Facebook

MOLINAROLI, Simone, II

coverviandanteSimone Molinaroli

“noi siamo la dolorosa assunzione della verità”

“Un giorno forse, come i sassi / non sapremo più le parole”, scrive Molinaroli, “ed estranea per noi sarà la verità”. Poesia dunque come ricerca della verità, guerra di riconquista e riappropriazione del Sé, mossa da una fortissima fede nella parola, nel suo potere di colpire, di mettere a (ferro e) fuoco la realtà, far brillare ciò che è inesploso, immobile, sprofondato nell’ipocrisia di “chi esiste come una gita scolastica”, nel deserto dove “si perde la tensione”, tra “popoli fuori concorso / al festival / del dissolvimento indolore”. “E le strette di mano, i saluti compilati / con entusiasmo commercialista”.

La parola nella poesia di Molinaroli non è solo data, bensì agita, posta in essere. Non è condanna né compianto, non è monito né (auto)compatimento. È la rabbia di chi canta “la patria smarrita / il suo tonfo indecoroso / la costruzione di milioni di trincee / a difesa di nulla”. E ci esorta al movimento, trascinandoci nel corso violento dei versi, ora interrotto da calme polle brevi di disarmo nel sapere che “soffrire è uno sport senza vittoria”, che non ci si sottrae alla sconfitta di fronte al reale, che il senso sta nell’andare verso, la direzione nel movimento, che “La pazienza non è una virtù” e non ci assegnerà il poco che ci spetta, fosse pure la realtà negata d’ un indeale in cui avevamo creduto, che è fallito, pure è stato e ha generato vita e movimento. Che ci ha fatto sprofondare per conoscere, morire per saperci. Perché “la vita è questa / girandola di lampi / e smarrimento”. In cui “Abbiamo tutti amato / qualcosa che non esiste. Per questo sopravvissuti”. Il fine non sta dunque nella meta, che non ci si pone, la direttrice non mira all’intersezione, ma al proprio stesso espandersi. L’essere non è proiezione, richiesta o attesa, ma assenza che ci abita, contingenza di ciò che possiamo stringere, abbracciare, o incendiare: “noi siamo adesso / solo quello che siamo / l’amore ch’è stato / la vita che abbiamo”.

da Nella borsa del viandante. Poesia che (r)esiste, a cura di Chiara De Luca

No widget added yet.

original_post_id:
260, 260, 260, 260, 260, 260, 260, 260
Follow Us

Get the latest posts delivered to your mailbox: