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Rossella Renzi, “Il seme del giorno”

 

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L’Arcolaio, 2015

Una quiete forte e generosa

Una voce esile, ma ferma, tesa nello scandire la vita quotidiana, dove la cifra più intensa è la cura – degli altri e cura di sé – senza ignorare che a pochi passi può celarsi l’abisso. Ma è un abisso che questa voce, la voce poetica di Rossella Renzi, scongiura tessendo il bozzolo di una richiesta continua di senso a ogni gesto, a ogni piega dell’affettività famigliare, dell’amicizia, dell’abitare in un luogo e dello svolgere il lavoro di ogni giorno.
[…]
La cura, dunque, la protezione dell’ambito degli affetti, la misura nella conoscenza, il dare sé stessi con attenzione, non è soltanto la perimetrazione di un mondo, in cui scoprirsi, conoscersi attraverso la propria esperienza del vivere, ma è anche la custodia dell’inatteso, di ciò che può esplodere e illuminare e stravolgere la vita.
[…]
Qui nulla è gridato, la parola è ritrovata, restituita al suo corpo, piantata nella terra del corpo come un seme.

Dalla prefazione di Gian Mario Villalta

 

 

Testi tratti da Il seme del giorno, di Rossella Renzi

 

 

Abbiamo lottato un pomeriggio intero.

Ora tu dormi, io scrivo,

rimetto ordine al mio schianto d’organi

rendo un senso ai tuoi sogni scomposti.

 

Cosa pensi, cosa? Della voce di tua madre,

quando urla, prega, sussurra il tuo nome?

Cosa sente la tua piccola schiena

appoggiata alla mano che trema?

 

Asciughiamo la saliva sul viso,

gli occhi lucidi sul nostro cammino.

 

 

 

 

 

 

 

 

Da qui si vede ogni cosa

il sole il mare le colline brulle,

la linea disegnata all’orizzonte

gli alberi in fila da qui

sono uomini in cammino.

Osservo tra le foglie

il loro procedere ordinato

è solo un lato dello sguardo

teso a seminare la distanza.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ascolta l’avanzare del mattino

viene luce dalle piccole crepe

che si aprono nel muro vicino

tra il tepore e le voci dei bambini.

 

Vado, verso la casa abbandonata

la porta semichiusa e dentro i colori

che nella polvere sono volati.

Vedo, l’ombra celeste dei miei cari.

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi prepari del cibo ogni mattina

e mi baci le palpebre, una per una

nella casa ci sto come un felino

abito i luoghi senza fare rumore.

Poi riposo con te sul tappeto

ci accompagna un odore di pace

tu con cura mi lavi la schiena.

e di nuovo mi dici animale.

 

 

 

 

 

 

 

E’ di uno strano colore il tuo volto

un pezzo di vetro che brilla

come un albero che vacilla.

Mio vero privilegio, quando ti osservo

da questo angolo della terra

vedo cose che cambiano col vento

quando nulla è veramente fermo.

 

 

 

 

 

 

 

Perché novembre schiaccia le ombre

ricuce brandelli come pezzi di foglie.

La volpe è ferita sul fianco

le fiorisce una macchia sul manto.

 

Tienimi le mani nel bianco

nell’ora in cui la luce si piega

il moto dell’acqua che sale

è un’onda che falcia il respiro.

 

Foto di Daniele Ferroni

Foto di Daniele Ferroni

Rossella Renzi vive a Conselice (Ra) dove lavora come insegnante.
Dal 2003 è redattrice di “Argo – Rivista d’esplorazione”, per la quale coordina la rubrica di poesia “Pezzi di vetro”; per la Casa Editrice Kolibris cura il lit blog “Donne in poesia”. Ha collaborato alla realizzazione del blog I Poeti sono vivi, per la Scuola Primaria.
Numerosi sono gli interventi su riviste di critica e letteratura (Graphie, Atelier, La Mosca di Milano, Clandestino, Farepoesia, Land, Le voci della luna).
È tra i curatori del volume L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e in altre lingue minoritarie (Gwynplaine edizioni, Ancona 2014) e di Argo –Annuario 2015. Poesia del nostro tempo (in uscita a settembre 2015).
Ha pubblicato in versi I giorni dell’acqua (L’arcolaio, Forlì 2009) e Il seme del giorno (L’arcolaio, 2015) finalista al Premio Carducci.
È presente in numerose antologie e nel volume I volti delle parole – 65 fotografie di poeti-, a cura del fotografo Daniele Ferroni (Fondazione Tito Balestra, 2014).
In dialogo col musicista Mirco Mungari lavora ad un progetto sulla contaminazione tra parola e suono, intitolato mousikè techne.
Organizza eventi legati alla poesia, laboratori di lettura e scrittura nel suo territorio.

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