuo di fallacie

ti ingiuriò, senza meritarlo.

Provocò la tua assenza,

lasciando una lacuna.

 

Torna a estasiarci

di piacevole allegria,

con la tua buona presenza.

Torna poeta,

con i pantaloni allo stomaco

e la tua nobiltà.

 

 

 

 

 

Cumplicidade

 

 

È de manhã …

 

O trinar do telefone

soa aos meus ouvidos.

 

De outro lado,

a voz que acalenta,

que sussurra,

desejos e afagos.

 

Sinto no peito – batidas …

 

Intranqüillo com saudade,

deste amor adolescente,

que aflora na maturidade.

 

Somos aliados …

 

Permanecer sóbrios,

nas ações e atitudes,

e vigilantes nos encontros.

 

O tempo nos conforta,

à distância – magoa.

 

Somos amados …

 

Enamorados.

Cumplicidade – Desejada …

 

 

 

Complicità

 

 

È mattina …

 

Il trillo del telefono

suona nelle mie orecchie.

 

Dall’altra parte,

la voce che scalda,

che sussurra,

desideri e tenerezze.

 

Sento nel petto – battiti …

 

Inquieto di nostalgia,

di questo amore adolescente,

che affiora nella maturità..

 

Siamo alleati …

 

Restare sobri,

nelle azioni e negli atteggiamenti,

e attenti negli incontri.

 

Il tempo ci conforta,

la distanza – fa male.

 

Siamo amati …

 

Innamorati.

Complicità – Desiderata …

 

 

 

 

 

Fome

 

 

À procura de uma sobra,

vai o homen avidamente …

Olhos tristes, vestes sujas,

em direção a um saco

encostado em um poste,

como se o estivesse esperando …

 

Adiantando as passadas,

logo se encontra agachado

ao lado do volume.

Com suas mãos trêmulas,

abre-o com cuidado,

em busca do alimento …

 

Para saciar a fome,

tira alguns papéis,

frutas podres, machucadas,

restos de alimentos, aguados.

Aos poucos os vai consumindo,

vai degustando-os,

a fome ele vai saciando …

 

Dedos sujos e melados,

boca lambuzada …

A fome (foi embora) vencida! …

As mãos emporcalhadas,

com a fronte inclinada,

olhando a esmo

ao Pai Divino agradece.

 

Com dificuldade, levanta …

Sai em passos lentos,

com destino ignorado,

alheio a todos aqueles

que, de perto ou de longe,

observam, nada fazem.

Aquele corpo frágil,

pela fome debilidado.

 

Parceiros do dia-a-dia:

suportando intempéries,

com limites ínfimo,

o homen e a fome …

Que dirá o amanhã

do consumo aliado a dor?

Nasce, viver, morrer …

 

 

 

La fame

 

 

In cerca di avanzi,

va l’uomo avidamente …

Occhi tristi, vestiti sudici,

verso un sacchetto

appoggiato a un palo,

come se lo stesse aspettando …

 

Accelerando l’andatura,

presto si trova accovacciato

accanto al sacchetto.

Con le mani tremanti,

attentamente lo apre,

in cerca di alimento …

 

Per saziare la fame,

tira fuori delle carte,

frutta putrida, illividita,

rimasugli di cibo, acquosi.

In breve li consuma,

li assapora, sazia la fame …

 

Dita lorde e appiccicose,

bocca unta …

La fame (andata via) è vinta! …

Le mani sporche,

con la fronte inclinata,

guardando nel vago

ringrazia il Padre Divino.

 

Con difficoltà, si solleva …

Se ne va a passi lenti,

con ignota destinazione,

ignaro di tutti quelli

che, da vicino o da lontano,

osservano, senza far nulla.

Quel corpo fragile,

dalla fame debilitato.

 

Compagni giorno dopo giorno:

supportando intemperie,

con sottile confine,

l’uomo e la fame …

Che dirà il domani

del consumo alleato del dolore?

Nascere, vivere, morire …

 

 

 

 

 

Georgina Erismann

 

 

Deleito-me ao ler teus poemas,

por teres um olhar cativo

e um sorriso doce.

Estou inebriado por ti,

que me convence. Enamoro-me.

No fulgor de teus versos,

eu viajo a teu encontro.

 

Eu sonho …

Debaixo da cajazeira,

repleto de flores perfumadas,

ao som harmonioso dos pássaros,

no balanço da rede presa ao tronco.

 

O gato Baiano nos observa,

com ciúme de sua dona.

 

Da sua meiguice – a sedução:

Eu; teu escravo, submisso.

Abraça-me, aquece-me …

 

As cigarras cantam em despedida.

Os pardais e as andorinhas,

bailando aos céus, recolhem-se.

O sol se põe: vai-se o dia …

Somos amantes …Não! …

Amados …Sim! …Amados …

 

 

 

Georgina Erismann[3]

 

 

Mi diletto a leggere le tue poesie,

perché hai uno sguardo prigioniero

e un sorriso dolce.

Io sono inebriato di te,

che mi attrai. Mi innamoro.

Nel bagliore dei tuoi versi,

viaggio al tuo incontro.

 

Io sogno …

sotto la cajazeira[4],

piena di fiori profumati,

al suono armonioso degli uccelli,

nel dondolio dell’amaca annodata al tronco .

 

Il gatto baiano ci osserva

geloso della sua padrona.

 

Dalla sua dolcezza – la seduzione:

io; il tuo schiavo, sottomesso.

Abbracciami, scaldami …

 

Le cicale cantano nell’addio.

I passeri e le rondini,

ballando ai cieli, s’accolgono.

