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Igor’ Bobyrev

 

A cura di Paolo Galvagni

 

 

 

помни что можно проснуться

и сесть на стул

смотреть за окно

заниматься философией

или писать стихи

помни что можно сидеть на стуле

смотреть за окно

заниматься философией

или писать стихи

времени для всего хватит

можно смотреть в окно

заниматься философией

или писать стихи

времени для всего хватит

как и свободы

 

 

 

ricorda che puoi svegliarti

e sederti su una sedia

guardare alla finestra

studiare la filosofia

o scrivere versi

ricorda che puoi sedere su una sedia

guardare alla finestra

studiare la filosofia

o scrivere versi

il tempo basta per tutto

puoi guardare alla finestra

studiare la filosofia

o scrivere versi

il tempo basta per tutto

come la libertà

 

 

 

 

***

 

 

в ладони моей
спи бродячая лошадь
пока ветер
мешает дождю
все вокруг перепутав

 

 

 

 

sul palmo della mia mano

dormi cavallo randagio

mentre il vento

importuna la pioggia

scompigliando tutto attorno

 

 

***

 

 

я устал на этой войне
только звуки
волны приносят
заставляя окна
дрожать при луне

 

 

 

 

sono stanco in questa guerra

le onde portano

soltanto suoni

costringendo le finestre

a tremare alla luna

 

 

***

 

 

ничего не вижу
ничего что бывает
на краю улицы
за окном и возле
так сижу и думаю
взрыв пройдет постреляют
хорошо
пойдем дальше
non vedo nulla
nulla che accada
sul bordo della strada
alla finestra e accanto
così siedo e penso
lo scoppio passerà spareranno
bene
andremo oltre

 

 

***

 

 

как скучаю я в эти мгновения
до сих пор скучно
слух доносит звук взрывы
кочующий взрыв
напоминает непрошеных гостей
come mi annoio in questi momenti
finora c’è noia
l’orecchio porta un suono gli scoppi
uno scoppio nomade
ricorda ospiti non invitati

 

 

***

 

 

я устал на этом пути
а ветер трепещет
вечно пожевывая
свой воротник
sono stanco in questo cammino
e il vento freme
masticando eternamente
il suo bavero

 

 

***
дальше небо проходит
и табун кобылиц
огненных здесь
бежит не спеша
задевая сны
своими хвостами
e poi il cielo passa
e una mandria di giumente
infuocate qui
corre senza fretta
sfiorando i sogni
con le loro code

 

 

***

 

 

в пустыне моей

мы идем не спеша

руки засунув

в карман

 

 

 

 

nel mio deserto

camminiamo senza fretta

ficcate le mani

in tasca

 

 

***

 

 

во сне исчезает

белая лошадь

и природа войны

сжавшись

скулит под окном

 

 

 

 

in sogno scompare

il cavallo bianco

e la natura della guerra

rannicchiandosi

guaisce sotto una finestra

 

 

***

 

 

в пустыне снег

я боюсь при луне

смотреть за окно

когда воют собаки

бегают

спят под окном

 

 

 

 

nel deserto c’è la neve

con la luna temo

di guardare alla finestra

quando ululano i cani

corrono

dormono sotto la finestra

 

 

***

 

 

с глубины двора

воют собаки

так всегда

при луне

 

и бегут длинные стаи

 

 

 

 

dal fondo del cortile

ululano i cani

così è sempre

con la luna

 

e corrono lunghi branchi

 

 

***

 

 

я не жду ничего

и снаряды

небо разрезав

падают

в ночь

 

 

 

 

non aspetto nulla

e i proiettili

squartando il cielo

cadono

nella notte

 

 

***
снова почувствовать пустоту
окна комнаты кровати квартиры
пустоту всего слов новостей вещей
человеческой сути болота
снов всех проигранных войн
percepire nuovamente il vuoto

della finestra della stanza del letto dell’appartamento

il vuoto di tutto delle parole delle novità delle cose

dell’essenza umana della palude

dei sogni di tutte le guerre perse

 

 

***

 

 

дробление возникает
в зеркале
когда произошел удар
трещина нарушила архитектуру свободы
но не нарушила свободу взгляда
осколки смотрят на вещи как
и следует только смотреть
позволяя видеть
la frantumazione sorge

nello specchio

quando è avvenuto un colpo

una crepa ha violato l’architettura della libertà

ma non ha violato la libertà dello sguardo

i frammenti guardano le cose

come occorre guardare

permettendo di vedere

 

 

 

 

 

 

 

Dai diari (agosto – ottobre 2014)

 

 

29 agosto

Di sera un forte scoppio. Mezz’ora nello scantinato. Il cielo coperto dal fumo. Un incendio e il fumo in stazione. Un filobus che brucia. Sfondati i vetri alla stazione. Ho girato un video.

