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Complemese

Questo Sole che vedete oggi nel cielo terso di Bruges-la-morte è dovuto al fatto che è il centottesimo complemese di Titti. Perciò abbiamo deciso che sarà una giornata speciale, ovvero la nostra tipica giornata normale, ma senza scordare nessuno dei nostri piccoli riti. Stamani ci siamo alzate un po’ prima e ho portato le ragazze a fare colazione all’unico bar aperto di notte. È il locale gestito da una ragazza cinese che è già entrata in un romanzo e che dà sempre a entrambe una fettina di prosciutto cotto (non vi dico dov’è altrimenti ci andate tutti coi cani senza consumare come faccio io). “Oddio,” proromperanno con sdegno gli odiatori di animali (umani e non), “Il prosciutto al cane. Con tutti i bambini che muoiono di fame”. Ma se tutti cominciassero a essere gentili con i cani del proprio quartiere, invece che postare inutili link solidali sui social, sarebbe un mondo molto migliore. Sono sicura che anche il Sole uscirebbe più volentieri.

Ieri un mio amico non si dava pace del fatto che Titti ululi ai canarini e alle ambulanze e all’armonica di Dylan, ma non ai lupi. Non è esattamente così, ma non è che possa spiegare sempre tutto fuori metafora. Se Titti sente ululare un husky in carne, pelo e sottopelo, gli risponde di gola, da dentro, da un qualche altrove, con gli occhi chiusi e il muso al cielo. Se passa un’ambulanza il suo è piuttosto un lamento di dolore. Avendo un udito finissimo, i suoni la raggiungono aumentati. Quelli acuti le provocano una sensazione di fastidio. All’armonica di Dylan risponde con un canto piu-piuuuuu-piu-piuuuuuuu, che è diverso da quello riservato all’ambulanza: piuuuuuuuuuuuuuuuuuu   uuuuuuuuuu uuuuuuuu. u u u.

È che i cani sono molto intelligenti: non si lasciano ingannare dalle fake news. Quando passo a Titti mia madre al telefono, lei mi guarda come a dirmi “ma chi credi di prendere in giro, quella non è la mia ‘nonna’”. Se poi metto il viva voce, mena il cellulare con la zampa, si alza e se ne va sculettando sdegnata, peggio del gatto Sunny quando sente i trapp(er)isti italiani. Se invece parlo in una lingua straniera, Titti si agita e mi lecca le labbra, come quando parlo con voce alterata, perché non riconosce i suoni cui è abituata.

Nessuna macchina è in grado di riprodurre il verso o la voce di un essere vivente tanto fedelmente da ingannare l’udito sopraffino di un cane musicalmente preparato come Titti (l’ambulanza la fa ululare anche se è registrata, perché è un suono comunque oltreumano). Alle sue grandi orecchie il suono vivente riprodotto risulta comunque finto e inodore. È più facile ingannare la setter Eva. Con Titti abbiamo sempre ballato e cantato in casa. Il nostro inno di battaglia è Positively 4th Street la canzone del nostro amore è La donna cannone. Eva non ha potuto ricevere una preparazione musicale e danzereccia altrettanto adeguata quando era cucciola, perché sapevo che presto sarebbe diventata un cavallo e avrebbe demolito la casa. Abbiamo iniziato dopo, quando aveva imparato a coordinare le zampe, ma era già troppo tardi. Deve essere per questo (oltre che per il fatto di poterci seguire e spiare dappertutto) che i cani di piccola taglia sono spesso più critici e scaltri di quelli di taglia più grande, e stanno antipatici a tanti ‘proprietari’ di cani e addetti ai lavori.

L’educazione musicale tardiva non ha mai potuto compensare le lacune della cucciolaggine, ma per fortuna Eva ha sviluppato comunque una sensibilità musicale parziale, come quando impari una lingua in tarda età. Anche lei ascolta sempre volentieri la musica. La classica e la celtica la rilassano, il rock e l’hard rock la caricano prima di andare a correre. Gli animali educati ne capiscono di musica e ti ascoltano assorti anche quando leggi poesia. Ma deve essere poesia vera, cioè musica.

Quando al Castello danno quei ‘concerti’ che scuotono i palazzi, fanno vibrare i vetri e morire di crepacuore i piccioni e chiunque abbia un po’ di senso estetico nel raggio di due chilometri, cani e gatto capiscono che si tratta di una calamità indotta dall’uomo, mi guardano rassegnati sapendo che stavolta io non c’entro, sospirano e si raggomitolano in attesa che finisca, come me, solo che non si premono il cuscino sulla testa. Vantaggi del pollice opponibile.

Perciò se volete degli animali tontoloni, da cuccioli insegnate loro solo in-piedi-terra-resta-porta. Se non vi secca avere tra i piedi delle creature intelligenti e ipersensibili, fate ascoltare loro molta buona musica. Vale anche per gli umani.

Chiara De Luca

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