Il sole va giù, se ne va il giorno …

Siamo amanti …No! …

Amati …Sì! …Amati …

 

 

 

 

 

Presença

 

Silêncio …

 

Estão dormindo.

Deixa-os adormecer,

em corpos entrelaçados,

e dos prazeres insólitos.

 

O tempo ínfimo – aproveitam.

 

A breve partida é remota,

registra a saudade precoce.

 

Na cama o cheiro do corpo.

O lençol molhado

que ficou do suor,

registro da presença.

 

Silêncio …

Ela ainda adormece.

 

 

 

Presenza

 

Silenzio …

 

Stanno dormendo.

Lasciate che si addormentino,

nei corpi intrecciati,

di insoliti piaceri.

 

Del tempo infimo – approfittano.

 

La breve partita è remota,

segna la nostalgia precoce.

 

A letto l’odore del corpo.

Il lenzuolo bagnato

che si fece dal sudore,

segno della presenza.

 

Silenzio …

Lei ancora addormentata.

 

 

 

 

 

Ostentador

 

 

Oh meu esquírola,

vasculhas enganos …

 

Com suas razões futrica,

subjugando – julgando.

Com acertos. Erros de saber.

 

Não vai ao cimo – Será! …

 

Profilgador de embuste,

aparente quer notar-se,

com sorriso multicor,

luzente, desfila com fulgor.

 

Fogacho desfila em fulvo …

 

Vagueia vate; sobe montes.

Acima de um ser – existem seres.

Tu és capaz – existem capazes.

Teu saber tem limítrofe.

Em sua volta – os ilimitados.

 

Somos aprendizes do tempo …

 

 

 

Ostentatore

 

 

Oh mia piccola scheggia,

vai scovando inganni …

 

Con le tue ragioni filistee,

soggiogando – giudicando.

Con smentite. Errori di nozioni.

 

Non giungerai alla vetta – chissà! …

 

Campione di menzogne,

che chiaramente vuol farsi notare,

con sorriso multicolore,

lucente, sfila con il bagliore.

 

Fiammata che sfila con il fulvo …

 

Vagabonda vate; sui monti.

Sopra un essere – esistono esseri.

Tu sei capace – esistono i capaci.

Il tuo sapere è limitrofo.

Sulla sua tratta – gli illimitati.

 

Siamo apprendisti del tempo …

 

 

 

 

 

Súplica

 

 

Como suplicar ao tempo,

mantendo a proteção.

Diluir o medo, a falta

convulsiva da mente.

As lágrimas …

Transborda e percorre a face,

ensejado em volúpia.

 

Contemplo seus lindo olhos,

definido em sensações.

Este teu olhar decifra

esplendores em vida.

 

Desejo que me confundo,

deste corpo em odor,

com afagos e caricias,

inebriado de ternura.

Deliciado em sonhos,

provocado de sentimentos

de prazer angelical.

 

 

 

Supplica

 

 

Come supplicare il tempo,

mantenendo la difesa.

Diluire la paura, la mancanza

convulsa della mente.

Le lacrime …

Trasborda e percorre la faccia,

ansante di lussuria.

 

Contemplo i suoi begli occhi,

definiti in sensazioni.

Questo tuo sguardo decifra

splendori in vita.

 

Desiderio che mi confonde,

di questo corpo in odore,

con coccole e affetto,

inebriato di tenerezza.

Deliziato nei sogni,

provocato da sentimenti

di angelico piacere.

 

 

 

 

 

Sentimento

 

 

A lembrança viva

dos seus lábios nos meus,

no perfume do seu corpo,

nós dois em aconchego …

 

Buscando o passado

o perfil suave do rosto.

Sentindo no presente,

um calor fugaz,

da quentura de cama,

ao cobertor de algodão.

 

Não vivo em solidão,

eu penso em ti.

O passado é presente,

nas lembranças felizes,

das noites embriagadas,

do meu ser enaltecido.

 

Vivo em você a todo istante,

o passado, o ontem e o agora,

deste amor enlouquecido,

jamais irá desluzir.

 

 

 

Sentimento

 

 

Il ricordo vivo

delle sue labbra sulle mie,

nel profumo del suo corpo,

noi due accoccolati …

 

Cercando il passato

il profilo soave del viso.

Sentendo nel presente,

un caldo fugace,

di bollore di letto,

sulla coperta di cotone.

 

Non vivo in solitudine,

io penso a te.

Il passato è presente,

nei ricordi felici,

di notti inebriate,

del mio essere esaltato.

 

Vivo in te ad ogni istante,

il passato, ieri e l’oggi,

questo folle amore,

non potranno offuscare.

 

[1] La “Letteratura della cordicella” (literatura de cordel) nasce e si sviluppa nel Nordest del Brasile intorno al XVII secolo, sul modello dei romances (composizioni poetiche della tradizione iberica) assimilati per mezzo dei coloni portoghesi. Si tratta prevalentemente di poesia popolare, in versi, stampata su fogli sciolti, appesi ai chiostri delle edicole da cordicelle (cordeis) per essere letta o venduta.

[2] Georgina Erismann sarà la poetessa del prossimo articolo del “Poeta del Lunedì”, in pubblicazione il 5 ottobre.

[3] Georgina Erismann (1893-1940) fu poetessa, compositrice e pianista. Una delle personalità più autorevoli di Santana de Feira, località brasiliana dove è nato anche Carlos Mello.

[4] È una pianta fruttifera appartenente alla famiglia delle anacardiacee. È diffusa in tutto il Brasile e nella zona tropicale dell’America. Può arrivare fino a 25 metri di altezza. Il legno è di colore bianco con foglie e fiori profumati. Le drupe, (cajás) sono di colore rosso-arancio con polpa acidula e resinosa, e sono commestibili.

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