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DE FALCO, Carmine, II

coverviandanteCarmine De Falco

Così è che mostra quali luci nascoste

Quella di Carmine De Falco è poesia di esplorazione, di paesaggi e terre distanti, e di paesaggi interiori che in essi si riflettono o riverberano.  Contrariamente al “[…] pellegrino post-moderno / Nomade di paradisi tutto incluso”, Carmine De Falco si muove da esploratore nel cuore pulsante di “Helsinki ciclica” che “S’imbianca, si gela, si scioglie”. Alla ricerca di una identità tra corpo e mente, l’una ridotta all’altro, lasciando che sia la realtà a imprimersi nella mente in tutta la sua durezza. Ma come in Cattaneo, il dato oggettivo è spesso trasfigurato dallo sguardo del poeta, che vi ri-conosce la propria esperienza: “Pozza di lago immoto mia nonna / Morta boccheggia ultima / Volta nell’imitazione di un prozio”, oppure la proiezione della propria condizione interiore: “Il sole resta una lunga / Crepa d’arancio intenso che slega / il mare dal cielo”.

Peculiarità di questa poesia, che spazia tra vari registri, da quello diretto e colloquiale, a quello onirico e immaginifico, con inserti della lingua parlata e citazioni di canzoni, e il sapiente utilizzo del plurilinguismo, che crea un patchwork semantico e ritmico di raro equilibrio, perché la parola straniera viene perfettamente amalgamata nel tessuto del verso, creando suggestioni più potenti di qualsiasi immagine e descrizione dettagliata: “Case funzionaliste di mattoni rosso less is more / Scuro the shape and attitude of / Essence si incrociano, intrecciano e confondono con / Gli ultimi bagliori d’autunno five multipurpose / Glasses and a carafe i colori più belli / Del Nord, mentre cerchiamo il / Pusher arcobaleno”. Ma lo stesso senso di estraneità rispetto al reale che si vorrebbe comprendere, si percepisce anche in poesie che parlano dell’ognigiorno, di “Biblioteche di facce e note e tristi e segnate / Da laureandi e tecnici e scoppiati” in “Area umanistica”, di “lavori spacca occhi” e “video dipendenti dell’aspirina” o della realtà virtuale in cui ci si smarrisce per mai ritrovarsi: “Cerco pagine nel web. Connesso / A decine di post di blog casuali”.

 

da Nella borsa del viandante. Poesia che (r)esiste, a cura di Chiara De Luca

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