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Omaggio a Melita Richter

Il mio primo incontro con Melita Richter avvenne nei suoi versi, che mi giunsero inattesi come un dono. Quando mi  scrisse per la prima volta proponendomi il suo libro, la conoscevo meglio nella veste di vivace e instancabile animatrice culturale, che in quella di autrice. Forse perché non era mai invadente. Pensava sempre prima a dare spazio ad altre voci, senza mai imporre la propria. Ma alla prima lettura mi resi conto che l’autrice non era da meno della donna che sapevo spendersi tanto per prestare  il suo ascolto all’Altro. La sua poesia ha la stessa capacità di accoglienza di Melita, lo stesso suo slancio, la stessa sua attitudine spalancata al mondo, la stessa sua capacità di abbracciare, coinvolgere e trascinare il lettore in un  gorgo di luminosa umanità, lungo i suoi versi che a volte si spingono in corsa fino al margine estremo della pagina, per poi virare e gocciare nella polla inattesa di un breve verso lancinante. È per non spezzare quella corsa che abbiamo scelto un formato inconsueto, più ampio, di quello che utilizziamo abitualmente. Per accogliere i suoi versi senza piegarli. L’energia non la puoi  costringere né contenere. La puoi soltanto seguire nel flusso uniforme del corso del verso, nella sua melodia di torrente, nei cambi d’andatura degli enjambement, nelle pause, come punte di roccia che affiorano a sorpresa, costringendoti a fermarti per guardare oltre la superficie del verso, nei suoi strati più profondi, dove la temperatura vira all’improvviso  verso il gelo che inevitabilmente ferisce un cuore tanto aperto. 

Non esitai a proporre a Melita di pubblicare Alcune ragioni minime nella nostra collana di poesie migranti. E fui immensamente felice e fiera della sua decisione di accogliere il mio impaziente invito. 

Alcune ragioni minime è un libro ventoso, intenso, luminoso. È un libro che accoglie, trattiene, assimila molteplici voci ed esperienze, facendole riverberare nella propria. Ogni singola poesia è la nota di un canto corale, è una voce peculiare che dà respiro a quella di altre donne e di altri uomini come compagni di vita e di  strada, fratelli d’anima vicini o sconosciuti, ma in ogni caso allo stesso modo amati. 

Alcune ragioni minime è un libro che irradia un affetto straziato e ridente per la propria terra. È un libro generoso senza risparmio, ma libero da ideologie, nazionalismi e campanilismi. 

Alcune ragioni minime è Melita: creatura gentile, piena di passione, d’ideali e d’impegno. Donna generosa, libera di  mente, capace d’attenzione e d’ascolto. Limpida d’anima e di sguardo. Capace di ironia, capace di donare un sorriso anche nella sofferenza.

Incontrarsi la prima volta è stato conoscersi da sempre. Abbiamo chiacchierato e riso dal primo all’ultimo istante, senza alcun ghiaccio da rompere tra l’una e l’altra, senza alcun prevedibile imbarazzo o iniziale distanza. È questo l’incantesimo, questa la  grazia della poesia. È questo, al di là delle piccole ambizioni, al di là delle  beghe personali, il dono di senso del fare poesia: creare ponti di parole su cui corrersi incontro, potenti legami che superano ogni distanza. Alimentare lo slancio incosciente e inesausto dei bambini che giocano con i lego della lingua per creare mondi da abitare, dove accogliere i loro compagni di gioco.

Per fortuna sono una persona impulsiva: non mancai di dire a Melita la meraviglia che aveva suscitato in me il nostro incontro.  

Ma è proprio quando le cose sono così  belle che hai l’illusione che possano durare per sempre. 

È proprio quando un incontro è senza tempo che ti convinci di avere tutto il tempo del mondo per dire a qualcuno quanto  sia stato… e quanto sia importante. Ma sono certa che lei ancora ci ascolta e sorride.

Chiara De Luca

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