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Rocío Biedma, Ciliegie in inverno (anticipazione)

Plegaria

Sakura de dedos elípticos,
fémina deidad de corimbos exactos,
lluvia de pétalos que irrumpes afonías,
intrusa en los inviernos:
déjame contemplarte hoy,
tallando verticilos en la orilla de mi cáliz.

Yema en receso devota de la luz
que clamas piedad a los pájaros del viento,
preservando el tejido de tus vírgenes drupas,
besando tus peciolos ensangrentados:
déjame musitar la lluvia y el rocío,
que aúlla en tus partiduras.

Primera flor rasgada en corolas
que ocultas tu soledad milenaria
en la luz de las estrellas:
perdona que hunda mi mano
en tu costado de madre.

Lado verde que te inclinas
tedioso y febril como un chiquillo,
a los estambres malheridos,
que murmuras la mañana y su delirio:
permíteme unas lágrimas
que broten en la cicatriz
de mi última plegaria.

 

 

 

 

 

Secreto

Ha cerrado el sol los ojos
para no ver la crudeza del invierno,
como un niño
que se oculta asustado
en su silencio.

 

 

 

 

 

Siembra

Plantaré capulines en mi ventana
para que asciendan sus ramas,
arriben jilgueros y libélulas,
surjan flores y cerezas
y siempre sea primavera.

 

 

 

 

 

Renacer

Dejar una puerta mal cerrada,
y todo comienza.

Juan Risueño

Las horas lentas
ondulan el verbo
que se conjuga
en la lengua del poeta
casi rozando el claroscuro.

El silencio reposa
en el diente del miedo.
Mientras, las alas de las lágrimas
se arrugan como celofán.

Hay algas
que me escalan las caderas
arañando a su paso
un renacer cotidiano
en su pánico vertiginoso.

Y es mi voz la que cabalga
y se cuelga de los cerezos.
Y mis labios,
los que se abren cual guinda,
una vez más al universo.

 

 

 

 

 

Antesis

Una vez fui una niña
y me guardé las mañanas de marzo
en las pestañas.

Menos mal,
porque ahora
veo solo primaveras en mi mirada.

Preghiera

Sakura dalle dita ellittiche,
divinità femminile dai corimbi esatti,
pioggia di petali che irrompe afonie,
intrusa negli inverni:
lascia che oggi ti contempli,
intagliando verticilli sull’orlo del mio calice.

Tuorlo in recesso devoto alla luce
che invochi pietà agli uccelli del vento,
preservando il tessuto delle tue vergini drupe,
baciando i tuoi piccìoli insanguinati:
fammi sentire la pioggia e la rugiada,
che ulula nelle tue partiture.

Primo fiore strappato in corolle
che celi la tua solitudine millenaria
nella luce delle stelle:
perdonami se affondo la mano
nel tuo fianco di madre.

Lato verde che ti chini
noioso e febbrile come un bambino,
sugli stami gravemente feriti,
che mormori la mattina e il suo delirio:
consenti che qualche lacrima
mi sbocci sulla cicatrice
dell’ultima preghiera.

 

 

 

 

 

Segreto

Il sole ha chiuso gli occhi
per non vedere l’asprezza dell’inverno,
come un bambino
che si nasconde spaventato
nel suo silenzio.

 

 

 

 

 

Semina

Pianterò boccioli sulla finestra
perché se ne innalzino rami,
giungano libellule e cardellini,
spuntino fiori e ciliegie
e sempre sia primavera.

 

 

 

 

 

Rinascere

Lasciare una porta malchiusa,
e tutto comincia.

Juan Risueño

Le ore lente
fanno ondeggiare il verbo
che si coniuga
nella lingua del poeta
quasi sfiorando il chiaroscuro.

Il silenzio riposa
nel dente della paura.
Mentre, le ali delle lacrime
si raggrinziscono come cellofan.

Ci sono alghe
che mi scalano i fianchi
rigando al loro passaggio
un rinascere quotidiano
nel loro panico vertiginoso.

Ed è la mia voce quella che cavalca
e si attacca ai ciliegi.
E le mie labbra
quelle che si aprono come amarene,
una volta ancora all’universo.

 

 

 

 

 

Antesi

Sono stata una bambina
e ho custodito le mattine di marzo
tra le ciglia.

Per fortuna,
così ora
nei miei occhi vedo solo primavere.

 

 

Collana Encina – Poesia spagnola
Rocío Biedma, Ciliegie d’inverno
Prefazione di José María Lopera
Postfazione di Felipe Sérvulo
Traduzione di Chiara De Luca
ISBN: 978-88-99274-81-8
pp 196, € 15

In uscita per Edizioni Kolibris

Rocío Biedma (Jaén). Fa parte di REME, UNEE, Mujeres Poetas del Mundo, Ateneo Blasco Ibáñez di Valencia, Aliar (Granada), Humanismo Solidario (Siviglia), Mujeres Artistas di Jaén, Grupo Literario Oliversando, etc. È attivista per i diritti umani, la non violenza, la pace e l’uguaglianza, partecipa abitualmente a reading e pesentazioni, e collabora con Diario Jaén e come lettrice di poesie sue e altrui in radio e in televisione. Ha publicado il libro di poesie El vértigo de la libélula con Opera Prima nel 2016. Sue poesie sono state pubblicate in numerose antologie e le sono stati assegnati numerosi premi, tra cui XIX Villa de Mancha Real; V e VII Carta de Amor (Bailén); Tierra Andaluza (Casa de Córdoba y Cultura en Jaén); Dolores Ibarruri (Andújar); VII Certamen Antonio de Jaén (Arjonilla, Jaén);IV Certamen de Poesía Espejos de Agua (Linares); XX Certamen de Poesía Don Pedro de Estopiñan (Valencia).

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