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Michele Nigro, Sul non dormire soli

al mio daimon

Il felino di casa
abbandona notturno
le vecchie ossa
di madre adottiva,
forse già avverte
il freddo dell’aldilà
la malattia e la morte
accampate sull’uscio
dell’umano declino.

La porta socchiusa sul mondo
per andare e venire
a caccia di cibi sicuri,
dormire tra le gambe
di futuri padroni
eredi della solitudine,
il calore di un incerto domani
da preservare.

E sul petto insonne
quel ronfante non lasciarmi solo
nella notte senza lei,
per credere ancora
in scomodi amori a seguire.

 

Michele Nigro, da Pomeriggi perduti
In preparazione per Edizioni Kolibris

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