Facebook

Donald Davie

North Dublin

 

St. George’s, Hardwicke Street,

Is charming in the Church of Ireland fashion:

The best of Geneva, the best of Lambeth

Aesthetically speaking

In its sumptuously sober

Interior, meet.

 

A continuous gallery, clear glass in the windows,

An elegant conventicle

In the Ionian order –

What dissenter with taste

But would turn, on these terms

Episcopalian?

 

‘Dissenter’ and ‘tasteful’ are contradictions

In terms, perhaps, and my fathers

Would ride again to the Boyne

Or with scythes to Sedgemoor, or splinter

The charming fanlights in this charming slum

By their lights, rightly.

Dublino nord

 

San Giorgio, Hardwicke Street,

Nel genere Chiesa d’Irlanda è deliziosa:

Il meglio di Lambeth, il meglio di Ginevra,

Sotto il profilo estetico,

Ne compongono gli interni

Sontuosamente sobri.

 

Regolare il colonnato, trasparenti le vetrate,

Elegante conventicola

Nell’ordine ionico –

Non si farebbe episcopale

Un dissidente di buon gusto

A queste condizioni?

 

Dissidente di buon gusto è contraddizione in termini,

Può darsi, e cavalcherebbero i miei padri

Un’altra volta verso il Boyne

O verso Sedgemoor con le falci, oppure

spaccherebbero

I vetri deliziosi di questi deliziosi bassifondi

Giustamente, a loro avviso.

 

Traduzione di Simone Pagliai

Ars Poetica

In memoriam Michael Ayrton, sculptor

 

Walk quietly around in

A space cleaned for the purpose.

 

Most poems, or the best,

Describe their own birth, and this

Is what they are – a space

Cleared to walk around it.

 

Their various symmetries are

Guarantees that the space has

Boundaries, and beyond them

The turbulence it was cleared from.

 

Small clearances, small poems;

Unlikely now the enormous

Louring, resonant spaces

Carved out by a Virgil.

 

The old man likes to sit

Here, in his black-tiled loggia

A patch of sun, and to muse

On Pasternak, Michael Ayrton.

 

Ayrton, he remembers.

Soon after reading his

Obituary, behold!

A vision of him:

 

The bearded, heavy-shouldered

London clubman, smiling

Against a quattrocento

View of the upper Arno.

 

This was in answer to prayer:

A pledge, a sufficient solace.

Poor rhyme, and are you there?

Bless Michael with your promise.

 

The old man likes to look

Out on his tiny cortile.

A flask of ‘Yosemite Road’

Cheap Chablis at his elbow.

 

(California)

Ars poetica

In memoria di Michael Ayrton, scultore

 

Cammina calmo in giro
Dentro uno spazio liberato a tale scopo.

 

Molte poesie, o le migliori,

Dicono come nascono, e questo

È tutto ciò che sono – spazio

Liberato per poterci camminare.

 

Nella poesia, la varia simmetria

Sta a garanzia che quello spazio

Sia fornito di frontiere, oltre le quali

Esso è libero da turbolenze.

 

Spazi piccoli, piccole poesie:

Ora inverosimili gli enormi

Tremendi risonanti spazi

Fabbricati da un Virgilio.

 

Il vecchio ama sedersi

Qui, una striscia assolata nella loggia

Dalle tegole nere, e meditare

Su Pasternak, Michael Ayrton.

 

Se lo ricorda, Ayrton.

E non appena letto

Il necrologio, ecco!

Un’apparizione:

 

Il clubman londinese, sorridente,

Barbuto, spalle grosse,

Su una quattrocentesca

Vista dell’Arno a monte.

 

Questa la risposta a una preghiera:

Un voto, un conforto sufficiente.

Verso da poco, e tu ci sei?

Benedici Michael con la tua promessa.

 

Il vecchio ama guardare

Fuori nel piccolo cortile.

Un fiasco di Yosemite Road

Chablis modesto accanto.

 

(California)

 

Traduzione di Simone Pagliai

Oak Openings

 

The ‘I have’ poem

(Have been, seen, done)

Is followed by the ‘What about it?’ poem.

There is plenty new under the sun,

This poem says, but what’s

So new about the new?

