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José María Hinojosa Lasarte

A cura di Emilio Capaccio per la rubrica Il poeta del lunedì

Este brazo de fuego

Este brazo de fuego
quemaba mi costado
recubierto de brotes
plenos de savia verde
cuando tu cabellera
fue de piedra en el viento
y mis sueños se abrían
en pétalos de carne.

Estos aires de fuego
derretirán la nieve
lejana de los polos
al cuajar en el árbol
nuestros dos corazones.

 

 

 

 

 

Sueños

Embadúrnate el cuerpo,
de oscuridad
y de silencio,
y podrás levantar
la copa de los sueños.

Pasaron superpuestas
ráfagas de recuerdos,
y los nuevos clisés
sólo quedan impresos,
mientras hay luz de menta
dentro del pensamiento.

Una astilla de luz,
agujerea
los tulipanes negros.

 

 

 

 

 

Ya no me besas

Un viento inesperado hizo vibrar las puertas
y nuestros labios eran de cristal en la noche
empapados en sangre dejada por los besos
de las bocas perdidas en medio de los bosques.

El fuego calcinaba nuestros labios de piedra
y su ceniza roja cegaba nuestros ojos
llenos de indiferencia entre cuatro murallas
amasadas con cráneos y arena de los trópicos.

Aquella fue la última vez que nos encontramos,
llevabas la cabeza de pájaros florida
y de flores de almendro las sienes recubiertas
entre lenguas de fuego y voces doloridas.

El rumbo de los barcos era desconocido
y el de las caravanas que van por el desierto
dejando sólo un rastro sobre el agua y la arena
de mástiles heridos y de huesos sangrientos.

Aquella fue la última noche que nuestros labios
de cristal y de sangre unieron nuestro aliento,
mientras la libertad desplegaba sus alas
de nuestra nuca herida por el último beso.

 

 

 

 

Calma

 A Luis Buñuel

¿Dónde se acaba el mar?
¿Dónde comienza el cielo?
Los barcos van flotando.
o remontan el vuelo?

Se perdió el horizonte,
en el juego mimético
del cielo y de las aguas.

Se fundió el movimiento,
en un solo color
azul, el azul quieto.

Se funden los colores;
se apaga el movimiento.

Un solo color queda;
no existe barlovento.

¿Dónde se acaba el mar?
¿Dónde comienza el cielo?

 

 

 

 

 

He perdido

He perdido
la memoria de los siglos;
sólo conservo alientos
de papiros añejos.

Y tengo la nostalgia de mí mismo,
de cuando sabios eran mis consejos,
del tiempo en que mi olor
no era el del museo.

No puedo resistir
ver correr de mis ojos
arenales de lágrimas
formados por escombros.

Yo perdí la noción del calendario
y de días microbios,
pero continuaré mi papel de hierático,
con sonrisa de insomnio,
en este film inacabado.

Mi voz, mi signo indescifrado,
no lo busquéis en el presente,
buscadlo en el pasado.

Questo braccio di fuoco

Questo braccio di fuoco
ardeva il mio costato
ricoperto di germogli
colmi di verde linfa
quando la tua chioma
fu di pietra nel vento
e i miei sogni si aprivano
in petali di carne.

Queste arie di fuoco
scioglieranno la neve
lontana dei poli
coagulando nell’albero
i due nostri cuori.

 

 

 

 

 

Sogni

Imbratta il tuo corpo,
di oscurità
e di silenzio,
e potrai innalzare
il calice dei sogni.

Passarono sovrapposte
raffiche di ricordi,
e i nuovi cliché
solo restano impressi,
mentre c’è luce di menta
dentro il pensiero.

Una scheggia di luce,
buca
i tulipani neri.

 

 

 

 

 

Non mi baci più

Un vento inaspettato fece vibrare le porte
e le nostre labbra erano di cristallo nella notte
inzuppate nel sangue lasciato dai baci
delle bocche perdute in mezzo ai boschi.

Il fuoco calcinava le nostre labbra di pietra
e la sua cenere rossa accecava i nostri occhi
pieni d’indifferenza tra quattro muraglie
ammassate con crani e sabbia dei tropici.

Quella fu l’ultima volta che ci incontrammo,
portavi la testa di uccelli fiorita
e di fiori di mandorlo le tempie coperte
tra lingue di fuoco e voci addolorate.

La rotta delle barche era sconosciuta
così quella delle carovane che vanno per il deserto
lasciando sull’acqua e sulla sabbia solo una traccia
d’alberi maestri feriti e d’ossa sanguinanti.

Quella fu l’ultima notte che le nostre labbra
di cristallo e di sangue unirono il nostro alito,
mentre la libertà spiegava le sue ali
dalla nostra nuca ferita dall’ultimo bacio.

 

 

 

 

 

Calma

 A Luis Buñuel

Dove finisce il mare?
Dove comincia il cielo?
Le barche van flottando
o rimontano il volo?

Si perse l’orizzonte,
nel gioco mimetico
del cielo e delle acque.

Si fuse il movimento,
in un solo colore
azzurro, azzurro quieto.

Si fondono i colori;
si spegne il movimento.

Resta solo un colore;
non esiste sopravvento.

Dove finisce il mare?
Dove comincia il cielo?

 

 

 

 

 

Ho perduto

Ho perduto
la memoria dei secoli;
conservo solo aliti
di papiri invecchiati.

E ho nostalgia di me stesso,
di quando saggi erano i miei consigli,
del tempo in cui il mio odore
non era quello di museo.

Non posso resistere
di veder correre dai miei occhi
arenili di lacrime
formati da detriti.

Persi la nozione di calendario
e di giorni microbi,
ma continuerò il mio ruolo ieratico,
con un sorriso di insonnia,
in questo film incompiuto.

La mia voce, il mio segno indecifrato,
non la cercate nel presente,
cercatela nel passato.

 

hinojosa-iiJosé María Hinojosa Lasarte, nacque il 17 ottobre del 1904 a Campillos, nella provincia di Malaga, all’interno della comunità autonoma dell’Andalusia. Terzo figlio di Salvador Hinojosa e di Asunción Lasarte, apparteneva a una famiglia benestante di agricoltori, conservatore e molto religiosa. Intraprese gli studi di Diritto che concluse brillantemente nel 1926, nella città di Granata, dove divenne amico di Federico García Lorca (1898-1936). A partire dal 1920 iniziò a frequentare la bohème artistica di Malaga soprattutto presso il “Café Inglés”, entrando in contatto con molti intellettuali e poeti dell’epoca, come: José María Souvirón (1904-1973) e Manuel Altolaguirre (1905-1959) con i quali fondò, nel 1923, la rivista “Ambos”, con chiari echi del dadaismo e del futurismo. Nel 1925 pubblicò la sua prima raccolta poetica, dal titolo: Poema del campo e l’anno successivo Poesía de perfil. Nel 1928 pubblicò La flor de California, che può essere considerata la prima opera del surrealismo spagnolo. Nel 1929 diresse insieme a un altro poeta, Emilio Prados, (1899-1962), la rivista “Litoral”. Negli anni a seguire — a partire dalla proclamazione della II Repubblica Spagnola (14 aprile 1931) — iniziò un’intensa attività politica in vari partiti conservatori fino alla sua morte avvenuta per mano di un gruppo di miliziani dell’esercito repubblicano che il 22 agosto del 1936 giustiziò, mediante fucilazione, il poeta, insieme al padre, al fratello e ad altre 47 persone, per rappresaglia ai bombardamenti dell’aviazione franchista contro i depositi della CAMPSA, un’impresa che amministrava la concessione del monopolio statale del petrolio.

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