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Pat Boran, The Fox/La volpe

The Fox

The fox came back, the bowl of scraps we’d left
as darkness fell licked clean
and on its side, the only sign she’d been
and gone while our small party slept

just feet away. In our pop-up dome,
by day a credible playhouse,
with dusk a thing of string and hope
shadow-insects struck like a slack drum,

we’d drifted off. Or some of us had.
For I lay awake listening for hours
in that moon-milk light — fox-time

as I think of it now — my two cub scouts
breathing in unison, peace in the land,
that makeshift den warmed by their small flames.

La volpe

La volpe tornò, la ciotola di avanzi che avevamo
lasciato era leccata a specchio al calar del buio
e rovesciata, unico indizio che lei era venuta
e andata mentre il nostro gruppetto dormiva

a pochi metri da lì. Nella nostra tenda pop up,
di giorno plausibile casetta per bambini,
al crepuscolo una cosa di corda e speranza,
insetti d’ombra battevano come un lasco tamburo,

ci eravamo addormentati tutti. O qualcuno.
Io rimasi infatti sveglio ad ascoltare per ore
in quella luce lattea di luna – tempo da volpi

ora che ci ripenso – i miei due cuccioli esploratori
che respiravano all’unisono, pace campestre,
quella tana provvisoria riscaldata dalle loro fiammelle.

Da Pat Boran, La prossima vita
Edizioni Kolibris 2015
Traduzione e introduzione di Chiara De Luca.

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