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Pat Boran, D’altro canto (anticipazione)

A cura di Chiara De Luca

Fountain

for Stuart Dischell

I loved it from the moment
I first saw it; turning the corner
in the midday sun – the soft
yellow limestone of Parisian façades
stretching off and away
to provide the perfect backdrop
of receding lines,
like a path in what might well have been
a woodland clearing a thousand years ago –
a green wrought iron drinking fountain
caught my eye, monument
to a gentle bubbling flame,
and on its polished rim
a small, dun-coloured bird
quietly taking its fill, obliging me
and all those there behind me
to stand and wait our turn
a few moments more
in the history of the civilised world.

 

 

 

 

 

Common Heron

for Mark Roper

Ruffled, dishevelled,
all claws and stilts,
a somewhat bewildered stare,
I’m grey-downed and -feathered,
a creature stepped out of a fog
wrapped in a cape;

entranced, intent,
reading the curving lines
in the wood of my case
like tracks in the sand,
rivulets caressing, inscribing
the estuary grains;

and darkness arriving
any time now, so they say,
but my bill’s steely tip
is still steady,
still poised at the ink-well of night,
still ready to dip.

Natural History Museum, Dublin

 

 

 

 

 

Stalled Train

In the listening carriage, someone’s phone
cries out for help. A student frisks himself,
a woman weighs her handbag
then stares into space. Our train
is going nowhere, stalled here
so long now the cattle in this field
have dared come right up close
to chew and gaze. We tell ourselves
that somewhere down the line
things we cannot understand
are surely taking place – the future
almost within reach – and into each
small telephone that rings
or shudders now, like doubt,
we commit (if still in whispers)
our hopes and fears,
our last known whereabouts.

 

 

 

 

 

Calligraphy

The last will and testament
of the Emperor Qin
instructs his eldest son
to take his own life.
Horrified and broken-hearted,
yet obedient to the end,
Fusu complies.

Fusu: the Heavens
stall in their turning,
the sea cannot move,
and out of the nightingale forest
no solace, no reprieve.

The world rumbles on.
Thus is the way made clear
for Huhai, Fusu’s
keenest rival
and Qin’s younger son –
he whose skills as a calligrapher
are second to none.

 

 

 

 

 

The Wardrobe

for Fernando Trilli

At the foot of this enormous bed
the ancient wardrobe is a kind of church
or chapel, shrine to a local saint
whose relics were once kept safe within,
bestowing blessings
on these hillside woods, this house.

Now inside is emptiness itself, profound
absence, a gentle ache of pine;
yet every time I open and again
close tight its bright-grained door –
turning from the mirror of the self –
someone watches over me with kindness,
the empty hangers chime inside like bells.

 

 

 

 

 

Station Road, Sutton

There is that moment when the barrier comes down
on Station Road, when the train to Howth has passed
and nothing happens; when the men in lycra vests
and shorts on their blade-thin wheels look round

and through each other; when the yummy mums
with their dozy, school-bound offspring by their sides
or trussed up in the seats behind like dolls,
glance down one more time to check the time;

when the very birds up on that ever slack
tangle of cables shuffle two steps left
or one step right; when the sea retreats
and only sunlight advances along the track;

when something in the chest unlocks or shifts,
and you find you’re no longer waiting; when the barrier lifts.

 

 

 

 

 

This is a Book

 i.m. Philip Casey

This is a book. It is what happens
when the batteries die, when the lights
go out, when the wires that join the world
into the fantasy of connectedness
run cold. Somewhere, somewhen,
a man sat down, a woman cleared
a space in the riot of a sunlit room
or lamplit cave, a hospital bed
or the rocking bunk of a boat far out
at sea – and began to dream.
This book, and the words it was made
to protect, came later, and was far
from guaranteed. And even now, who knows –
and this is the dream of every book –
a talking dog or walking table,
a land of such great beauty the gods
require two suns to do it justice,
comes to life, and lives each time
these words made of ink like tiny plants
respond to the light, a passing breeze
or a breath turns over the page.

Pat Boran

Fontana

per Stuart Dischell

L’ho amato dal primo istante
che l’ho visto; girando l’angolo
nel sole meridiano – lo scialbo
calcare giallo delle facciate parigine
che si slanciava ed estendeva
a fornire il perfetto scenario
di linee diradanti,
come un sentiero in quella che forse fu
mille anni fa una radura boschiva –
una fontana verde in ferro battuto
catturò il mio sguardo, monumento
a una graziosa fiamma gorgogliante,
e sul suo bordo lucidato
un piccolo uccello grigio
faceva serafico il pieno, obbligando me
e tutti gli altri in fila alle mie spalle
ad aspettare in piedi il nostro turno
per qualche istante ancora
nella storia del mondo civilizzato.

 

 

 

 

 

Airone comune

per Mark Roper

Arruffato, scompigliato,
tutto trampoli e artigli,
e una certa sorpresa nello sguardo,
ho piume grigie come l’umore,
creatura balzata fuori dalla nebbia
avvolta in una cappa;

rapita, determinata,
leggendo le linee incurvate
nel legno del mio astuccio
come tracce sulla sabbia,
carezze di rivoli a incidere
le venature dell’estuario;

e l’oscurità che arriva
all’improvviso, così dicono,
ma il pennino ha la punta
d’acciaio ancora stabile
e in bilico sul calamaio della notte,
ancora pronta a sgocciolare.

