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Davide Trame, Dog and driftwood / Cane in spiaggia tra i rottami

Foto di Franca Mannarino

DOG AND DRIFTWOOD

 

Debris, all over the strand,

driftwood after a sea storm,

poured out of the horizon’s frown,

our tossed up losses, our mess from the unknown.

 

She enjoys jumping in and out of this wood web,

sniffing salt on rugged damp bark

while the sea roar fills the picture

with its wide open throat.

 

It could be anything seen from above,

the tatters of us all, the gristle of our souls,

many a Lear’s new rages and regrets,

released from dragonish clouds to make us strut and fret.

 

I gaze, blow a thin whistle in her direction,

asking her to move forward, lose sight of her

for a moment in this Guernica of wood,

then she reappears, a long stick in her mouth on top

 

of a mountain of sand, she is dangling it from side to side

as if it were a trophy I am due to recognize.

All this, like anything, could be a dream,

its sense scattered and lost in what is seen.

 

Another flash in the puzzle,

in the scattering of our transit,

what we can remember and forget, put in a life’s file,

what we can’t but accept, in the meanwhile.

 

Davide Trame

CANE IN SPIAGGIA, FRA ROTTAMI.

 

Rottami di legno, su tutto il bagnasciuga,

tronchi e frantumi dopo una mareggiata,

sbattuti là da un orizzonte dalla fronte aggrottata,

ciò che abbiamo perso o eliminato, i nostri avanzi dall’ignoto.

 

Lei ama saltare dentro e fuori questa ragnatela di legno,

annusando sale sulle cortecce umide,

mentre il mare nel suo fragore riempie la scena

col suo suono di gola spalancata.

 

Potrebbe essere qualsiasi cosa vista dall’alto,

i brandelli che noi siamo, lo sporco delle nostre anime,

molte nuove rabbie di Lear, molti nuovi rimpianti,

liberati dalle nuvole a forma di drago, per farci affannare.

 

Guardo, fischio in direzione di lei,

chiedendole di andare avanti, la perdo di vista

per un momento, in questa Guernica di rottami,

poi riappare, con una stecco lungo in bocca, in cima

 

ad una montagna di sabbia, lo fa oscillare di qua e di là,

me lo mostra come fosse un trofeo, lo brandisce.

Tutto questo, come qualsiasi cosa, potrebbe essere un sogno,

il suo significato sparpagliato, perso nelle immagini.

 

Un altro lampo nel puzzle, nello sparpagliarsi

del nostro transitare, ciò che possiamo

ricordare e dimenticare, mettere nel file di una vita,

non facendo altro che accettarla, come sabbia che scivola fra le dita.

 

Traduzione dell’autore

 

Davide Trame vive a Venezia, dove insegna inglese. Scrive poesia in inglese dal 1993 e ha iniziato ad auto tradursi nel 2012. Dal 1999, sue poesie sono apparse in riviste negli Stati Uniti e altri paesi di lingua inglese. Nel 2013 la sua raccolta poetica Make It Last è stata pubblicata a Belfast da Lapwing publications.

Davide Trame lives in Venice, where he teaches English. In 1993 he started writing poems in English, and in 2012 he begun translating them into Italian. Starting from 1999, his poems have been issued on literary reviews in the U.S. and in many other English speaking countries. In 2013 his poetry collection Make It Last was issued in Belfast by Lapwing publications.

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