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Milo De Angelis, Quell’andarsene nel buio dei cortili/Going out into courtyard dark

 
da Quell’andarsene nel buio dei cortili [Going out into courtyard dark], Mondadori 2010

in Splinters of Light/Schegge di luce, Kolibris 2013

traduzione di Gray Sutherland

 

 

splinters

COLLANA LADY-BIRD – Poesia italiana in traduzione
A. ANEDDA – M. DE ANGELIS – F. PUSTERLA
Schegge di Luce / Spolinters of Light
Traduzione di Gray Sutherland
ISBN 978-88-96263-32-7
pp. 134, € 12,00

 

 

 

Nessuno riposa. Il ragazzo

con la fronte squarciata sul marciapiede

sente il fischio degli dei, un vortice

da stadio che lo sveglia

ai confini della città

e lo solleva. Ma anche tu

sentirai nella stanza sigillata

alzarsi un antico profumo di benzina

e volerai sul cortile

dove uno sconosciuto si sporge

dal balcone con l’asfalto nelle mani.

 

 

 

 

No-one is resting. The kid

with his forehead shredded on the sidewalk

hears the gods whistling, a stadium

whirlwind that awakens him

on the outskirts of the city

and lifts him up. But you too

in the sealed room you will smell

an old fragrance rise, of gasoline

and you will fly to the courtyard

where a stranger is leaning out

from a balcony with asphalt in his hands.

 

 

 

 

 

 

È qui, in un angolo della stanza, scocca

la sua freccia negli anni, nei nostri anni,

e vacilla. L’ho conosciuta. È una furia

che scende verso l’oscuro e dilaga

tra i muri passeggeri e sgretolati

dove ognuno è solo il suo andarsene,

il piede franato sulla riva, lo stormo delle frasi

che cadono cieche da una volta.

 

 

 

 

Here in a corner of the room she aims

her arrows at the years, our years,

and wavers. I knew her once. She is a fury

who goes down toward the dark and spreads

among fleeting walls, crumbling walls

where each person is his leaving, nothing more,

his foot slipping down the bank, massed phrases

tumbling blindly from before.

 

 

 

 

 

 

Vicina all’anima è la linea verticale.

Il pomeriggio ci portò suburbani in un canto,

l’attimo divenne nudità

e potenza greca del finale: siamo i supplici

rimasti ad ascoltare, il cielo che nasce

in ognuno di noi, pattuglia di ragazzi

innamorati del numero giusto,

la bella epopea, il peso mortale di un pallone.

 

 

 

 

Close to the soul rises the vertical line.

Afternoon brought us suburbanites to a song

the moment became Greek nakedness

potency of the final: we are the remaining

pleas begging to be heard, heaven being born

in each of us, we the platoon of kids

in love with the right number,

heroic outcomes, the fatal weight of a football.

 

 

 

 

 

 

Ciò che vedo mi fu consegnato

da un respiro fratello e nemico

fino a quel teatro sgomento

dove abbiamo preso la parola,

tra l’allegria dei papaveri

e la rovina celeste. Era

una frase che, penetrando

nella ferita più buia, la fa sua,

la guarisce, l’aggrava, la sposa

era il talismano

stesso del nulla, quando divampa

nel grande paese di Milano

e riscalda milioni di fantasmi.

 

 

 

 

That which I see was handed to me

by a brotherly, hostile breath

out to that theater of dismay

where we took the floor, our words

wavering from the poppies’ joy

to celestial ruin. It was

a phrase that penetrating

into the darkest wound makes it its own,

heals, worsens, weds it

the very talisman it was

of nothing when in the vastness

of Milan it flares up, warming

fantasms by the millions.

 

 

 

 

 

 

Ecco l’acrobata della notte, il corpo

senza nulla, un’incisione

nell’aria, un puro scoccare

di fosfori: gettò il suo smeraldo

all’ultima fortuna, si avvicinò ai sepolti,

indicò a ciascuno la strada. La terra appartiene

a chi l’ha abbandonata.

 

 

 

 

And here it is, night’s acrobat,

a body lacking everything, an incision

in the air, a pure darting

of phosphors: it tossed its emerald

to its last chance, drew close to the buried,

showed each one the path. The earth belongs

to who has abandoned it.

