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Non ti chiamerò più dottore / I Won’t Call You Doctor Anymore. A cura di Lodovico Balducci (anticipazione)

Introduzione

Di Chiara De Luca

Di solito siamo abituati a fare i conti con la prospettiva della morte dal punto di vista di chi rimane ad affrontare l’assenza della persona amata, il dolore della perdita, il tempo e lo sforzo richiesto dall’elaborazione del lutto. Tempo, assenza, strazio e distanza concorrono a velare lo sguardo di chi resta. I sensi di colpa, le cose non dette, i discorsi rimasti in sospeso confondono il disegno. Il risultato è un ritratto del defunto spesso filtrato dallo sguardo dell’amore, levigato dall’indulgenza che si deve a chi non può più ribattere e difendersi, illuminato da una necessità assolutoria che lasci tensioni e conflitti passati a sfinire nella polvere dei corpi.
Non ti chiamerò più dottore ci presenta una prospettiva inedita sul distacco finale. Lodovico Balducci, poeta e medico oncologo di fama internazionale, raccoglie le confessioni in versi rilasciate da un suo paziente anonimo, che chiameremo Mr. Ferrucci, in punto di morte. Alle confessioni in versi si alternano le testimonianze accorate delle persone a lui più vicine: la moglie, il figlio, la figlia. Come chi è solo al mondo, un uomo in punto di morte non ha più nulla da perdere, se non la reputazione postuma, ancor più irrilevante di quella in vita. Può essere schietto, aperto, sincero con se stesso. Oppure può cercare di costruire di sé un’immagine ideale da consegnare alla memoria. Mr. Ferrucci sceglie la prima via, la più impervia, quella della verità. In un flusso di coscienza di lunghi monologhi di versi fluviali, spesso crudi e spietatamente diretti, interrotti da poesie più brevi e intrise di saudade, Mr. Ferrucci si mette a nudo, enumera i propri difetti, le proprie bassezze e debolezze, confessa con dolorosa sincerità e minuzia di particolari i propri gli errori, le mancanze, le ipocrisie, senza concedersi omissioni. In una impietosa quanto dettagliata ricostruzione della propria esistenza, Mr. Ferrucci confessa tradimenti sessuali e ideali senza cercare attenuanti, senza tentare di giustificare in alcun modo il proprio operato né di minimizzare le conseguenze che ha avuto sulle vite degli altri. Sono soprattutto le parole dei suoi cari a mettere in luce gli aspetti positivi di un uomo che la vita ha indurito, forgiando in lui un carattere rude, a volte burbero, ma sempre generoso nei confronti delle persone che ama. Sono loro a mostrarci la coerenza di Mr. Ferrucci con un sistema di valori cui resta sempre ostinatamente fedele, salvo tradirlo in piena consapevolezza quando si tratta di mettere da parte le proprie convinzioni per andare incontro alle esigenze delle persone che ama. Mr. Ferrucci è un uomo colto, appassionato di letteratura e amante dei viaggi, eppure semplice, a volte anche ingenuo, come lo sono i vecchi quando all’approssimarsi alla fine si riavvicinano all’inizio della vita: dopo aver dismesso maschere e finzioni, abbandonato pose e ruoli, sono di nuovo bambini. La sincerità – una sincerità suicida, dura e diretta come un pugno – è l’elemento che contraddistingue quest’opera, dove il curatore si fa da parte, sospendendo il giudizio. Il lettore è invitato a fare altrettanto prima di affrontare un attraversamento non facile, che ci mette di fronte alla forza e alla fragilità di cui è capace la natura umana al cospetto del limite, l’unico punto in cui ci è rivelato il senso più alto dell’essere umani.

NON TI CHIAMERÒ PIÙ DOTTORE
Lettere di un paziente anonimo che sta per morire
Edite e commentate da Lodovico Balducci

 

A mia figlia

Inaspettata come la luce dell’alba domenica mattina
Dopo aver accarezzato le onde e le foglie
Avvolge lo stagno, l’albero, la piscina, e la siepe
La tua nascita
Ha sigillato l’unione da cui sei emersa
In un abbraccio di meraviglia.
Ogni tuo passo
Ha disgregato la rete di piani intrecciati con cura
Con geyser di creatività,
Ha adornato la tua crescita
Come un albero di Natale.

Ogni mattina
Mi spingi sotto la doccia
Insaponi petto e schiena la mia pelle
Cera fessurata di una candela sul punto di fratturarsi
Con sogni ostinati di nuovo vigore;
Resistente ma dolce come un lecca-lecca natalizio
Del passato
Sopporti la ribellione della mia carne
Vergognosa di apparirti nuda
Che abbaia alla morte come un cane spaventato,
Fino a che abbandono rabbia e pudore
Soggiogato dall’orizzonte che intima il tuo amore.
Quando mi sbarbi
Con il glamour profumato di una pubblicità televisiva
Mi sento ogni giorno accettato per la prima volta
Da un amore senza condizioni.
Solo la tua cura mi permette
Di apprezzare e gioire di questi ultimi giorni.
Imprevedibile
Come un parcheggio libero in Manhattan
Casuale come una deviazione obbligata
Che ti conduce al regalo natalizio ideale
E rivela la via di casa
A stranieri professionisti,
Per momenti lunghi come anni e anni come secondi
Attraverso te abbiamo negoziato
Incroci difficili e tormentati
Il guscio indurito del niente abbiamo infranto
E a esistere siamo rinati.
Come il primo satellite ha rivelato
La faccia nascosta della luna,
Ruotando 360 gradi nel mondo dei viventi
Hai illuminato il lato oscuro di me stesso
Che avevo paura di ravvivare.
Leggera come una colomba
Determinata come un falco
Hai violato i confini
Delle domande interdette
Degli esperimenti proibiti.

Rattristato
Dalla perdita della tua verginità
Come un bambino distratto perde una biglia
Sulla spiaggia,
Angosciato
Per la tua indifferenza
Alla salvezza eterna,
Devastato
Dalla distruzione programmata
Del solo bimbo che hai gestito,
Spaventato
Per le tue critiche ragionate
Alle mie convinzioni più care e radicate,
Preoccupato
Per il tuo futuro nebuloso
Senza scopo o direzione,
Deluso
Per l’abbandono totale
Di sogni e aspirazioni
Una strada tortuosa per controllare lo sviluppo umano
Con il diniego di tutte le opportunità di vita,
Ogni volta sono resuscitato alla fiducia e alla speranza
Grazie a un dialogo risorgente
Di parole viventi.
Il polo Nord e il polo Sud
Collassati in una batteria microscopica
Forse incorporea,
Le mie certezze alleviano i tuoi dubbi
La tua confidenza riscatta il mio smarrimento.

Fluttuando in bacini diversi
Trascinati da correnti divergenti
Giorno dopo giorno
Attraverso i venti e le onde
Ci siamo mandati segnali di riconoscimento
Parole viventi.
Sono sicuro che tu potrai trasformare
La tempesta luttuosa della mia morte
In un incendio che devasta e rinnova
Le antiche foreste.

 

 

Breve Biografia Dell’ Autore.

Lodovico Balducci è un oncologo medico in pensione. È stato professore di oncologia medica e medicina interna alla facoltà di medicina della Università della South Florida in Tampa ed è Senior Member Emeritus del Moffitt Cancer Center in Tampa dove ha diretto per 25 anni il primo programma al mondo in Oncologia Geriatrica.
Per il suo lavoro pionieristico in Oncologia Geriatrica nel marzo 2015 è stato nominato come uno dei 10 oncologi medici più influenti del nostro tempo nel bollettino dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO post News) e il “padre della oncologia geriatrica nel mondo.” Ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali per il suo lavoro scientifico che includono:

Il primo premio Paul Calabresi dell’International Society of Geriatric Oncology a Roma nel 2002
Il Sigismondo D’oro di Rimini nel 2002
Il primo premio BJ Kennedy dell’American Society of Clinical Oncology a Chicago nel 2007
Il premio Mehdi Tavassoli a Jackson MS nel 2009
Il premio Claude Jacquillat della International Association of Anticancer Research a Parigi nel 2009
Il professorship Nimmo della university of South Australia in Adelaide Australia nel 2009
Il premio Annuale dell’Association of Community Cancer Centers a Filadelfia nel 2009
Il premio Enzo Piccinini della facoltà di medicina dell’Università di Modena nel 2015
Il “Life Achievement Award” dell’International Society of Geriatric Oncology a Varsavia nel 2017

Ha pubblicati sette libri di testo, 51 capitoli e monografie, e circa 400 articoli dedicati a ematologia e oncologia geriatrica.

