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MORGAN, Edwin

morganEdwin Morgan, Libro delle vite

 Edwin Morgan è uno dei poeti scozzesi contemporanei maggiormente stimati e riconosciuti, e al contempo più popolari e amati. E la cosa non sorprende, perché la sua poesia spazia su uno straordinario ventaglio di toni e registri, toccando numerosissimi argomenti, ora prediligendo lo slancio lirico, ora un tono più colloquiale e talvolta dimesso, ora il pathos epico, ora la brevità epigrammatica. Morgan si muove con maestria tra il verso libero e forme strofiche, ritmiche e metriche tradizionali, tra la secca concisione dell’haiku e la ricchezza timbrica, quasi opulenta, di poesie dense per aggettivazione e coloritura d’immagine, tra la forma popolare della canzone e il ritmo cantilenante della filastrocca.

La lingua poetica di Morgan è duttile e malleabile, si piega, informa e adatta al tono e alla necessità dell’argomento di volta in volta scelto, pescando in una pluralità di microletti, dal linguaggio scientifico a quello della testimonianza storica o del resoconto giornalistico, dal linguaggio colloquiale a quello lirico, a tratti elegiaco. Adottando di volta in volta il respiro ampio del verso lungo – talvolta lunghissimo –; il respiro disteso “pacato” e denso della rievocazione o della descrizione; il respiro teso e rapido della protesta o quello martellante dell’invettiva; il respiro lieve e dimesso della confessione epistolare. Il tutto spesso facendo ricorso a note sarcastiche o a un’ironia acuta e pungente e sempre puntuale e intelligente.

Libro delle vite è titolo ambizioso e impegnativo. Edwin Morgan onora egregiamente l’impegno. Muovendo dal contemporaneo al passato remoto, dal passato recentissimo al paleozoico, per risalire fino al Big Bang e alla creazione delle prime forme di vita e di pensiero, cui, nella splendida suite di poesie di Onda planetaria immagina di assistere come testimone. E il poeta è per Morgan sempre testimone, ora oggettivo e imparziale, ora partecipe, dolente o irriverente, iroso o compassionevole. Notevoli sono le sue descrizioni di quadri – oniriche, fortemente visive, originali ed efficaci – nella suite Cinque dipinti; e i suoi ritratti – documentati e profondamente umani e partecipi al contempo – di personaggi storici e letterari: da Magellano a Copernico, da Hiroito a Carlo V, da Rimbaud a Oscar Wilde, da Boezio a David Daiches.

Ne risulta una pittura composita, in cui storia individuale e collettiva si alternano in dissolvenze prive di stacchi eccessivi e fratture, inscivendosi nel più ampio piano della Storia politica, sociale e del pensiero, per cui Morgan mostra di provare un interesse sempre vivo e autentico, accompagnato da una conoscenza puntuale che abbraccia eventi, avvenimenti e curiosità cronachistiche, sfumandoli col pennello di una fantasia camaleontica e vivace.

 Chiara De Luca
In Edwin Morgan, Libro delle vite, Kolibris 2009

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