 

 

 

 

 

 

L’infinito appare nel poco,

come l’ultima nota di un grido

mentre si dilegua. L’attimo ci insegue.

Cosa ho amato? Forse quell’aria,

due centimetri, tra il corpo e l’asticella,

che dà luce a ogni applauso. O quel soffio

invisibile sull’albero

dove sorride fanciulla e non ha fine.

E quei feriti di un’antica gara

che trovarono in questo bar

un interno musicale. Poi basta. Poi

la parola che presenta se stessa,

l’interminabile parola data.

 

 

 

 

 

The infinite appears in the diminutive

like the last note of a cry

as it fades away. The instant pursues us.

What have I loved? Perhaps the space,

barely an inch wide, between the body and the crossbar,

that brings light to all applause. Or the breath

the invisible breath on the tree

where a girl smiles and has no end.

And the injuries from an old competition

that will find in this bar

inner music. Enough. And then

the word that presents itself,

the unending given word.

 

 

 

 

 

È così. La memoria

di un uomo era solamente questa

manciata di sillabe. Solo loro

ritornano dalle cantine

abitate per niente

e sono puntuali, sono

scagliate oltre le rocce, bisbigliano

parole esterrefatte, sono un battere

di ali protese e fedeli

a un ordine oscuro. Adesso tu

devi tradurre.

 

 

 

 

 

That’s how it is. A man’s

memory was only this

handful of syllables. They alone

return from the cellars

where nothing lives

and they are on time, they are

flung beyond the rocks, whispering

etherized words, a beating

of wings outstretched, true

to some obscure order. And now

you have to translate.

 

 

 

 

 

 

Non rispondono all’appello, sono

dispersi ai bordi della terra, hanno

il segreto della linea che trema, sono usciti

dalle vene dell’essere amato e ora

potete vederli, di sera, verso le tangenziali

chiedere silenzio con un dito sulle labbra.

 

 

 

 

They don’t answer when called, they’re

lost at the edges of the earth, know

the secret of the line that trembles, have sprung

from the veins of the beloved one and now

you can see them, evenings, out toward the freeway

calling for silence, a finger on their lips.

 

 

 

 

 

 

Transita nelle case popolari

la stessa forma destinata

si intreccia alle dita e le fa sue…

scende il mercurio del termometro, tutto

riprende il proprio caos,

si ferma la bocca

sul punto di parlare, si aprono gli occhi

della tuffatrice con la testa spaccata…

 

 

 

 

Among the projects, the council flats

the same intended form passes

wraps itself around fingers, takes them over…

in the thermometer the mercury falls, everything

returns to its own state of chaos,

mouths shut

at the very point of speaking, and the eyes

of the diver with her head split open…

 

 

 

 

 

 

Abbiamo scritto per un mandato

certo come il nostro smarrimento,

eravamo lì, in un fervore di ceneri,

murati vivi, mentre una foiba scendeva

nella bocca, sigillava tutte le parole date,

la corsa dei momenti, la morte vista in giro…

… così giunse la notte umana, nel tempo

delle sillabe tronche, così il vero

inizio di ogni cosa.

 

 

 

 

We wrote for a mandate

as sure as our being lost

we were there in a fervour of ashes

walled up alive while a doline sank

into our mouths, sealing up all the given words

the rushing moments, death seen around…

… thus came the night of man, in a time

of broken-off syllables, and thus the true

beginning of all things.

 

 

 

 

 

 

Strada dei tormenti, l’amore insiste.

Restammo vicino al passaggio a livello.

Tu perdevi i tuoi cieli. Come rispondere

all’immenso? Eravamo una frazione della voce,

sillabe disperse. Blocchi di partenza. Scacco

del respiro. L’estate affondò nell’asfalto.

Solo ora, come un grido, mi raggiunge.

 

Distruzione, tu mi hai generato.

 

 

 

 

Street of torment, love insists.

We stayed close to the level crossing.

You lost your skies. How is one to respond

to the immense? We were a fraction of the voice,

scattered syllables. Starting blocks. Breathing…

check. Summer sank into the asphalt.

Only now it reaches me, like a cry.

