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Maria Kirzaki, Karenina

Traduzione di Crescenzio Sangiglio

KARENINA

 

 

Senza a vita l’uomo – è tutto e sempre

Vivendo la vita – è qualcosa anche adesso,

(è, ha – nessuna differenza).

MARINA CVETAJEVA

 

Continuerò il mio viaggio? chiedeva

l’ho ignorato.

Ho continuato sino all’estremità

della piattaforma

Sapevo

Li scenderò quei scalini

fino alle rotaie / mi abbasserò di sotto

guarderò / nel treno nero che passa

adesso / che lentamente spinge i suoi vagoni /

che mi fissa quasi amorosamente

 

Mi abbasso

di sotto e guardo /

le sue

grandi ruote

di ghisa

distanze

che calcolo

e mi affronto

dal primo giorno

in una stazione come questa /

in ginocchio palpitava la mia anima

l’udivo quel sussurro come tuono

io, io avrei finito

tutto il finito

dal primo giorno

Pensieri bucati

Parole bucate

Tempo affranto

 

Balzai

sotto i vagoni

con la testa affossata negli omeri

e le mani protese in avanti

a farmi stazione colonna appoggio

bilancia del mio amore

e livello della mia vita

Caddi

Preda

nei binari di un treno

mi ha voluto Tolstoi

nido di fiere

Dove sono? Cosa faccio? Perchè

in ginocchio

 

in ginocchio inginocchiato il mio amore

a sollevarmi/a balzare non faccio in tempo

  inginocchiato non faccio in tempo spietato

mi afferra non faccio in tempo alle spalle

e mi trascina non faccio in tempo affonda

la mia testa non faccio in tempo si spegne/s’è spenta

la candela!

 

 

OMISSIS

 

La borsetta rossa di Anna fu trovata, parecchie ore più tardi, a fianco dei binari del treno, sporca, piena di lacerazioni, ma intatta. Come una catena intorno alla sua mano questa borsetta per un momento ha tenuto Anna prigioniera della vita. “Voleva gettarsi di sotto, alla metà del primo vagone”, ci riferisce Tolstoi nella traduzione di Alexandru, “sennonchè la borsetta rossa, mentre lei stava tirando la maniglia dalla mano, la trattenne ed era poi troppo tardi: la metà era passata”.

 

Quel momentaneo ostacolo non influenzò Anna.

 

Al contrrario,

 

quando, il giorno che per la prima volta s’incontrò con Bronskj alla stazione ferroviaria di Mosca (e dopo molti incitamenti), un uomo venne schiacciato da un treno, Anna considerò quella morte un cattivo auspicio, convinzione che lei mantenne fino alla fine.

 

D’altronde,

 

come disse recentemente in un’intervista a Jannis Zumbulakis l’attore Vigo Mortensen descrivendo una scena del suo film Lontano dagli uomini:

 

La verità è che tutto può cominciare / –

 

anche solo da un semplice gesto.

 

   Traduzione Crescenzio Sangiglio

 

 

Questa è l’ultimo testo di Maria Kirzaki, prima della sua morte, apparso pubblicato nella dedica “Stazioni” della rivista Dekata, n. 43 (autunno 2015).

 

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