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Pat Boran, Still Life with Carrots/Natura morta con carote Featured

"Natura morta con carote. Di Giovanni Segantini

“Natura morta con carote”. Di Giovanni Segantini

 

Natura morta con carote

Quando trovo una carota, come questa,
invecchiata, scordata su uno scaffale
dietro bottiglie d’olio, erbe e spezie,
tutti questi nouveaux arrivés, me ne sento

attratto. È come se tutti
gli splendidi pasti di cui è stata fatta la mia vita,
le tavole esotiche cui mi sono seduto
non fossero mai esistiti, come se mentre facevo

l’amore, mi fosse venuta in mente un’amante
precedente, o un vicino, morto da tempo
avesse bussato alla porta e si fosse invitato,
come un tempo, strascicando terra fuori dalla tomba.

La gentilezza mi adesca. Fragile quasi
quanto mio padre nel letto d’ospedale
in quegli ultimi lunghi mesi, questa carota sembra
avere qualcosa da dirmi. Il fatto è, alla fine,

che il formidabile indebolisce, chi un tempo era fiero
diviene curvo e triste. Chi è perduto
non riconosce più se stesso.
E va così per tutti i nostri amori vegetali:

i piselli seccano; i pomodori trasudano
e trasudano un miscuglio ectoplasmatico;
la lattuga ingiallisce come un vecchio libro;
le patate emanano segnali di pericolo;
le carote invece invecchiano là, in attesa che le trovi,
mentre i piatti sulla tavola, come i pianeti, roteano.

 

 

da Natura morta con carote. Poesie scelte 1990-2007, Edizioni Kolibris, 2010

 

 

Still Life with Carrots

When I discover a carrot, like this one,
grown old, forgotten on a shelf
behind bottles of oil, herbs and spices,
all those nouveaux arrivés, I feel myself

drawn to it. It’s as if all
the wonderful meals my life has been made of,
the exotic tables at which I have sat
had never existed, as if during love-

making a former lover had come
into my mind, or a neighbour, long dead
had knocked on the door and let himself in,
as of old, trailing the earth from his grave.

The politeness accosts me. Almost as frail
as my father in his hospital bed
those last long months, this carrot seems
to have something to tell me. The fact is, in the end,

the formidable weakens, the once proud
become stooped and sad. The lost
no longer recognise themselves.
And so it goes for all our vegetable loves:

the pea dries up; the tomato weeps
and weeps an ectoplasmic mess;
lettuce browns like an old book;
potatoes send up flares of distress;
but carrots just age there, waiting to be found,
as the plates on the table, like the planets, go around.

 

 

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