Facebook

MENCARELLI, Daniele, I

coverviandanteDaniele Mencarelli

“Se valgono questi versi una preghiera”

È in uscita per Marietti un libro che finalmente ci ripropone le poesie di bambino gesù. Ospedale pediatrico di Daniele Mencarelli, un libro che ho letto anni fa e non mi ha mai più lasciata in pace. Un testo di Poesia, dunque, pura, materia che com-muove nel suo stesso darsi, segnando un percorso di dolore e vita e gioia grande e avara e invincibile speranza, in un territorio che ci riesce difficile sfiorare con la mente, così inatteso nella sua dislocazione, così misterioso e inviolabile, così ingiusto: quel mondo strano in cui soffrono e si spengono i bambini, con i loro “perché” che noi restiamo a rigirare sulla lingua. Difficile dire di questo libro, le parole si rivelano nella loro essenzialità, inevitabilmente girano attorno al vero dei versi, che tratteggiano il dicibile, adombrano l’indicibile. È un libro che non chiama la critica, quanto piuttosto l’anima del lettore, un suo abbraccio ampio, la capacità di scendere con Mencarelli su quel terreno di aspra battaglia con l’assurdo e osservare, in silenzio, le immagini che il poeta ci va ponendo davanti agli occhi con un linguaggio scabro, essenziale, che pure tesse una tela in cui la parola sta in tensione continua, vibrante, bianca, spietata. Mencarelli si addentra in questo territorio con l’inesausto stupore, la curiosità partecipe, la fame di verità che caratterizza tutta la sua produzione poetica. Passo dopo passo osserva, e ancora si stupisce, ancora dopo anni non accetta, non capisce, ma comprende, abbraccia. Com-patisce senza pietismi, prende parte senza poetiche pose da eroe, bensì con tutta la naturalezza disarmata di chi oscilla davanti all’inafferrabile senza tuttavia arrettrare. Con tutto il senso di ribellione e spaesamento di chi non alza le spalle, non concepisce la vittoria della morte sulla vita, non si arrende, ma “vorrebbe esaudito l’impossibile desiderio, / di vederla sparita, anzi mai esistita”, quella porta verde che conduce a dove i genitori sono costretti a veder andar via un figlio prima di loro, e chiama “un muro di cemento al posto della porta, / in nessuno al mondo l’ombra di un ricordo / che gliela faccia più rivivere”.

da Nella borsa del viandante. Poesia che (r)esiste, a cura di Chiara De Luca

No widget added yet.

original_post_id:
257, 257, 257, 257, 257, 257, 257, 257
Follow Us

Get the latest posts delivered to your mailbox: