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La colomba/La paloma

Nessuno ad ascoltarlo, eppure suonava il suo violino, sagomando Venezia nell’aria, con gli occhi buoni appesi a un suo orizzonte. Poi ha visto che c’ero e ha fatto uscire lei dalla sua segreta casina, come un regalo. Bianchissima, imperturbabile a tutto: luci, rumori, gente di passaggio con gli occhi appesi a uno schermo, la colomba passava dalla sua spalla al leggio, dal leggio alla punta del suo cappello, dove si è fermata. Ci siamo guardate a lungo, aveva sempre quel musino così dolce, così buono e calmo. Infine si è messa a lisciarsi le penne, e una piccola piuma è scivolata sullo spartito. Io non avevo con me neppure una moneta. Sono tornata a casa con le lacrime agli occhi e un senso di pace nelle tasche, bastava affondarci le mani. Avrei voluto si fossero fermati tutti ad ascoltarli.

Nadie escuchándolo, pero él tocaba su violín, sagomando Venecia en el aire, con los ojos buenos colgados de su horizonte. Entonces vio que ella estaba también. Él la sacó de su pequeña casa secreta como un regalo. Blanca, imperturbable frente a todo: luces, ruidos, gente de paso con los ojos colgando de una pantalla. La paloma pasaba de su hombro al atril, del atril a la punta de su sombrero, donde se detuvo. Nos miramos a los ojos mucho tiempo y ella siempre tenía esa cara tan dulce, tan buena y tranquila. Finalmente se puso a arreglarse las plumas, y una pequeña pluma se deslizó sobre la partitura. Yo tampoco tenía una moneda. Llegué a casa con lágrimas en los ojos y una sensación de paz en los bolsillos. Todo lo que tenía que hacer era hundir las manos. Ojalá se hubieran parado a escucharlos.

Chiara De Luca, de Il mondo è nato. Poesie in prosa e non
A ser publicado por Edizioni Kolibris

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