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RESULI, Anila

coverviandanteAnila Resuli

“profonda la lingua scava il non detto”

“tutto ha volto qui e tutto ha bocca”, tutto è animato nella poesia di Anila Resuli, l’aria pulsa, ogni cosa guarda, osserva, respira, sta in agguato immobile, o partecipa della vicenda interiore dell’io, del suo muoversi circospetto in uno spazio circolare, come chi non sia mai davvero solo, bensì sempre circondato, spiato dalla “moltitudine di cose che sovrasta”, pungolato dalla consapevolezza delle memorie attaccate ovunque agli angoli, nei luoghi inconsueti, come in quelli mai visitati, della presenza di cadaveri, appesi per i piedi sugli alberi. Nel presente il poeta non vede soltanto ciò che è, bensì anche ciò che è stato, ed è in potenza, e procede “il tempo e le pietre e le storie / sempre negli occhi, con le pupille dilatate”. Come un bambino lasciato solo nel buio, con le ciglia schiuse, gli occhi attenti al minimo sussulto di movimento, la Resuli scruta l’attorno e vi si ri-conosce, si sofferma sugli oggetti familiari, che si metamorfosano, si animano all’improvviso, parlano, tengono compagnia. Le cose “sudano tutte”, il loro odore prende forma dalle narici. Ogni cosa è in movimento, respira, agisce, popola lo spazio dell’attesa, colma il vuoto dell’assenza: “sedute le scarpe vicino alla sedia, / dimenticano come calzarsi e si lasciano andare”; “il fumo sventra le finestre / nell’urlo per uscire”; “è l’odore del caffè ai bordi dei muri / che striscia verso la cucina”; la ragnatela “sta ferma lì a guardare”. La poetessa partecipa del respiro del reale, lo osserva con curiosità e stupore, coglie l’inconsueto dietro la maschera del già noto, scorge squarci di una realtà nascosta che respira dietro il velo dello sguardo, prima che lei stessa si metta in angolo e si faccia cosa tra le cose, vivendo come “un muro bucato nell’angolo più spesso” e liberi i sensi a percepire “la lingua del cielo sulle braccia”, allarghi lo sguardo per vedere come “il bosco sperpera la sua forma / al vento che s’allontana per trattenerlo”.

da Nella borsa del viandante. Poesia che (r)esiste, a cura di Chiara De Luca

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