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Jürg Halter, Das erste Wort/La prima parola

Das erste Wort

Der Herbst liegt im Briefumschlag
auf meinen Knien.
Im Licht der tiefen Sonne
überquert ein Zug die Brücke.
Der Anfang oder das Ende
eines einfachen Films
übers Abschiednehmen.

Als wir wieder im Schatten fahren,
öffne ich den Umschlag;
darin das Foto eines Mannes im Wald,
sein Gesicht ist weiß übermalt,
in der Hand hält er einen Hut.
Vor wem hat er ihn gezogen?

Über das Foto sind fünf Fäden gespannt,
an denen bunte Papierblättchen
vorsichtig aufgezogen sind.
Auf der Rückseite steht geschrieben:
»für Dich, und die Blätter tanzen im Wind …«

Ich erinnere mich an die Zeit
vor der Rede,
als ich mit der Welt, die mich umgab,
im Einklang war,
bevor ich mich mit meinem ersten Wort
für immer von ihr trennte.

Was wir uns nicht alles gesagt haben.

La prima parola

L’autunno mi giace in una busta
da lettera sulle ginocchia.
Nella luce del sole calante
un treno attraversa il ponte.
L’inizio o la fine
di un semplice film
sul prendere congedo.

Quando di nuovo scivoliamo
nell’ombra, apro la busta;
c’è dentro la foto di un uomo nel bosco,
ha il viso dipinto di bianco,
in mano tiene un cappello.
Davanti a chi se l’è tolto?

Sulla foto sono tesi tre fili,
ai quali con cura sono attaccati
foglietti colorati.
Sul retro c’è scritto:
“per Te, e le foglie danzano nel vento …”

Mi ricordo il tempo
prima del discorso,
quando col mondo attorno
ero in accordo,
finché con la mia prima parola
mi separai per sempre da lui.

Che cosa non ci siamo detti.

Collana Camäleon – Letteratura svizzera
Jürg Halter, Temiamo la fine della musica
Edizioni Kolibris 2015.
Traduzione e introduzione di Chiara De Luca.

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