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Félix Luis Viera, Naturaleza viva / Natura viva

Naturaleza viva

 

La fuente es la playa, tranquila a esta hora

(más o menos

las seis de la tarde).

El trozo de gacela —¿de faisán?—

es Anita, recostada a una palmera,

mirando las olas y

escuchándome;

la paloma es Bertha, algo más allá,

extendida en la arena bocabajo y bajo

la sombra;

la liebre es Antonio que, liebre al

fin, insta a la paloma a que despierte

para tomar el camino

hacia el mar.

La manzana, la pera, las uvas, las guayabas,

las demás frutas

son unas muchachas policromas de piel y

bikinis

que están, de espaldas a nosotros, sentadas

a la orilla

con los pies en donde mueren las olas.

 

Y yo,

claro,

soy el pintor.

 


Mayo de 1986

 

Félix Luis Viera in El Lugareno

Natura viva

 

La fonte è la spiaggia, tranquilla a quest’ora

(più o meno

le sei della sera).

Il pezzo di gazzella – di fagiano? –

è Anita, appoggiata a una palma,

che guarda le onde

e mi ascolta;

la colomba è Bertha, un poco oltre,

sdraiata sulla sabbia supina e sotto

l’ombra;

la lepre è Antonio che, libero

finalmente, incita la colomba a svegliarsi

per prendere la strada

verso il mare.

La mela, la pera, l’uva, le guayabas,

tutti gli altri frutti

sono ragazze policrome di pelle e

bichini

che stanno, alle nostre spalle, sedute

sulla riva

con i piedi dove muoiono le onde.

 

E io,

chiaro,

sono il pittore.


Maggio 1986

 

Traduzione di Gordiano Lupi

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