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Manoel de Barros, Se achante/Convinto

Se achante

 

Era urn caranguejo muito se achante.

Ele se achava idôneo para flor.

Passava por nossa casa

Sein’nem olhar de lado.

Parece que estava montado num coche

de princesa.

Ia bem devagar

Conforme o protocolo

A fim de receber aplausos.

Muito achante demais.

Nem parou para comer goiaba.

(Acho que quem anda de coche não come

goiaba.)

Ia como se fosse tomar posse de deputado.

Mas o coche quebrou

E o caranguejo voltou a ser idôneo para

mangue.

 

Manoel de Barros, da Poesie rupestri, in uscita per Edizioni Kolibris

 

 

 

 

 

Convinto

 

Era un granchio molto convinto.

Si riteneva all’altezza del fiore.

Passava davanti alla nostra casa

Senza neanche volgere lo sguardo.

Sembrava fosse a bordo di una carrozza

principesca.

Procedeva lentamente

Come da protocollo

Per ricevere applausi.

Troppo convinto.

Non si fermò neppure a mangiare la guaiava.

(Penso che chi va in carozza non mangi

guaiava.)

Andava come stessero per farlo deputato.

Ma la carrozza si ruppe

E il granchio tornò a essere all’altezza

del pantano.

 

Traduzione di Chiara De Luca

manoel de barrosManoel Wenceslau Leite de Barros è nato a Cuiabá, Mato Grosso, il 19 dicembre del 1916. Ancora giovane, si trasferì a Corumbá (MS) e in seguito a Rio de Janeiro, dove studiò alla Facoltà di Diritto. Attraversò la Bolivia e in Perù, e si fermò per un periodo a New York, catturando un po’ dell’essenza di ciascuno dei luoghi che visitava, per trasferirla nella sua poesia. Il suo primo libro, Poemas concebidos sem pecado [Poesie concepite senza peccato], fu pubblicato nel 1937, ma non si trattava del primo libro che aveva scritto, che era invece finito nelle mani di un poliziotto. Il giovane Manoel era macchiato del crimine di aver graffito la scritta “Viva il comunismo”, su un monumento, e la polizia si mise alla ricerca dell’autore di quell’impudenza. Per difenderlo, la proprietaria della pensione in cui viveva disse al funzionario di polizia che il “criminale” in questione era autore di un libro. Il poliziotto chiese di vederlo e lo prese. S’intitolava Nossa Senhora de Minha Escuridão [Nostra Signora della mia oscurità] e de Barros non lo ebbe mai indietro. Nel 1941, si laureò in diritto a Rio de Janeiro, già l’anno seguente pubblicò Face Imóvel [Volto immobile] e nel 1946, Poesias [Poesie]. Nella decade del 1960 si trasferì a Campo Grande, dove iniziò a lavorare come fazendeiro. Come poeta fu consacrato tra il 1980 e il 1990, quando Millôr Fernandes pubblicò le sue poesie sui più importanti giornali del paese. Manoel de Barros è normalmente considerato un esponente della generazione letteraria del ’45. Ha lavorato parecchio sulla tematica della natura, specie su quella del Pantanal, immensa pianura alluvionale, che si estende per 150.000 km quadrati tra il Brasile, la Bolivia e il Paraguay. De Barros mescolava diversi stili e affrontava il tema regionale con originalità e inventiva.
Tra le sue opere ricordiamo: Compêndio Para Uso dos Pássaros [Compendio a uso degli uccelli,1961], Gramática Expositiva do Chão [Grammatica espositiva del suolo, 1969], Matéria de Poesia [Materia di poesia, 1974], O Guardador de Águas [Il custode delle acque, 1989], Retrato do Artista Quando Coisa [Ritratto dell’artista quando cosa, 1998], O Fazedor de Amanhecer (2001.Tra i premi ricevuti ricordiamo: il Prêmio Orlando Dantas (1960),  il Prêmio da Fundação Cultural do Distrito Federal (1969), e il Prêmio Cecília Meireles (letteratura/poesia, 1998).
Manoel de Barros è morto a Campo Grande, Mato Grosso, il 13 novembre del 2014.

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