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Male non fa

Il mio capolavoro di quest’anno è Sunny. Qualche settimana fa ha avuto una ricaduta nella cistite idiopatica. È successo già due volte in passato. La cistite è molto pericolosa per il gatto maschio, perché ha l’uretra sottile come un capello, facile a ostruirsi se si formano granuli di stuvite. Se non si interviene subito, l’ostruzione nel giro di un paio di giorni può portare gravi complicanze, fino alla morte. Della cistite idiopatica non si conoscono le cause precise. Quindi puoi soltanto curare i sintomi. I sintomi della cistite li riconosci: aumento della frequenza delle visite in cassetta, difficoltà a urinare, pisciulini sparsi in giro per casa, nausea e inappetenza, apatia, vomito, comportamenti insoliti e strani. Quando è accaduto in passato abbiamo girato un po’ di studi veterinari, ma dopo trattamenti ed esami la causa non è mai saltata fuori. Per due volte è stato cateterizzato in via preventiva in anestesia totale. Gli hanno somministrato molto Valium, o Diazepam, che suona meglio, per calmarlo e rilassare la muscolatura. Ma Sunny è la calma e la dolcezza fatta gatto. Dal veterinario viene col suo bel guinzaglio, felice di andare a fare un giretto. Quando gli stimolo la vescica o gli faccio la flebo chiacchiera e fa le fusa. Tutto felice per i grattini non si accorge nemmeno di quando entra l’ago. Dopo il valium era completamente rincoglionito e aveva problemi di equilibrio. Non era in grado di prendere la mira per saltare e cadeva rovinosamente. Non riusciva a raccogliere il cibo dalla ciotola, era come se non riuscisse a centrarla. Mangiava dalla mia mano. Ha impiegato mesi a riprendersi del tutto e a perdonarmi di averlo lasciato da solo. Era stressato e spelacchiato dai trattamenti e da infiniti esami superflui. “A che serve?” Chiedevo. “Male non fa”. Mi rispondevano scocciati come molti esperti di animali rispondono a quelle zecche moleste e ignoranti dei proprietari, che sono costretti a tollerare perché hanno il portafoglio dalla parte della cerniera. Come quando chiedi di poter effettuare ai cani un test di titolazione anticorpale per evitare di inoculare annualmente vaccini che hanno una copertura di sei anni. Male non fa. Chi lo sa. Lascia fare a chi ne sa. Come quelli che sfottono se consideri Persone gli animali (io ci metto dentro anche le piante), e pensano che Peter Singer sia un cantante. Come quelli che ti dicono che il cane da caccia te lo perdi nell’erba come una biglia. Perciò devi essere Leader, ma è un refuso. Bisogna essere Lieder, come le sirene. Il poeta in questo è avvantaggiato e un cane (da caccia) non se lo perde neanche se s’impegna.

In ogni campo del sapere, la curiosità va combattuta con violenza, prima che metta in discussione i sacri dogmi e i protocolli che si passano di generazione in generazione, di tastiera in tastiera. “Morirà”, dicevano. “Tu non ti sai muovere. Finirai male”, mi dicevano da giovane gli intellettuali, mentre la colonna sonora del Padrino risuonava nell’aria. Se tornassi indietro studierei (anche) veterinaria. Non per fare il veterinario, “che la scienza non puoi regalarla alla gente se non vuoi ammalarti dell’identico male,” e a tanta gente degli animali che ha in casa non frega niente (l’essenziale è che non si sporchino, non abbiano istinti sessuali né aspirazioni, se ne stiano buoni sui divani e quando serve fuori dai coglioni). Ma per evitare tante sofferenze inutili agli animali cui appartengo. E a me di sentirmi impotente mentre mi ripetono ogni tre per due “morirà!” per ipotecarmi lo stipendio.

La cistite di Sunny l’ho associata all’alimentazione e a un difetto di attenzione da parte mia. Si è ammalato ogni volta che per mancanza di tempo l’ho nutrito per qualche giorno con crocchette e ho trascurato qualcuno dei nostri riti. Stavolta gli avevo dato le crocchette medicate, ma pure medicata la merda sempre merda è. “Il mio mangia crocchette e sta benissimo”. Diete voi. “E mio cugino ha fumato fino a novant’anni”. Agli alibi preferisco carne e pesce freschi e tanta acqua e fagiolini e zucchine, che Sunny gradisce molto, pur essendo il gatto più schizzinoso del mondo. E poi gioco, attenzioni, distrazioni e lunghe conversazioni, perché la noia della vita domestica porta stress, che favorisce le idiopatie.

Questa volta ho deciso di curare Sunny a casa con l’aiuto di una vet che ama gli animali e mi ha dato con pazienza le risposte che cercavo. Volevo evitare di sentirmi dire ogni tre per due “morirà”, o prospettare una uretrostomia tanto per fare qualcosa. La cosa meravigliosa è stato vederlo rifiorire rapidamente. E il suo fidarsi e affidarsi alle cure. “Morirà” so ripetermelo benissimo anche da sola. Per qualche giorno Sunny ha continuato a pisciare a casaccio in giro per casa, anche se sembrava stare bene e aveva ripreso a mangiare di gusto. Poi ho capito che il problema era la sua adorata cassetta per la lettiera: l’aveva associata al dolore provato lì dentro. Allora gliene ho comprata una nuova fiammante a forma di casa, azzurra e più grande, perché i gatti hanno gusto estetico anche per i cessi. Appena gliel’ho regalata l’ha inaugurata con una pisciata galattica, festeggiata con salti e balli da tutta la red family. Anche stavolta non siamo morti, e neanche un po’ rincoglioniti.

Chiara De Luca

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