Facebook

Tomaso Kemeny

KemenyTomaso Kemeny nasce a Budapest nel 1938 e dal 1948 vive a Milano. Nell’ottobre del 1969, con Ugo Carrega, Raffaele Perrotta, Antonio Agriesti, Alfonso Galasso e Antonino Gasbarri costituisce il centro suolo, in via G.B. Morgagni 35 a Milano, per la ricerca e la diffusione della poesia avanzata. In un’epoca in cui la poesia veniva percepita come una lingua morta, la vita e l’attività del centro furono motivate come segue:

“a noi interessa che qui al nostro centro si parli di poesia:
a noi interessa stimolare l’interesse verso la poesia:
a noi interessa che i problemi della realtà vengano fuori dalla poesia:
a noi interessa allargare l’idea stessa di poesia:
a noi interessa fare sapere che la poesia non è morta e
ci interessa farla uscire dal nostro centro”

Come prima manifestazione ha creduto che un omaggio a Ezra Pound (30 0ttobre-10 novembre 1969), in occasione del suo 84esimo compleanno, fosse il più esemplare di questi interessi. Negli anni 1974-1975, con Nanni Cagnone, presso la Galleria “Il Mercato del Sale” di Milano, attiva i pomeriggi della Pratica della lettura, con reading alternati al commento di memorabili testi poetici. Con Cesare Viviani, negli anni 1978  e 1979, presso il Club Turati di Milano, organizza i due seminari sul “Movimento della poesia italiana negli anni ‘70”, richiamando l’attenzione sui lavori in corso e accendendo il dibattito su una sorprendente varietà di posizioni. Nel 1988, in un mondo troppo sensibile alle istanze del Brutto, con Mario Baudino, Giuseppe Conte, Rosita Copioli, Roberto Mussapi e Stefano Zecchi, celebra la Nascita delle Grazie a Riccione e poi a Milano, discutendo le 19 Tesi sulla vita della bellezza con lo scopo di rigenerare i valori fondanti la sfera dell’umano. Il 1° ottobre del 1994, come azione dimostrativa, si pone alla testa di un “commando poetico” lombardo (tra i cui componenti si ricorda il contributo significativo di Adelio Valtorta) e interagendo con un commando ligure guidato da Giuseppe Conte, occupa la Chiesa di S. Croce a Firenze per recitare i Sepolcri davanti alla tomba di Ugo Foscolo dopo avere eseguito performances e pronunciato discorsi a difesa della poesia sul sagrato. Si riportano le 11 “parole d’ordine” da lui vergate per il “commando” lombardo:

  1. Affidarsi, senza riserve, alla potenza dell’immaginazione creatrice.
  2. Eleggere S. Croce a centro cosmico della rinascita della bellezza e dell’arte.
  3. Affermare la verità della poesia e dell’arte con un gesto inconfutabile.
  4. Azzerare la corrotta vecchiaia del mondo.
  5. Sfidare l’arroganza delle spettacolarizzazioni plebee e televisive.
  6. Aprire il cuore del tempo dissacrato a un raggio di bellezza.
  7. Opporsi alla cecità delle forze che avvelenano l’aria, l’acqua e la terra.
  8. Dire addio ai vezzi dell’apparenza per affrontare gli abissi dell’essere.
  9. Mantenere elevato il costo della poesia: per essere scritta richiede tutto l’universo nel suo splendore, tutta la vita nella sua urgenza inarrestabile.
  10. Ritornare al caos sublime per fare rigermogliare le figure del tempo.
  11. Essere pronti allo scontro fisico con chi vuole cancellare le Muse.

Il 21 gennaio del 1995, al Teatro Filodrammatici di Milano, con Giuseppe Conte e Stefano Zecchi ispira la fondazione del Movimento Internazionale Mitomodernista, partecipando a Festival Mitomodernisti ad Alassio, Bergamo, Heidelberg e South Carolina, allestendo rituali per l’accoglienza della Primavera, il primo dei quali avvenendo a Pavia sul Ticino, il 21 marzo del 1995. Nell’autunno del 2005, con Giancarlo Majorino, Maurizio Cucchi, Alda Merini, Roberto Mussapi, Cesare Viviani, Vivian Lamarque e Antonio Riccardi fonda la “Casa della Poesia” di Milano, l’assessore Stefano Zecchi assegnando la Palazzina Liberty, in largo Marinai d’Italia, come sede.

Bibliografia

1. OPERE

a. Scritti biografici e pseudobiografici

Il ritorno, Lettera Internazionale, 22, Autunno 1989
Un giorno a Budapest una donna, Vanity Fair, 2, VII, 1990
Sulle orme di Dracula, madame Class, IX, 1999
Davanti alla sfinge del presente, Il gallo silvestre, 11, 1999
La mia vita per immagini, Steve 33, Edizioni il Laboratorio, XII, 2007


b. Libri di Poesia

Suspense estensive o intensive, il periplo, Milano,1969
quando, tool edizioni, Milano, 1970
urlando sodomia, e.r. sampietro editore, Bologna,1971
The Hired Killer’s Glove – Il guanto del sicario, Out of London Press, New York-Norristown-Milano, 1976
Qualità di tempo, Società di Poesia-Guanda, Milano,1981
Recitativi in rosso porpora, Campanotto, Udine,1989
Il libro dell’angelo, Guanda, Parma,1991
Melody, Marcos y Marcos, Milano, 1998
La rima non scalda, Dialogolibri, Olgiate Comasco, 2000
Desirée, Lietocollelibri, Faloppio, 2002
Se il mondo non finisce, quaderni del circolo degli artisti di Faenza, 2004
La Transilvania liberata, Effigie, Milano, 2005 (segue trad. ungherese e tedesca)
Erdély aranypora, traduzione in ungherese di E. Szkàrosi, a Dunànàl, IJK, Budapest-Kolozsvàr, 2005
La morte è un’altra cosa, ETS edizioni, Pisa, 2007
Seme oscuro, Edizioni Pulcinoelefante, Osnago, 2008
Mostra Floreani e di T.K., Paesaggi immaginari, a cura di L. Conti, Poliart, Sorvoli, quaderni
D’arte e di poesia. Milano, 2010
A vìzözön mondja, Vàlogatott versek, traduzione in ungherese di E. Szkàrosi, Magyar Muhely Kiadò, Budapst, 2011
Poemetto gastronomico e altri nutrimenti, Jaca Book, Milano, 2012
Quarantacinque poesi 1952-1961, Nomos Edizioni, Busto Arsizio, 2012
Jenseits des Wälder, Episches Traumgedicht, traduzione tedesca di A. Staude, Pop Verlag, Ludwigsburg, 2013