 

It is not as if the attention

Steadily encroaches

Upon the encircling dark;

The circle about the torch is

Moving, it opens new

Glades by obscuring old ones.

 

Twigs crack under foot, as the tread

Changes. The forge-ahead style

Of our earliest ventures flags;

It becomes, as mile follows mile

Inexhaustibly, an exhausted

Wavering trudge, the explorer’s.

Pertugi fra le querce

 

Alla poesia «ho»

(ho detto, ho visto, ho fatto)

segue la poesia «E con ciò?».

Molto di nuovo è sotto il sole,

dice questa poesia, ma cosa c’è

di tanto nuovo nel nuovo?

 

Non è che l’attenzione

invada costantemente

il buio circostante;

il cerchio intorno alla torcia si

sposta, apre nuove

radure oscurando le vecchie.

 

Rametti crepitano sotto i piedi, mentre il passo

cambia. Lo stile avanguardista

delle nostre prime avventure sventola;

diventa, miglio dopo miglio

senza posa, spossato

barcollante arrancare, da esploratore.

 

Traduzione di Andrea Sirotti

The Mushroom Gatherers

 

After Mickiewicz

 

Strange walkers! See their processional

Perambulations under low boughs,

The birches white, and the green turf under.

These should be ghosts by moonlight wandering.

 

Their attitudes strange: the human tree

Slowly revolves on its bole. All around

Downcast looks; and the direct dreamer

Treads out in trance his lane, unwavering.

 

Strange decorum: so prodigal of bows,

Yet lost in thought and self-absorbed, they meet

Impassively, without acknowledgment.

A courteous nation, but unsociable.

 

Field full of folk, in their immunity

From human ills, crestfallen and serene.

Who would have thought these shades our lively friends?

Surely these acres are Elysian Fields.

I cercatori di funghi

 

alla maniera di Mickiewicz

 

Strani camminatori! Guarda le loro deambulazioni

processionali sotto i rami bassi,

le bianche betulle, e il verde manto erboso sotto.

Dovrebbero essere spettri che vagano al chiardiluna.

 

Strani i loro modi: l’albero umano

rivolve lentamente sul suo tronco. Tutt’intorno

sguardi bassi; e il sognatore diretto

calpesta rapito il suo sentiero, indefesso.

 

Strano il contegno: così prodighi d’inchini,

eppure persi nei pensieri e intenti, s’incontrano

impassibili, senza riconoscersi.

Una nazione cortese, ma asociale.

 

Campo pieno di gente, nella loro immunità

dai mali umani, abbattuti e sereni.

Chi avrebbe visto in queste ombre i nostri amici vivaci?

Questi acri, di certo, sono i Campi Elisi.

 

Traduzione di Andrea Sirotti

Born in Barnsley in 1922, Donald Davie served in the Navy and studied at Cambridge, becoming Professor of English at Essex, and later at Stanford and Vanderbilt. In 1988 he returned to England where he died in 1995. Carcanet’s uniform Collected Works of Donald Davie includes Collected Poems (1990), Under Briggflatts (1989), Slavic Excursions (1990), Studies in Ezra Pound (1991), Older Masters (1992), Church, Chapel, and the Unitarian Conspiracy (1995) and Poems and Melodramas (1996). Purity of Diction in English Verse and Articulate Energy (one volume) are also available from Carcanet

Nato a Barnsley nel 1922, Donald Davie ha prestato servizio per la Marina e studiato a Cambridge, per poi lavorare come professore d’Inglese a Essex, e in seguito a Stanford e Vanderbilt. Nel 1988 è tornato in Inghilterra, dove è morto nel 1995. Carcanet Press ha pubblicato tutte le sue opere, tra cui Collected Poems (1990), Under Briggflatts (1989), Slavic Excursions (1990), Studies in Ezra Pound (1991), Older Masters (1992), Church, Chapel, and the Unitarian Conspiracy (1995) and Poems and Melodramas (1996). Carcamet Press ha inoltre ripubblicato in un unico volume Purity of Diction in English Verse e il sequel Articulate Energy (1994).

No widget added yet.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Follow Us

Get the latest posts delivered to your mailbox:

%d bloggers like this: