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Giorgio Anelli, Seduto alla spiaggetta di Arona

Seduto alla spiaggetta di Arona, trasportato da un treno sgangherato,
leggo poesia di Simone Cattaneo guardo la cellulite delle signore in costume e
il seno sporgente di capezzoli che allattano.
Nessuna di queste donne sarà mia, ma alcune parole della sua poesia
mi attanagliano forte il cuore.
Poi la grassa risata di un giovane latino di merda, con la sua musica da cellulare,
interrompe la magia. Brucio tra le dita gialle l’ennesima sigaretta

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