Figlio di due professori di Lettere (il padre fu professore di Fellini al liceo di Rimini), ha sempre avuto un interesse particolare per la letteratura che più che un hobby considera una seconda vocazione. Parla fluentemente italiano, inglese, francese, spagnolo, e portoghese e ha tenuto conferenze scientifiche e seminari in tutte le parti del mondo. È Consulente di organizzazioni internazionali quali l’istituto Nazionale Francese del Cancro (INCA) e il Middle Eastern Cancer Consortium. Ha studiato le relazioni tra spiritualità religione e medicina ed è esperto nell’uso della narrativa come strumento di ricerca scientifica.

Nel 1959 vinse il primo premio al primo trebbo poetico riminese
Nel 1960  vinse il primo premio per il componimento : Incontro Con Cristo gestito dalla Gioventù studiosa di Rimini
Nel 2017 vinse il primo premio Premio Attore Artemisia a Bari per il monologo Giobbe dove la figura biblica di Giobbe è rivissuta da una giovane donna che sta morendo di cancro mammario. La prima di quest’opera fu prodotta a Bari  dal regista Antonio Minelli  il 24 Ottobre 2018
Nel 2018 vinse il premio Prunola di Castelfranco Veneto per una raccolta di poesie.

Ha pubblicato:

Poemetti Quasi sacri con Kimerik 2018
Rosario con Panda nel 2018
Giobbe con Salento Books 2018
Megalies (in Inglese) Resource Publications Eugene OR, 2014

Nasce a Borgonovo Valtidone in provincia di Piacenza il 7 aprile 1944. Cresce a Rimini dove frequenta il Liceo Classico Giulio Cesare e si matura nel 1962. Si laurea in Medicina e Chirurgia all’università cattolica del Sacro Cuore a Roma nel 1968. Dopo il servizio militare a Cesano di Roma e sei mesi di condotta a Tombazosana di Ronco All’Adige (VR).  Nel 1972 si trasferisce con la moglie Claudia Beghè prima in Canada e poi dal 1973 negli USA. Vive in Florida dal 1987. Ha un figlio, Marco, avvocato di immigrazione a New Orleans a due nipotini, Luca e Elena.

