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Gabriella Grasso, Quale confine

A cura di Rita Bompadre

Quale confine di Gabriella Grasso è una fiduciosa meta di frontiera e accoglie il vincolo dell’autentica solidarietà umana nella linea di pensiero condivisa con il proprio mondo interiore. La consistenza del segno introspettivo è ancora più solida grazie alla resistenza esistenziale dei versi, quando le parole sprigionano fragilità e indistinte arrendevolezze che invitano a difendere e sostenere la propria identità. I versi si incamminano in un percorso poetico universale, eleggono la bellezza a luogo delle possibilità dell’uomo, delle sue decisioni, della libertà, accentuando ogni residenza del tempo. Il tempo, miracolo della nostra coscienza, si ferma sulla soglia del nostro sentire e nell’orizzonte degli equilibrismi affettivi lascia muto il suo scorrere. La capacità percettiva della poetessa di trovare fedeli analogie e suggerimenti alla realtà si mescola con gli stridenti contrasti della vita. I temi cari all’autrice sono racchiusi nel nido delle sensazioni, della familiarità dell’amore, della dedizione alle cose e alle persone, sfiorano le prospettive intermedie tra i limiti di spazio e di tempo e trattengono la memoria viva dei ricordi come traccia del nostro passaggio. Il potere rasserenante del paesaggio trasferito in un ambito sensibile, incanta e avvolge gli scenari, ne ascolta gli ancestrali richiami, ricompone nelle origini lo svolgimento spirituale dei rapporti universali tra visioni e natura, tra evidenza e incertezza, nell’attraversamento di ogni ombra. L’impronta autobiografica percorre le occasioni della vita e associa sentimenti che poi separa, congiunge e disperde. Un’opera implicita che include spaesamento, oscurità, assenza ma che si riappropria di ogni sentimento tangibile, affonda le proprie radici nella profondità costruita intorno a esse. La poesia incurva e inarca trasparenze linguistiche donando una forza creatrice di immagini e d’intuito e da ciò che è disgiunto dichiara la sua interezza nel lirismo colto e ricercato, nell’uso sapiente dei versi. L’autrice comprende il presente e dilata ogni fonte apportatrice di salvezza generando un panteismo pagano come strumento di riflessione e di infinito. La poesia di Gabriella Grasso è confine dell’anima nel cammino dell’umanità e della sua attualità.

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”

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