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Franklin Mieses Burgos

A cura di Manuel Paolino

CANCI√ďN DE LA VOZ FLORECIDA

 

Yo sembraré mi voz en la carne del viento

para que nazca un √°rbol de canciones;

despu√©s me ir√© so√Īando m√ļsicas inaudibles

por los ojos sin p√°rpados del llanto.

 

Colgada sobre el cielo dolido de la tarde

habr√° una pena blanca, que no ser√° la luna.

 

Será una fruta alta, recién amanecida,

una fruta redonda de palabras

sonoras, como un canto:

 

maravilla son√°mbula de un √°rbol

crecido de canciones, semilla estremecida

en la carne florecida del viento:

 

‚Äď mi voz.

 

 

 

 

 

 

 

CANCI√ďN DE LA NI√ĎA QUE QUER√ćA SER SIRENA

 

Por los caminos del cielo

llegó la luna gritando

sus claridades nevadas

de caracoles y nardos.

 

En la guitarra del viento

la brisa con dedos finos

cantaba un canto de plata.

 

Con su sonrisa de arc√°ngel

que no se come las u√Īas,

la ni√Īa dijo riendo

bajo el capricho de luna:

 

‚Äď Yo fui sirena una noche

de sombras de terciopelo.

Sobre mis muslos de n√°car

podían brillar luceros.

 

Madréporas y corales

entre la noche marina

lloraban sus soledades

por las pupilas salobres

de los dorados delfines.

 

Dorsos de plata y de luna.

Arena de las estrellas.

¡Cristalerías de espumas

en un mundo en donde sue√Īan

los tulipanes de nieblas!

 

‚Äď Ni√Īa m√≠a, de tus ojos

est√° muy lejos el mar.

Quiz√°s t√ļ fuiste lucero;

pero sirena, jam√°s.

 

‚Äď Un palomar de tritones

yo vi en el fondo al pasar.

¬ŅPor qu√© t√ļ niegas que he sido

una sirena del mar?

 

Si negros son mis cabellos,

te√Īidos han sido all√°

con tinta de calamar

y sombras de noche muerta;

si no son claros mis ojos

es por el llanto quiz√°s:

que la pena es también negra

hasta en el fondo del mar.

 

‚Äď Nina m√≠a es que en tus labios

no est√° el sabor de sal.

 

Quiz√°s t√ļ fuiste una estrella;

pero sirena, jam√°s.

 

 

 

 

 

 

 

POES√ćA

 

Justa   Precisa   Estricta   Estructurada

Concisa    Vaga    Leve    Estremecida

Amorosa   Sensible   Apasionada

Desnuda   Reluciente   Amanecida

 

Solitaria   Profunda   Desolada

Fresca   Primaveral   Humedecida

Tel√ļrica¬†¬† Celeste¬†¬† Idealizada

Infinita   Finita   Sorprendida

 

Atenta   Desvelada   Vigilante

Cavilosa   Serena   Delirante

Humana   Religiosa   Grave   Impía

 

Enigmática   Franca   Misteriosa

Entra√Īable¬†¬† Ligera¬†¬† Vaporosa

Única   Eterna   Universal   Poesía.

 

 

CANZONE DELLA VOCE FIORITA

 

Io seminerò la mia voce nella carne del vento

per far nascere un albero di canzoni;

poi me ne andrò sognando musiche inascoltabili

per occhi senza gli sbattitti del pianto.

 

Appesa sopra il cielo sofferente del meriggio

si vedrà una pena bianca, che non sarà la luna.

 

Sarà un frutto alto, da poco sorto,

un frutto rotondo di parole

sonore, come un canto:

 

meraviglia sonnanbula di un albero

cresciuto di canzoni, seme commosso

nella carne fiorita del vento:

‚Äď la mia voce.

 

 

 

 

 

 

 

 

CANZONE DELLA BAMBINA CHE VOLEVA ESSERE SIRENA

 

Per i sentieri del cielo

arrivò la luna gridando

le sue chiarezze innevate

di lumache e dardi.

 

Nella chitarra del vento

la brezza con dita fini

cantava una canzone d’argento.

