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Lope de Vega (1562-1635) – Sonetos

Traduzione di Simone Camassa

176

Chi è l’Amore? – L’inferno della vita.
Da chi nasce? – Dal cieco ardimento.
Di che vive? – Gli basta un complimento.
Che forza ha? – Tiene l’anima impedita.

Dà morte, Amore? – In lui pietà è abolita.
Dà vita, Amore? – Solo con tormento.
Dove ha sede? – Dovunque è smarrimento.
Niente dunque ha? – Solo gloria mentita.

Che ha di buono l’Amore? Ciò è oscuro.
Vince e stravince Amore in tutti i mari.
Nessuno sfugge, nessuno è al sicuro.

Come tradisce Amore? – In modi vari.
Oh Amore, di’ qualcosa! Perché (giuro,
non so) ti odiano tutti e a tutti appari?

 

 

 

 

177

Un sonetto da me vuole Violante,
e senza oltre indugiare mi ci metto;
quattordici, i versi del sonetto:
ridi e scherza ecco il quarto, sfolgorante.

Già mi pensavo senza consonante
e invece sto a metà della quartina;
quasi arrivato alla prima terzina
per le quartine non son più esitante.

Prima terzina vado cominciando
e la voglio affrontare ben di petto:
con questo verso la sto terminando.

Mi trovo nella seconda, e sospetto
che già a tredici versi sto arrivando;
contate pure, l’ho fatto corretto.

176

¿Quién es amor? – Infierno de la vida.
¿De quién nace? – Del ciego atrevimiento.
¿De qué vive? – El favor es su alimento.
¿Qué fuerza tiene? – Estar al alma asida.

¿Da muerte amor? – Amor es homicida.
¿Da vida amor? – Mezclada con tormento.
¿Dónde asiste? – En el ciego entendimiento.
Pues ¿algo tiene amor? – Gloria fingida.

¿Qué tiene de bueno amor? – Algún secreto.
Todo lo vence amor, griegos y godos.
Nadie se escapa, el mundo está sujeto.

¿Con qué engaña el amor? – De varios modos.
¡Oh, amor, vuelve por ti! Dime ¿a qué efecto
todos te infaman y te buscan todos?

 

 

 

 

 

177

Un soneto me manda hacer Violante,
que en mi vida me he visto en tanto aprieto;
catorce versos dicen que es soneto:
burla burlando van los tres delante.

Yo pensé que no hallara consonante
y estoy a la mitad de otro cuarteto;
mas si me veo en el primer terceto
no hay cosa en los cuartetos que me espante.

Por el primer terceto voy entrando
y parece que entré con pie derecho,
pues fin con este verso le voy dando.

Ya estoy en el segundo, y aún sospecho
que voy los trece versos acabando;
contad si son catorce, y está hecho.

Il testo spagnolo di partenza è quello editato da José Manuel Blecua per i tipi di Castalia nel 1981, l’edizione consultata è quella pubblicata nel 1999, di cui si mantiene la numerazione dei testi.

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