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Felicia Buonomo, inediti

 

Brindisi

Alza il bicchiere in brindisi anche per me.
Tu che sei così esperto nella pratica
dello stordimento da sostanza alcolica.
Brinda a quel Dio che tutto ti perdona.
Anche lo scempio a cui mi costringi,
mentre mi rinchiudi in questa stanza
sudicia, maleodorante, dove si consuma
lo stillicidio dei tuoi insulti.
Brinda a quel Dio tuo complice.
Che per tutto mi punisce.

 

 

 

 

 

Catene

Tra il male che mi fai e l’amore che mi dai
passa solo il tempo necessario ad affilare
la lama con cui, sempre,
prima o poi, mi trafiggerai.
Che la tua mano impugni per accoltellare
o si apra in preghiera per accarezzare,
sempre confonderai il sadismo e l’amore – dico,
mentre lucido le catene a cui mi costringo.

 

 

 

 

Calvario

Il mio errore è stato credere a una mano
che si congiunge all’altra in preghiera,
supplicando l’amore, il mio.
Il mio errore è stato credere all’uomo,
e poi ignorarlo.
Anche quando quella parola da preghiera
diventa insulto, e quella mano
muta la carezza in bastonata.
Il mio errore è stato crederti miracolo – penso,
mentre salgo sul Calvario.

 

 

 

 

Giuramento

Quando ti abbraccio non sento
l’amore che non ricevo
ma il disprezzo che non ti dono.
Ti sento precipitare nel pozzo
delle infinite possibilità per cui mi implori.
Implorare è sempre stata la tua costante.
Nel bene e nel male.
Finché morte – mia,
per mano tua – non ci separi.

 

 

 

 

 

MOSTRO

Ti ho trovato
nelle pieghe delle mie clavicole,
parte visibile di un corpo
smunto dalla tristezza.
Ero stesa sulle mie paure,
con gli occhi aperti al dolore
e le braccia molli della resa.
Amarti – continuo a pensare –
è il ristoro
dall’oppressione
del mostro che ti abita.

 

 

 

 

HO SCELTO TE

Ti ascolto mentre leggi i miei doveri:
«Hai il dovere di rimanere in silenzio.
Qualsiasi cosa dirai potrà
e sarà usata contro di te».
E mentre impugni la pistola
e me la punti contro
improvvisamente dici:
«Sei libera di andare.
Scegli: o la vita o la morte».
Ho scelto te, ti rispondo.

 

 

 

 

MATTINO

Ha gli anni di Cristo ma l’andatura
di un vecchio inaridito dalla fatica.
Ha spaventosi capillari rossi
attorno all’iride celeste
e imponenti occhiaie viola.
L’alcool di ogni sera prima lo guardo
ogni mattino nel tremore delle sue mani.
Trovo sia sempre tremendamente stupendo.

 

 

 

 

 

DISFORME

Apro gli occhi nel calore umido
del suo abbraccio tra le lenzuola.
Le sue mani imploranti il mio perdono
sono appiccicose. La colla della sua azione
sul mio corpo smunto dalla resa
è l’immagine disformica del nostro amore.

 

 

 

 

LITURGIA

Oggi ho preso ad amarmi come fai tu:
con la ferocia del disgusto
come un insulto figlio dell’alterazione
un cucciolo rinnegato
il difetto gettato dalla rupe.
Nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

 

MALATA TERMINALE

Come quando guardi fuori
le mura di un ospedale.
E ci trovi la poesia che vorrei darti.
Anche qui, nonostante qui.
Così tu sei per me:
la sensibilità delle foglie
al tocco di un flebile vento,
il bianco del cielo che esplode
di prepotente azzurro.
Così sono io per te:
una malata terminale
da cui nulla ricevere
e per cui nulla dover desiderare.

Felicia Buonomo è nata a Desio (MB) nel 1980. Dopo la laurea in Economia Internazionale, nel 2007 inizia la carriera giornalistica, occupandosi principalmente di diritti umani. Nel 2011 vince il “Premio Tv per il giornalismo investigativo Roberto Morrione – Premio Ilaria Alpi”, con l’inchiesta “Mani Pulite 2.0”. Alcuni dei suoi video-reportage esteri sono stati trasmessi da Rai 3 e RaiNews24.
Successivamente pubblica il saggio Pasolini profeta (Mucchi Editore). Parallelamente all’attività giornalistica, porta avanti un progetto di street poetry sotto lo pseudonimo di Fuoco Armato, con il quale ha partecipato a progetti di riqualificazione del territorio a Bologna, Roma e Milano, realizzando opere murali con proprie poesie inedite. Altre sue poesie sono state pubblicate sulla rivista Argo – Poesia del nostro tempo, da Alfonso Maria Petrosino e sul Lit-tle blog La rosa in più da Salvatore Sblando, su Limes Lettere, su Poeti del Parco, sulla rivista Periferie da Vincenzo Luciani, su Milanocosa da Adam Vaccaro, sulla rivista Versante Ripido, sulla rivista Margutte, su Carte Sensibili da Fernanda Ferraresso, su ClanDestino Rivista e su Atelier poesia. Un suo testo poetico è stato tradotto in spagnolo dal Centro Cultural Tina Modotti Caracas.

I testi qui proposti fanno parte di una raccolta di prossima uscita per Miraggi Edizioni.

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