Museo di Storia Naturale, Dublino

 

 

 

 

 

Treno bloccato

Nella carrozza in ascolto, un celllulare
grida aiuto. Uno studente si perquisisce,
una donna soppesa la propria borsetta
poi guarda nel vuoto. Il nostro treno
non va in nessun posto, bloccato qui
da tanto tempo che il bestiame nel campo
ha osato avvicinarsi ruminando
e scrutando. Diciamo a noi stessi
che da qualche parte sulla linea
stanno senz’altro avvenendo cose
che non possiamo capire – il futuro
quasi a portata di mano – e in ogni
telefonino che suona
o vibra adesso, come dubbio,
riponiamo (seppure in sussurri)
le nostre speranze e paure,
la nostra ultima localizzazione.

 

 

 

 

 

Calligrafia

Le ultime volontà e testamento
dell’Imperatore Qin
ordinano al figlio maggiore
di togliersi la vita.
Inorridito e col cuore a pezzi,
eppure docile fino alla fine,
Fusu obbedisce.

Fusu: i Cieli
smettono di girare,
il mare può muoversi,
e fuori dalla foresta degli usignoli
non c’è conforto, né sollievo.

Il mondo continua a brontolare.
Quindi la strada è spianata
per Huhai, il rivale
più astuto di Fusu
e figlio minore di Qui –
che per abilità di calligrafo
non è secondo a nessuno.

 

 

 

 

 

Il guardaroba

 per Fernando Trilli

Ai piedi di questo enorme letto
il vecchio guardaroba è una sorta di chiesa
o cappella, santuario di un santo locale
del quale un tempo custodiva le reliquie,
che elargivano benedizioni
su questi boschi collinari, questa casa.

Ora dentro c’è il vuoto, profonda
assenza, un lieve dolore di pino;
eppure ogni volta che apro e richiudo
bene la sua porta di lucenti cristalli –
abbandonando lo specchio del Io –
qualcuno mi sorveglia con favore,
grucce vuote rintoccano come campane.

 

 

 

 

 

Station Road, Sutton

C’è quel momento in cui la sbarra si abbassa
su Station Road, una volta passato il treno per Howth
e nulla accade; quando gli uomini in canotte di lycra
e calzoncini su ruote come lame si guardano attorno

e attraverso l’un l’altro; e le graziose mamme
portano a scuola i piccoli assonnati al fianco
o fissati ai seggiolini posteriori come bambole,
e abbassano lo sguardo ancora per vedere l’ora;

quando anche gli uccelli su quel sempre lasco
ammasso di cavi slittano a sinistra di due passi
o a destra di un passo; quando il mare si ritrae
e solo la luce del sole incede lungo il binario;

quando qualcosa in petto si sgancia o si sposta,
e scopri di non attendere più; quando la sbarra si alza.

 

 

 

 

 

È questo un libro

i.m. Philip Casey

È questo un libro. È quello che accade
quando muoiono le batterie, quando le luci
si spengono, quando i fili che uniscono
il mondo in una fantasia di connessione
si raffreddano. Chissà dove, chissà quando,
un uomo si è seduto, una donna ha liberato
uno spazio nel caos di una stanza al sole,
una cantina illuminata, un letto d’ospedale
o la cuccetta cullante di una barca in alto
mare – e ha iniziato a sognare.
Questo libro, e le parole che era destino
custodisse, vennero poi, ed era ben lungi
dall’essere scontato. E anche ora, chissà –
è questo il sogno di ogni libro –
un cane parlante o un tavolo ambulante,
una terra di tale bellezza che agli dei
servono due soli per renderle giustizia,
viene al mondo, e vive ogni volta
queste parole d’inchiostro come piantine
reagiscono alla luce, una brezza che passa
o un respiro volta la pagina.

Traduzione di Chiara De Luca

Pat Boran è nato a Portlaoise, e vive da tempo a Dublino. È stato più volte writer in residence in biblioteche e istituti scolastici e ha pubblicato più di una dozzina di libri di poesia e prosa. Tra i più recenti ricordiamo Then Again (2019), Waveforms: Bull Island Haiku (2016), con fotografie dell’autore, e A Man Is Only As Good: A Pocket Selected Poems (2017). Edizioni delle sue poesie sono state pubblicate in italiano, ungherese e macedone e una selezione di poesie è stata pubblicata di recente nella traduzione portoghese di Francisco José Craveiro de Carvalho. Tra le opere di non-fiction ricordiamo il popolare manuale di scrittura creativa The Portable Creative Writing Workshop (varie edizioni) e A Short History of Dublin. Il suo memoir The Invisible Prison: Scenes from an Irish Childhood, è stato pubblicato e accolto molto favorevolmente nel 2009 e ripubblicato nel 2018. È stato editor di “Poetry Ireland Review” e presentatore del programma di poesia The Poetry Programme e di The Enchanted Way per RTÉ Radio 1. Ha curato numerose antologie, tra le quali Wingspan: A Dedalus Sampler (2006), Flowing, Still: Irish Poets on Irish Poetry (2009), The Bee-Loud Glade (2009), Shine On: scrittori irlandesi in supporto dei malati mentali (2011), If Ever You Go: A Map of Dublin in Poetry and Song (2014, in collaborazione con Gerard Smyth) e The Deep Heart’s Core: Irish Poets Revisit a Touchstone Poem (2017, in collaborazione con Eugene O’Connell). Tra i riconoscimenti ottenuti ricordiamo il Patrick Kavanagh Award nel 1989 e il premio statunitense Lawrence O’Shaughnessy Poetry Award nel 2008. È membro di Aosdána, l’unione degli artisti irlandesi. Il suo sito personale è www.patboran.com

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