Facebook

Daniele Mattei, Guerra

L’opera Guerra di Daniele Mattei (El Doctor Sax Edizioni) è un efferato conflitto cosciente fra gli opposti desideri di un acceso passato capace di resistere all’inevitabile dissolvenza e l’inarrestabile decadenza della dimenticanza. L’analisi poetica è incessante, sanguigna, viscerale e accompagna le spietate e irriverenti crudeltà umane nell’intreccio tortuoso e cinico di chi guarda oltre l’incontrollata follia del cuore. L’evocazione di ogni corrispondenza è un seduttivo recupero del tempo autobiografico che si tinge di un colore acceso, frenetico e chimerico in un infinito vagabondaggio emotivo. L’autore compone a motivi d’ispirazione indulgenti speranze e sogni evanescenti, l’estensione irresistibile di fughe calcolate e di imprevedibili ritorni, l’autenticità di tormentati e irrequieti indugi sentimentali. Il respiro di ogni verso è una malinconia senza repliche in ogni inclinare spazio-temporale, nella suggestione dei ricordi e nella percezione dell’attimo che li distrugge. Il poeta conosce la caducità che divora gli individui nella consapevolezza intransigente della propria limitatezza e con potente e accanita determinazione crea uno stile inflessibile e incessante, alieno da ogni forma di perbenismo e immerso in un vortice disarmante e disingannante in ogni capacità espressiva. L’autore possiede l’arte dell’osservazione di una visione del mondo, giudicato senza riscatto se non con la difesa della nostalgia e saccheggia con l’arma della poesia l’inconsistenza intellettuale ed esistenziale. Una furiosa e lacerante attesa di un altrove, una corsa cieca in un cammino di sfuggente purezza alimentano la scrittura martellante. Ogni composizione poetica e narrativa è imbevuta nel grottesco anacronismo in cui vivono e si ammalano i personaggi descritti e vissuti. Nella lotta durissima per la sopravvivenza Daniele Mattei si guarda sempre indietro e un denso, doloroso trasferimento emotivo incombe nella desolazione abitata dalle sue sensazioni e persegue un sentire che vive sempre di un estremo tentativo di assecondare il tempo degli affetti. Daniele Mattei accoglie  il caos e ne fa modo espressivo, inabissa  l’alleanza tra vita e morte, ogni vibrazione di malattia dell’anima, combatte contro le metafore inestinguibili della commedia umana. A tutti, prima o dopo, fa tradimento la vita e le assenze che non trovano chiarimento lasciano nel mestiere di scrivere l’innocenza di ogni mancanza.

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”

 

 

 

 

 

Nascosi le lacrime  
così bene
per immemori anni.

E più non le trovai
come amo al disamore
per poterle piangere.

 

 

 

 

 

Sei la mia voce  
la grazia
la brama
sei ciò che non esiste
la fede spezzata
sei di una madonna
la ferita che riluce
il senso del sangue

la mia croce.

 

 

 

 

 

Grida                 

il tuo oltraggio più forte.

Foss’anche

la tua disperante

felicità.

 

 

 

 

 

Ho messo tutto il mio talento
nella mia tristezza.

Alla fine l’ho incarnata.

 

 

 

 

 

Tempo è di salpare Altrove. 

Si fa noia inutile anche il disgusto
consueto del mondo.

Un tempo mi suicidavo spesso.
Ora ho smesso.

 

 

 

 

 

Togli

dagli occhi la paura
che tutto sia nulla
un infinito d’angoscia.

Dona

dopo questa guerra
a un reduce, una rosa
finalmente, la pace.

 

Photo by Khaled Youssef

No widget added yet.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Follow Us

Get the latest posts delivered to your mailbox:

%d bloggers like this: