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La congiura degli orsi bianchi

C’è chi sta peggio dei bimbi svezzati col latte al plutonio e di noi, che alla fine del mese non arriveremo mai: quelli che – con una certa superficialità diagnostica – definiamo complottisti, o negazionisti, facendo di tutta un’erba un fascio, mentre i fasci sono tanti e variopinti. Ma vediamo i più pittoreschi.

  1. I paranoici: sono già stati dall’otorinolaringoiatra, convinti di essere afflitti da acufeni. Di fronte all’esito negativo delle indagini, si sono convinti che “chiunque oggi abbia un’ambulanza la fa correre a vuoto per spaventare i cittadini” (cit.). Loro non ci stanno a rinunciare all’aperitivo, dandola vinta ai Poteri Forti, che vogliono rubarci tutti i salatini. Che c’impongono la mascherina solo per impedire alle donne di sfoggiare il fondotinta e agli uomini di rimorchiarle. Loro dicono di NO. Sono convinti di vivere sotto dittatura, sebbene scrivano impunemente cazzate sui social dalla mattina alla sera. L’unica cura sarebbe spedirli qualche settimana in Cina. Così scoprirebbero anche come hanno fatto loro a uscire dalla pandemia.
  2. I pazienti afflitti da delirio di onnipotenza, spesso associato a disturbo narcisistico della personalità. Sono quelli forever young: loro non invecchieranno e non si ammaleranno mai. Quando muore qualcuno, levano in massa il turpe interrogativo: CON covid o DI covid? (E sulla C di con sputacchiano allegramente in giro). Vogliono sapere quanti anni avesse il defunto. Vogliono conoscere nel dettaglio l’anamnesi, visionare la cartella clinica, scoprire se fosse affetto da patologie pregresse. Esigono che sia resa nota l’autopsia, per stabilire se si trattasse di individui utili al processo produttivo, oppure materiale umano sacrificabile all’urgenza dell’aperitivo. Se il morto aveva 93 anni, loro non piangono un monumento che era sopravvissuto a una guerra mondiale e mille altri eventi, per poi crollare sotto il peso dell’egoismo di quattro deficienti, ma uno che “con una scorreggia sarebbe morto comunque” (cit.). Sono i nostalgici dell’eugenetica, i fautori del darwinismo sociale. Per loro il covid è una benedizione: servirà a fare selezione, preservando soltanto gli individui atti alla riproduzione e dotati di sana e robusta costituzione. È per questo che si danno tanto da fare perché la pandemia finisca il più tardi possibile. Nel frattempo, però, anche gli onnipotenti saranno divenuti vecchi e inutili al processo produttivo, e qualcun altro dirà: bando alle cure, a questi possiamo pure rinunciare.
  3. I masochisti. Volgarmente detti bastian contrari. Sono quelli che quando il governo prolunga lo stato di emergenza gridano allo scandalo anticostituzionale, e incitano le genti allo svacco totale. Quando l’emergenza (e la mattanza), per ovvi motivi, si ripresenta, accusano il governo d’imprevidenza. Sono quelli che se danno loro autonomia decisionale stanno tra (i) color che son sospesi. Se i colori vengono decisi, vanno in crisi. Sono quelli che se gli è capitato il pennarello rosso lo volevano arancione, se gli è capitato quello arancione lo volevano giallo. (C’è chi insinua il sospetto che qualcuno abbia rubato tutti quelli verdi dall’astuccio).
  4. I dissociati. Sono gli individui affetti da disturbo della personalità multipla. Una parte dell’individuo si lamenta di non riuscire da arrivare a fine mese. Un’altra rivendica la libertà di andare alle Maldive. Una parte sostiene che il covid se lo siano inventato i Poteri Forti per controllare la popolazione. Un’altra parte giura che il covid l’abbiano sparso in giro i Poteri Forti per sterminare la popolazione. Una parte non sa come mettere insieme il pranzo con la cena. Un’altra rivendica la libertà di uscire tutte le sere per la movida. Una parte vuole più ristoro. Un’altra rivendica la libertà di andare a fare shopping compulsivo. Una parte grida al collasso dell’economia. Un’altra non vuole rinunciare a niente per uscire da una pandemia che di questo passo devasterà l’economia. Dentro ciascuno di loro c’è una vera e propria rissa di condominio.

Sereni. Il peggio deve ancora venire, quando, se non vogliamo andare arrosto tutti senza distinzioni, sarà necessario fare sacrifici veri per contenere un’emergenza planetaria che tocca tutti senza eccezioni. Hai voglia a dire che se ci sono 23° a novembre è perché lo Stato ha manomesso il termometro sul cruscotto dell’auto che usate anche per andare al cesso. Che il caldo l’hanno prodotto in laboratorio gli orsi bianchi. Che gli incendi nei boschi sono opera dei Poteri Forti. Che gli ecosistemi li hanno stravolti i migranti. Che i ghiacciai li hanno sciolti i cinesi coi petardi…

6 novembre 2020

Chiara De Luca

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