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Giorgio Anelli, La ferocidad humana ó Poemas del infierno

Di prossima pubblicazione
per Buenos Aires poetry

La ferocidad humana
ó

Poemas del infierno

Traduzione di Fermín Vilela

In mezzo ai palazzi verticali svetta la luna
Sotto i portici – un uomo lacero e sporco
stende il solito cappello davanti ai suoi cani
Ti basta alzare lo sguardo per vedere il cielo tramontare
Per i vicoli il Pakistano – sempre lui
porge la stessa rosa
Contemporaneamente il borghese passeggia portando il passeggino
Fiero, il suo bel cappello in testa
e magari un cagnolino da lecca isterico al guinzaglio
Mentre la moglie mostra il suo gran pezzo di vita
Scopri allora che è più facile sognare
che osservare l’immensità dell’umano reale:
fatto di scale, cortili, finestre al quarto piano illuminate da ricchi lampadari…
Così ti accorgi all’improvviso che è
più facile non vedere o vedere quel che si vuol vedere,
sperando di sbavare almeno un istante;
Piuttosto che vivere, parlare, ascoltare, macerare o fermentare
per le piazze, che transumano gente
in incognito.
Basterebbe invece ricolmare le distanze
Distruggere le apparenze aprire spiragli,
creare occasioni –
È un’ipotesi di cammino? – dici…
No, è meglio che morire

Giorgio Anelli

L’umana ferocia
o
Poesie dall’inferno

Edizioni Kolibris 2017

Prefazione di Andrea Temporelli

 

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