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Ernst Weiß, La prova del fuoco (in arrivo)

Mio fratello non si tirava indietro di fronte ad alcuna forma di bassezza. Sapeva che provavo un ribrezzo istintivo a entrare in un gabinetto pubblico. Lui invece, non appena ne vedeva uno, non poteva fare a meno d’infilarsi lì dentro, proprio come un cane. Avevo giurato a mia madre di non lasciarlo solo neppure per un secondo e che lo avrei riportato a casa sano e salvo a ogni costo. Era possibilissimo che mio fratello sfruttasse anche un solo secondo di solitudine per tentare il suicidio. Così la visita dei gabinetti pubblici, di quelle sordide baracche spaventose dai pavimenti umidi, dove aleggiavano odori penetranti, e cartelli alle pareti mettevano in guardia contro malattie e mancanza di igiene, non mi venne mai risparmiata. Una volta, da uno di questi gabinetti, che visitammo di mattina presto prima di un’escursione più lunga, fuoriuscì con cautela, in silenzio, un cane randagio che vi aveva trascorso la notte.
Eppure ero legato a quest’uomo da un amore molto profondo, fervido quanto quello che provavo per mia madre e che in seguito mi avrebbe legato a mia moglie. Quando morì mia madre che, come ho detto, si spense quasi ridendo, di buon umore, non piansi tanto come in occasione della morte di questo fratello che aveva infine fatto valere la propria volontà, che aveva cioè distrutto se stesso come distruggeva tutto ciò che gli capitava a tiro. Non sarebbe proprio potuta andare diversamente, lo sentivo, doveva avvenire, eppure ero disperato quando, la mattina dopo la notte dell’attacco di furore, l’infermiere dell’istituto non voleva neppure lasciarmi entrare nella cella. C’erano ancora tracce di sangue. L’infermiere voleva risparmiarmi anche soltanto la vista dell’“uomo andato in rovina”, come lo definì in tono compassionevole. Non ho visto il mio “amato vecchio ragazzino” nella bara.
Da quel momento so cos’è il sangue. Per questo al suo cospetto arretro più di quanto di solito non faccia l’abitante di una grande città. So troppo bene cos’è il sangue per aver potuto, perfino nella più bruciante eccitazione del mio cuore tradito, versarne anche una goccia soltanto.

Ernst Weiß, da La prova del fuoco, in stampa per Edizioni Kolibris

 

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