 

Con il suo sorriso d’arcangelo

che non si mangia le unghie,

la bambina disse ridendo

sotto il capriccio di luna:

 

‚Äď Io sono stata sirena una notte

di ombre vellutate.

Sopra i miei muscoli madreperlacei

potevano brillare luci di stelle.

 

Madrepore e coralli

tra il buio marino

piangevano le loro solitudini

dalle pupille salmastre

dei dorati delfini.

 

Schiene d’argento e di luna.

Sabbia delle stelle.

Cristallerie di schiume

in un mondo dove sognano

i tulipani di nebbie!

 

‚Äď Bambina mia, dai tuoi occhi

è molto lontano il mare.

Forse sei stata un astro luminoso;

ma sirena, mai.

 

‚Äď Una colombaia di tritoni

ho visto sul fondo passando.

Perché tu neghi che sono stata

una sirena del mare?

 

Se neri sono i miei capelli,

là sono stati colorati

con tinta di calamaro

e ombre di notte morta;

se non sono chiari i miei occhi

è per il pianto forse:

perché il dolore è nero

anche sul fondo del mare.

 

‚Äď Bambina mia √® che sulle tue labbra

non c’è il sapore del sale.

 

Forse sei stata una stella;

ma sirena, mai.

 

 

 

 

 

 

 

POESIA

 

Accurata   Precisa   Rigorosa   Strutturata

Concisa   Vaga   Soave   Commovente

Amorosa   Sensibile   Appassionata

Nuda   Luminosa   Sorgente

 

Solitaria   Profonda   Desolata

Fresca   Primaverile    Inumidita

Tellurica   Celeste   Idealizzata

Infinita    Finita   Stupita

 

Attenta   Svelata   Vigilante

Apprensiva   Serena   Delirante

Umana   Religiosa  Grave   Arpía

 

Enigmatica   Franca   Misteriosa

Accattivante   Leggera   Vaporosa

Unica   Eterna   Universale   Poesia.

 

Franklin Mieses BurgosConsiderato uno dei pi√Ļ grandi poeti dominicani, Franklin Mieses Burgos nacque a Santo Domingo nel 1907 e mor√¨ nella stessa citt√† nel 1976. La sua opera poetica si divide tra il verso libero e la metrica con le stesso potente ed originale effetto, senza che il proprio lavoro perda il suo tocco, la sua inconfondibile voce, il suo discorso e il suo accento. Poeta definito neoromantico, le sue influenze derivano da poeti spagnoli quali Emilio Prados, Vicente Aleixandre e dall‚Äôecuadoriano Jorge Carrera Andrade. Fu uno dei fondatori e direttori della Rivista La poesia Sorprendida, con la quale pubblic√≤ le sue prime importanti raccolte come Sin rumbo ya y herido por el cielo¬†(Santo Domingo, Edizioni La Poesia Soprendida, 1944) e Clima de eternidad¬†(Santo Domingo, Edizioni La Poesia Soprendida, 1944).
Fu anche direttore dell’Istituto Dominicano della Cultura Hispanica e della Rivista Hispaniola. Egli esplorò temi di carattere sociale, popolare, politico, filosofico ed esistenziale, con un lirismo profondo e limpido costituito da un timbro fortemente surrealista, scivolando dallo stile classico ad uno stile moderno con dinamicit, e una musicalità sempre molto accentuata.
La sua produzione poetica può quindi essere suddivisa in tre fasi: quella ermetica, in cui maggiormente si manifesta l’influenza surrealista; qualla che segue modelli classici (i sonetti); e quella legata a temi popolari.
Utilizzava metafore sorprendenti e audaci, che spaziavano dai coloriti sensuali a quelli onirici e psichici; e su tutte la sua predisposizione a descrivere magicamente il tropico, in quanto suo figlio: sole, vegetazione esuberante e il mare.
‚ÄúNella poesia di Franklin Mieses Burgos risalta un‚Äôestetica piena di aspetti spirituali e sensoriali. Le immagini tattili, olorose, dotate di certe levigatezze e allusioni musicali, sonore e visuali fanno di questo autore il poeta dei sensi.‚ÄĚ (Fernando Ure√Īa Rib, pittore, scrittore e poeta dominicano)

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