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John Barnie, Cercavano di fregarci tutti con l’amore Featured

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‘So here was a ship with an unbearable cargo of love.
Which port? The bow pointed round the compass.
But nobody wanted it. What can we do with such a cargo,
the people said; it has no marketable value, have you ever heard
of anyone trading in futures of love? No, we have not.
So the ship slipped off as if it had been guilty of deceit.
Love? they said at the next port; what an idea!
Can you deliver it in sacks? Do you have to refrigerate it?
We have never seen anything like that in the dry goods store.
And the ship sailed on. What does it mean, an ocean crossing
without any port? What does it mean, the echoes of laughter
at the entrances to all the warehouses of the world?
Can you weigh it? Can you grind it? everyone wants to know.
What price is it trading at today?

So the ship sails on. And I believe the cargo is listing;
it must have been after that last storm, when it came out of the eye
into thirty-metre waves, that must be when it happened.

And now the ship is stricken. “Save yourselves, if you can!”;
the order is given, and the boats get away over the side,
oars out, to row like water-fleas over the viscous surface of the globe.
But the Captain says he will take his stand;
Not for me, he says, the long nightmare across the sea,
the blackened faces and swollen tongues, the urge to drink even salty blood.
So be it. The crew rowing in their water-fleas toward where the morning sun will rise;
the Captain listening to the creaks of the ship’s gear
the slap of water against the rusted iron sides
because this ship sailed on and on until it had boxed the compass,
this ship never found a harbour, remember,
sailing on until the compass rose had lost all its petals;
the people saying Trying to palm us off with love; what an idea!’

 

87

‘Così c’era una nave con un insostenibile carico d’amore.
Quale porto? L’ago girava nella bussola.
Ma nessuno la voleva. Che ce ne facciamo di un carico del genere,
diceva la gente; non ha valore commerciale, avete mai sentito
di qualcuno che commerci in futuri d’amore? No, noi no.
E la nave scivolò via come colpevole d’inganno.
Amore? Dissero al porto successivo; che idea!
Potete consegnarlo in sacchi? Si deve congelare?
Non abbiamo mai visto nulla di simile nelle mercerie.
E la nave continuò a veleggiare. Cos’è una traversata oceanica
senza un porto? Cosa significa, gli echi di risate
alle porte di tutti i magazzini del mondo?
Puoi pesarlo? Puoi macinarlo? È quello che chiedono tutti.
Qual è oggi il suo prezzo commerciale?

Così la nave continua a veleggiare. E credo che il carico si stia inclinando;
dev’essere stato dopo l’ultima tempesta, quando sparì alla vista
sotto onde di trenta metri d’altezza, dev’essere accaduto allora.

E ora la nave è prostrata. “Si salvi chi può!”;
L’ordine è dato, le barche se ne vanno calandosi dalla fiancata,
fuori i remi, per nuotare come pulci d’acqua sulla superficie vischiosa del globo.
Ma il Capitano dice che resterà al suo posto;
Non per me, dice, il lungo incubo attraverso il mare,
le facce annerite e le lingue gonfie, l’urgenza di bere sangue, sia pure salato.
Perciò sia. Mentre l’equipaggio rema nelle pulci d’acqua verso
dove sorgerà il sole al mattino;
il Capitano ascolta lo scricchiolìo degli ingranaggi
gli schiaffi dell’acqua contro le fiancate di ferro arrugginito
perché questa nave veleggiò e veleggiò finché non ebbe sconfitto la bussola,
questa nave non trovò mai un porto, ricordalo,
continuò a veleggiare finché la rosa della bussola non fu del tutto sfiorita;
e la gente diceva Cercavano di bidonarci tutti con l’amore;
che idea!

 

Da John Barnie, Ghiaccio (Romanzo in versi), Edizioni Kolibris 2010. Traduzione di Chiara De Luca

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