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Worsdsworth

WORDSWORTH

 

Parsimony always a family trait,

Though a dole of love may be a parsec

To the stars: small measurement

For inconceivable space. Ask my Mary

Though not my friends, whose tongues

Have been a kourbash to my name.

Envy’s a sour nut to crack in middle age,

It furs the mouth, and the righteous

Wash it down with rich, red, angry port.

I did only my best for them:

Sometimes the goad, sometimes a polished apple.

We all die in loneliness of heart,

I’ve seen many grow quiet, though

To the outward eye they seemed familiar,

The husk mistaken for the grain;

But the blaze that impelled them

Had shrunk to a small hearth fire. In the end

They gave up any thought of warmth

And the animating soul slipped away.

It’s hard to let go: we clutch their hands

For their resolve questions ours…

But at last they’re still; the hands’ leaves

Shrivelled and dry that drummed

With ideas; lifted pale-side, dark-side,

As a wind struggled in branches

Shattering sunlight onto the grass.

In age, it’s too late to call a new tune,

The piper and his penny-whistle gone.

 

John Barnie, Gigli di mare, Kolibris 2011

WORDSWORTH

 

La parsimonia è sempre un tratto di famiglia,

anche se un sussidio d’amore può essere un parsec

per le stelle: piccola misurazione per uno spazio

inconcepibile. Chiedi alla mia Mary

non ai miei amici, le cui lingue sono state

un kurbash contro il mio nome.

L’invidia è un’aspra noce da spaccare a metà

della vita, fodera la bocca, che il virtuoso lava

con un ricco porto rosso e iroso.

Diedi loro solo il meglio di me:

ora il pungolo, ora una mela lucidata.

Tutti moriamo con il cuore solo,

ho visto molti acquietarsi, anche se all’occhio

esterno potevano sembrare familiari,

scambiando il loglio per il grano;

Ma l’ardore che li aveva incitati

si era ridotto a un fuocherello. Alla fine

rinunciarono al pensiero del minimo calore

e l’anima che li stimolava sgusciò via. È dura

lasciar andare: afferriamo loro le mani perché

rispondono a domande anche nostre…

Ma infine stanno fermi; le foglie delle mani

che pulsavano d’idee sono raggrinzite

e secche; sollevate, lato chiaro, lato

scuro, mentre un vento lottava tra i rami

ombrando la luce del sole sull’erba.

In vecchiaia, è tardi per intornare un nuovo

canto, piffero e pifferaio se ne sono andati.

 

Traduzione di Chiara De Luca

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