28 settembre

Un forte scoppio accanto a casa. Un morto. Sfondati i vetri nella casa vicina. Sfondato un vetro nel salone. Ho lavorato con Panov. Sono andato al negozio.

29 settembre

Un proiettile è caduto accanto. Un forte boato, un incendio. Sono stato al comizio. Ho girato un video. Ho parlato con Orlov del PN (1) (nulla). Sono stato al negozio. Hanno sparato.

5 ottobre

Ho incontrato Šargunov in hotel. Sono andato al negozio. Si sono sentiti i colpi a salve dei missili. Hanno sparato forte. Ho mandato l’inno. (2) Il vetro nuovo.

7 ottobre

Tutto il giorno è relativamente tranquillo (specialmente di sera). Mi sono tagliato i capelli. Ho fotografato le tracce di sangue. Dal parrucchiere ho parlato degli avvenimenti locali, dell’inno, del mio programma culturale. Per la posizione pro-russa mi hanno regalato un tubetto di gel. Hanno promesso di votare.

8 ottobre (sera)

Voci delle dimissioni di Zacharčenko. Verso le 17 hanno bombardato il quartiere dell’Amstor. (3) È bucherellato il tetto del supermercato, del centro sportivo. Una donna è morta, ci sono dei feriti. Qui accanto c’è relativamente silenzio. Ho letto Tacito. Di sera altri tre ammazzati.

9 ottobre

Non c’è acqua. Ho lavorato con Panov. Si sente bene il fischio dei razzi. Fa freddo. Ho letto Wittgenstein. Ho parlato con Šargunov di un testo (ma ancora nulla). Si preparano a ritirare la hrivnja. (4)

 

17 ottobre

È molto noioso. Hanno sparato tutto il giorno. Sono stato in casa. Ho parlato con Lukojanov di un articolo dedicato a me su “Translit”. (5) Ho girato il video della lettura poetica durante il bombardamento. Forse faranno un documentario, ma per ora non c’è nulla di chiaro. Sono sempre sconcertato. Il computer non c’è ancora.

 

21 ottobre

Ho scritto alcuni testi. Non sono entrato nella short-list del premio “Gulliver russo” (è triste, ma non è importante). Ho letto Tacito. Di sera un forte bombardamento.

 

22 ottobre

È tutto il giorno che non si sente sparare (la prima volta in tre mesi). Ho parlato con Galvagni della traduzioni. Ho letto Tacito e le lettere dei gesuiti. Voci di grosse perdite tra i combattenti.

 

27ottobre (sera)

Ho guardato la tv russa (ho riso molto). Ho letto Saint Simon e il diario della Schwartz. Hanno sparato per circa mezz’ora.

 

28 ottobre

Sono desolato. Ho scritto alcuni testi. Hanno sparato un po’. Ho parlato con Šargunov, Amelin, Borodin e Samochotkin.

 

28 ottobre

È partito un tram. Hanno aumentato la fornitura d’acqua.

 

 

Note

 

1) PN, “Partito NuovaRussia”.
2) Riferimento all’inno, che l’autore pensava di comporre per la DNR (Repubblica Democratica di Doneck).
3) Catena di ipermercati ucraini.
4) Hryvnja, valuta ucraina.
5) “Translit”, rivista letteraria di San Pietroburgo.

 

 

 

 

bobyrev1Igor’ Bobyrev è nato nel 1985 a Doneck, dove vive tutt’ora. Nel 2007 si è laureato in storia. Suoi versi sono apparsi sulle riviste “Arion”, “Volga”, “Novye oblaka”, sul sito “Polutona”. Poeta di lingua russa nella città martoriata nell’Ucraina orientale.

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