Introduction

By Chiara De Luca

Sadly, the death of a loved one is a universal experience. The survivors’ heartbreak is well described in the literature of medicine and psychology and has also been the subject of poetic interpretation. It involves a gamut of emotions, some of which may be at odds with each other. They include the disconcerting awareness of a permanent absence, the pain of loss, and the investment of time and effort in bereavement that may overturn a person’s lifestyle and perception of himself or herself. To this one should add guilt over past misunderstandings, regret for the sentiments that remained unexpressed, and frustration at messages that can no longer be conveyed. Properly, death has been described as an interrupted letter whose conclusion we may never learn. In most cases, the final image of the dead is filtered through a loving gaze, smoothed by the indulgence one owes to the person unable to fend for himself, and purified by a necessary absolution of disagreements and conflicts. One hopes that overlooked hurtful memories may eventually turn to dust, together with the corpse entrusted to the ground.
I Will Not Call You Doctor Anymore provides a new, unexplored, and complementary perspective of final detachment: the perspective of a dying person. Here, world-renowned medical oncologist and aspirant poet Lodovico Balducci, M.D., has compiled the final revelations of an anonymous patient we will call Mr. Ferrucci. In the months prior to his death Mr. Ferrucci composed a number of letters in the form of poems dedicated to the persons imprinted on his life. He trusted these compositions, many still in early drafts, to the physician who accompanied him to the final threshold and who became his most reliable confidant. Dr. Balducci contextualizes the letters, collecting the comments of Mr. Ferrucci himself, his spouse of forty years, and their son and daughter. From time to time even the doctor adds a few words of explanation.
At the end of his life Mr. Ferrucci felt he had nothing to lose from writing with complete candor, except maybe some luster to his posthumous reputation, which to him was irrelevant. He could afford to be sincere and honest to the point of sounding blunt and abrasive. In lieu of building a personal memorial as idealized as it might be unrealistic and hypocritical, he elected to unburden his heart and speak his mind free of all restrictions.
In monologues that flow like an engorged river, carrying in their waves the weight of his tumultuous life’s experience, he strips himself of any pretense. From time to time shorter poems imbued with saudade* interrupt the flow of strong feelings in a momentary oasis of tenderness. Merciless in his judgments of himself, Mr. Ferrucci relates his own flaws and his own weakness and is not ashamed of revealing his personal baseness. With the painstaking precision of an aging accountant (his career) he confesses errors, failings, and lies in a detailed and pitiless reconstruction of his personal history. He admits betrayals that involve both his dearest relations and his ideals and principles, without looking for excuses, without trying to justify his actions or to minimize the consequences of these actions on people close to him.
The words of his loved ones, rather than his own words, highlight the endearing and awe-inspiring aspects of a man that life has hardened, forging a rude, cantankerous, but at the same time extremely generous and charming personality. Wife and children underline how Mr. Ferrucci tried to maintain his behavior consistent with a well rooted value system. In the meantime he was far from inflexible. To help a person he loved he was ready to reach any reasonable compromise with his convictions.
Mr. Ferrucci appears a cultivated man, well versed in literature and philosophy, endowed with natural elegance and appreciation of arts, with wide world experience thanks to his frequent travels. At the same time, he may sometimes sound naïve and almost simpleminded. At the end of his life he seems to have returned to the innocence of his childhood, after divesting himself of public masks and self-serving fictions. The doctor acting as editor does not express any judgment on the life of Mr. Ferrucci but clearly is awed by a richness of humanity expressed without any attempt to edulcorate it, to make it more broadly acceptable. Mr. Ferrucci’s candor may hit the reader as hard and direct as a fist in the face. But the reader able to overcome the initial discomfort of a sometimes difficult text won’t help but see – in this brutal display of strength and fragility – one of the highest expressions of our shared, tormented humanity.

* Saudade: from the Portuguese, a sense of intense melancholy or nostalgia; a profound longing for someone or something absent. The word is described as untranslatable, vague and yet constant – a dreamy wistfulness, a desire for something that does not and possibly cannot exist.

 

 

                              

I WON’T CALL YOU DOCTOR ANYMORE
Letters from a dying man
Edited and Abridged by: Lodovico Balducci M.D. 

 

To My Daughter

Unexpected, like the dawn on a Sunday morning
When the light finally embraces
The pond, the tree, the pool, the dog fence,
After flirting with the waves and the leaves
Your birth
Sealed the union whence you issued
In a hug of wonder.
Each of your steps
Disrupted the net of painstaking plans
With geysers of creativity,
Fed your growth
Of Christmas ornaments.

Every morning
You shove me under the shower
You sponge my skin back and front
Fissured wax of a breaking candle
With obstinate dreams of new vigor;
Firm and sweet as old-fashioned Christmas candies
You withstand the rebellion of my flesh
Ashamed of nudity
Barking at death like a frightened dog,
Until I give up modesty and rage
Subdued by the horizon you intimate.
When you shaved my face
With the perfumed glamour of a television commercial
Firstly felt I fully filled
With loving acceptance.
I never would have made it out of your care.
Unpredictable
Like a free parking spot in downtown Manhattan
Unplanned like a detour
Leading to the ideal Christmas gift,
And revealing the way home
To professional strangers,
For moments and for years
Through you we traded tormented connections
Etched with pain the hard shell of nothingness
And renewed
The addiction to existence.
Like the first satellite
Revealed the hidden face of the moon
At 360 degrees throughout the world of living
You enlightened a dark side
I feared to bring to life.
A dove for levity
An osprey for determination,
You trespassed the boundaries
Of “off limits” questions
And forbidden experiments.

