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Kim Moore, The Art of Falling/L’arte di cadere

The Art of Falling

This is for falling which is so close to failing
or to falter or fill; as in I faltered when I heard
you were here; as in I filtered you out
of my life; as in I’ve had my fill of falling:
a fall from grace, a fall from God,
to fall in love or to fall through the gap,
snow fall, rain fall, falling stars,
the house falls into disrepair,
to fall in with the wrong crowd,
to fall out of love, to fall like Jessica
who fell down a well and watched
the bright disc of the sun and moon
slowly passing, for twins who start
so close together they must fall
apart for the rest of their lives
or be damned, to fall down a hill
like a brother, to follow like a sister,
to be a field and fall fallow, to fall pregnant,
for vertigo, the cousin of falling,
for towers and stairs and pavements
which are the agents of falling,
for the white clifftop of a bed,
for climbers and roofers and gymnasts,
for the correct way to fall,
loose-limbed and floppy,
to fall apart after death,
for ropes and fences and locks
which carry the act of falling inside,
for fall which over the ocean
means Autumn, which means leaves
like coins of different colours
dropped from the pockets of trees,
which means darker evenings,
which means walks with the dogs,
which means walking alone
and not falling apart at the sound
of your name, which God
help me, sounds like falling.

L’arte di cadere

Questa dice del cadere, che è così simile al capitolare
o colmare o capitombolare; tipo io che capitombolai
sentendo che c’eri; tipo io che ti cacciai dalla mia
vita; tipo io che ne ho colma la misura di cadere:
cadere dalla grazia, cadere da Dio,
cadere in amore, o cadere nell’oblio,
caduta di neve, di pioggia, di stelle
la casa cade in rovina,
cadere in brutto giro,
cadere dal cuore, cadere come Jessica
che cadde in un pozzo e guardò
il disco luminoso del sole e della luna
lenti passare, dice di gemelli all’inizio
tanto attaccati da dover cadere
a pezzi per tutto il resto della vita
o essere dannati, cadere da una collina
come un fratello, accodarsi come una sorella,
essere un campo e cadere in abbandono,
accade poi di trovarsi in dolce attesa,
dice di vertigine, cugina del cadere,
di torri e marciapiedi e scale
che sono cause del cadere,
della bianca cima del dirupo di un letto,
di scalatori, ginnasti e muratori,
del giusto modo di cadere,
floscio e flessibile ogni arto,
cadere a pezzi dopo la morte,
dice di recinti catenacci e corde,
che hanno dentro l’atto di cadere,
della parola fall che di là dal mare
significa Autunno, ovvero foglie
come monete di diverso colore
cadute agli alberi di tasca,
che significa sere più buie,
che significa passeggiate coi cani,
che significa passeggiare da soli
e non cadere a pezzi al suono
del tuo nome, che, Dio
mi aiuti, suona come cadere.

Kim Moore, da L’arte di cadere
In preparazione per Edizioni Kolibris
Traduzione di Chiara De Luca

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