 

Destruction, you have begotten me.

 

 

 

 

 

 

Fermalo. Il portone sta fuggendo. Devi

guardare. È la solitudine dell’uomo,

il suo unico quartiere. Devi guardare.

Il citofono è acceso. Il gesto si aggrava.

Lassù brucia ancora quella giovane donna,

ti nomina nel sonno. Il pianto

vi ha chiamati. Tutti e due.

Così soli, adesso, nell’imminenza.

 

 

 

 

Stop it. The door is getting away. You need

to look. It is the solitude of man,

his only quarters. You have to look.

The intercom is on, the gesture becoming harsher.

That young woman is still burning down there,

she calls your name in your sleep. You

have been called by weeping. Both of you.

So now in imminence you are alone.

 

 

 

 

 

 

Inchiostro nero

 

La vita esce dal quaderno

a righe, stamattina, svolge i pensieri,

supera i ponti, getta le sillabe

in un fiume di acque lunari e di ragazze

disperate per un corpo da niente

un cenno delle labbra,

una tenerezza protesa nel vuoto.

 

 

 

 

Black ink

 

Life emerges this morning

from your exercise book, develops thoughts,

crosses bridges, throws syllables

into a stream of lunar waters and girls

desperate for a trivial body

a wink of the lips

a tender gesture extended in the void.

 

 

 

 

 

 

Cum più ablativo

 

 

Il nostro pensiero cercava la carne

nel guizzo del pallone e nell’estasi del prato,

luci dello scatto, legni colpiti, case

aperte al primo sguardo, aveva il volto

nudo dell’estate, di ogni estate. Cosa avvenne

lo ignoro. Non siamo tornati mai più.

 

 

 

 

Cum plus the ablative

 

 

Our thinking sought the flesh

in flash of ball and ecstasy of field

lights of the sprint, wood struck, houses

open at first glance, had summer’s

bare face, every summer’s. What became of it

I do not know. We never returned.

 

 

 

 

 

 

Voci/Voices

 

 

I

 

Ci frastorna questa furia di voci, foglie

nello spazio tra due corpi, antiche

camere d’albergo cadono in cortile

come una frazione di noi

e noi cominciamo la parafrasi.

 

 

 

 

 

 

I

 

It bothers us, this frenzy of voices, leaves

in the space between two bodies, old

hotel rooms fall in the courtyard

like a fraction of ourselves

and we start on the paraphrase.

 

 

 

II

 

… allora mi chiamò un drappello

di anime sole… scostarono le tende bisbigliando,

si avvicinarono alle grandi vetrate del tempo…

una salmodia di numeri e vento… quello fu l’atto

… il solo atto consentito…

quell’andarsene dei cortili nel buio…

 

 

II

 

… then a squad of lonely souls

called me… moving the curtains whispering,

they drew close to the great panes of time…

a psalmody of numbers and wind… that was the act

… the only act allowed…

the way courtyards drift off into the dark

 

 

 

V

 

si spezza il tempo, si oscura

il paesaggio, noi ci siamo persi

tra i gessetti di una stanza…

… questa voce dimezzata

era la nostra… era la parola

cancellata dal documento, la sete

che cerca il suo cammino, il raggiro

dei ricordi… era il drastico

inizio di un amore…

 

 

V

 

time breaks up, the landscape

darkens, and we have lost our way

among the pieces of chalk in a room…

… this voice now cut in half

was once our own… was the word

deleted from the document, the longing

seeking its way, the trickery

of memory… it was the sudden

beginning of love…

 

 

 

VI

 

insegnatemi il cammino, voi che siete

stati morti, attingete la nostra

verità dal pozzo sigillato, staccatevi dal tempo

e portateci oltre le tragiche colonne

tra i fari dei camion e un piumino

getteremo le più alte

astrazioni in un sussulto di fiammiferi,

torneremo a casa, vi diremo.

 

 

VI

 

teach me the path, you who have

been dead, draw our truth up

from the sealed well, step out of time

and bear us beyond the tragic pillars

between truck headlights and an eiderdown

we shall throw the loftiest

abstractions in a tremor of matches,

we shall return home, we shall tell you.

 

 

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