Saddened
By the loss of your virginity
Like a child loses a marble
Anguished
By your casual spurning
Of eternal salvation
Devastated
By the voluntary destruction
Of the only child you bore
Frightened
By foolproof criticism
Of dearly held beliefs,
Concerned
By the unsettled directions
Of your nebulous future
Disappointed
By the universal fall
Of dreams and aspirations
Circuitous paths to the control of growth
With the denial of living opportunities,
I resurrected in trust and hope each time
Thanks to instantaneous exchanges
Of living messages,
The North and South poles
Collapsed into a microscopic battery,
As my certainties relieved your doubt
Your confidence rescued my insecurity.

Floating in separate basins
Drawn by diverging undertows
Day after day
We sent signals of recognitions
In winds and waves
Dialogue of living words.
I expect you will turn
The mourning storm of my death
Into the devastating fire
That renews old forests.

 

Biography and essential bibliography

Lodovico Balducci is a retired medical oncologist. Currently he is Senior Member Emeritus at the Moffitt Cancer Center in Tampa and Professor Emeritus of Oncological Sciences and Medicine at the University of South Florida College of Medicine. Since 1992 until his retirement in 2018 he has directed the Senior Adult Oncology Program at Moffitt. This has been the first Geriatric Oncology program in the world. A model, an inspiration and a beacon for all Geriatric Oncology Centers that have sprouted around the world since then. Balducci is universally recognized as the “Father of Geriatric Oncology.” In 2015 the bulletin of the American Society of Clinical Oncology (ASCO), the ASCO Post News, quoted Balducci as one of the most influential medical oncologists of our times.

For his scientific work he has received several International recognitions, that include:

The first Paul Calabresi award of the International Society of Geriatric Oncology (SIOG) in Rome in 2002
The Sigismondo D’oro  (Golden Sigismond) for outstanding citizenship in  Rimini in 2002
The first BJ Kennedy award of the American Society of Clinical Oncology in Chicago in 2007
The first Mehdi Tavassoli award for outstanding hematological research in Jackson MS in 2009
The fourteen Claude Jacquillat award of the International Association of Anticancer Research in Paris in 2009
The Nimmo professorship of the University of South Australia in Adelaide Australia in 2009
The Annual Award of the Association of Community Cancer Centers in Philadelphia in 2009
The  Enzo Piccinini Award of University of Modena Medical School in  2015
The first  “Life Achievement Award” of the International Society of Geriatric Oncology (SIOG) in Warsaw in 2017.

He has edited seven textbooks, fifty-one chapters and reviews and almost four hundred articles  dedicated to cancer and blood diseases in the elderly. He is fluent in Italian, English, French, Spanish and Portuguese and has held lectures and seminars around the world. He is consultant of the French National Cancer Institute (INCA) and member of the Middle Eastern Cancer Consortium. He has developed a special interest in the relations between spirituality, religion, and medicine, on the process of dying. He is experienced in using narrative as a method of scientific research.

The son of two known teachers of humanities  (the father taught Federico Fellini in the Rimini High school ), he has always felt a vocation for writing poems and essay.

In 1959 he received the first award for his compositions at the first trebbo poetico riminese (an in 1960 the second award at the same contest).
Nel 1960  he received the first award for his composition: “Encounter with Christ” organized by  the Gioventù Studiosa of  Rimini.
In 2017 he received the first award of the  Premio Attore Artemisia in Bari for the monologue Giobbe.  In this work the biblical tragedy of Job takes place in our times and the character of Job is a young woman dying of breast cancer. The piece was produced  by the director  Antonio Minelli in Bari on October, 25 2018, and since then it has been presented in different towns.
In 2018  he received  the first Prunola award in Castelfranco Veneto for a collection of poems.

His literary publications include:

Poemetti Quasi sacri,  Kimerik 2018
Rosario,  Panda,  2018
Megalies (in English) Resource Publication, Eugene Or USA 2014

Lodovico Balducci was born in Borgonovo Valtidone (Piacenza) on April 7, 1944. He grew up in   Rimini where he did graduate from the Liceo Classico Giulio Cesare High School in 1962. He graduated in medicine and Surgery at the Catholic University of the Sacred heart in Rome in 1968. He served in the Military in Cesano di Roma and thereafter he worked for 6 months as general practitioner in Tombazosana di Ronco All’Adige (VR). With his spouse Claudia he moved to Canada in 1972 and in the USA in 1973. He lives in Florida since 1987. Has one child, Marco, Lawyer in New Orleans, and two grand Children Luca and Elena.

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