Una scintilla d’oro a Castiglione Olona e altre poesie, Effigie, Milano, 2014

c. Antologizzazioni della poesia e inclusioni

A cura di Thall, con Raffaele Perrotta e Alessandro Casiccia, s.e., Milano, 1968Lotta poetica 11
a cura di Sarenco e Paul de Vree, Edizioni Amadulo, Milanino sul Garda, aprile  1972
Poesia degli anni settanta, a cura di A. Porta, prefazione di E. Siciliano, Feltrinelli, Milano, 1979
Poesia della voce e del corpo, a cura di M. Ambrosio e F. Piemontese, Libreria Tullio Pironti, Napoli, 1981
Poesia italiana oggi, a cura di M. Lunetta, Newton Compton, Roma, 1981
Poesia erotica italiana del novecento, a cura di C. Villa, Newton Compton, Roma, 1981
Follia nomina, il nome taciuto, a cura di C. Ruffato e L. Troisio, Tralli editore, Bologna, 1981
Italian Poetry, 1960-198O: from Neo to Post- Avantgarde, edited by A. Spatola e P. Vangelisti, Invisible City, 2, San Francisco & Los Angeles, 1982
Poeti italiani degli ultimi anni, a cura di A. Spatola, la battana, 1982
Due volte aprile, a cura di S. Coppini, Comune di Prato, 1985
L’anno di poesia, 1986, a cura di R. Mussapi, Jaca Book, Milano, 1986
Almanacco dello Specchio, 12, a cura di M. Forti, Mondadori, Milano, 1986
Quaderni “Terra del fuoco”, a cura di C. Lubrano, Napoli, 1986
Poetica mente milano, a cura di A. Porta e G. Raboni, Rizzardi ed., Milano, 1989.
Veinticinco anos de poesia en Italia (De la neovanguardia a nuestros dias), a cura di J. Castro e E. Coco, Cordoba, 1990
Roberto Ciaccio, by Beringhelli Germano, Kemeny Tomaso, Pontiggia Elena Bellasi Pietro and Ciaccio Roberto, Arnoldo Mondadori Arte, Milano 1991
Ragioni e canoni del corpo, a cura di Luciano Troisio, terziaria,1990
Une autre antologie, Première Biennale Internationale Val-de-Marne, a cura di H. Deluy, Fourbis, Paris, 1992
Poesia italiana del Novecento, a cura di E. Krumm e T. Rossi, Skira ed., Milano, 1995
La poesia al centro dell’universo, a cura di L. Scandroglio, Canizzi, 1996
Italian Poetry Festival, The Scottish Connection, Edinburgh, 1999
Spiritualismo/erotismo, La questione romantica, n. 9, Liguori Editore, autunno 2000
El fuego y las brasas, poesia italiana contemporanea, a cura E. Coco, Sial ediciones, 2001
Poeti per Milano, una città in versi, a cura di A. Gaccione, viennepierre ed., Milano, 2002
Proceedings of a festival of italian poetry and esoteric studies, The College of Charleston, edited by M. Maggiari, Agorà edizioni, La Spezia, 2003
The Waters of Hermes, Poetry&Shamanism, La Finestra, Trento, 2004
Parliamo di fiori, a cura di V. Guarracino, Zanetto editore, Montichiari, 2005
The Waters of Hermes, Poetry&Wisdom, La Finestra, Trento, 2006
Inspired by Byron, Shenker Culture Club, Roma, 2007
Matrix, Die tiefen Gezeiten“ Einleitung zum Mitomdernismo, Die Dichter dieser Welt, Pop Verlag, Heidelberg, 2007
Poeti ungheresi e la rivoluzione del 1956, a cura di P. Sarkozy e P. Tellina, Casa Ed. Università La Sapienza, Roma, 2007
“Com’api armoniose”, a cura di S. Boccardi, Vallecchi, 2008
Il corpo segreto. Corpo ed Eros nella poesia maschile, a cura di Luigi Cannillo, Lieto Colle, Milano, 2008
Poesia y pensamiento poético, Serta, Revista Iberoromànica 10, Uned, Madrid, “2008/2009, pp. 448-453
Pollockiana, a cura di F. T. Brunozzi, Torino Poesia, Torino, 2009
L’aura, ne La Poesia del Kalevala, Edizioni d’arte Félix Fénéon, Ravo di Puglia, 2009
Enzo Nenci, Il linguaggio della scultura, Quarantotto poeti per Enzo Nenci, Publi Paolini, Mantova, 2009
Tomaso Kemeny, Tre Poesie, Tracce Cahiers d’Art, n.11, 2009
Argonauti nel Golfo di Afrodite, a cura di Angelo Tonelli, Arcipelago Edizioni, Milano, 2010
Tomaso Kemeny, “Sulla frontiera del nulla”, Flussidiversi, 3, Caorle, 28-30.5, 2010
Poesie in Europa 2010, Europaisches Festival der Poesie, Vienna, a cura di  Dante Marianacci e Robert Huez, Italienisches Kulturinstitut&Literaturhaus, Wien, 2010
L’impoetico mafioso, Antologia di poesia per la legalità e per la responsabilità sociale in ricordo di Angelo Vassallo, a cura di Gianmario Lucini, Edizioni CFR, Piateda, 2010
Carovana dei versi poesia in azione, Abrigliasciolta, Varese, 2011
Animalidiversi, Antologia di poesie contemporanee sugli animali, a cura di E. Guerracino, Nomos Edizioni, Busto Arsizio, 2011
Poeti, a cura del pittore Beppe Mecconi, GD Baudone, Sarzana, 2011
Almanacco dello Specchio 2010-2011, Mondadori, Milano, 2011
Tomaso Kemeny, “Ebdomadario rapsodico”, Il primo amore, Giornale di sconfinamento, n. 4, Effigie edizioni, Pavia, ottobre 2013
Tomaso Kemeny, “Il poeta è un morto che cammina?”, Poesia, n. 285, Milano, settembre 2013
Poésie pour la Syrie – Le Pays est une pâle frontière, Anthologie solidaire initiée par Khal Torabully, janvier 2014
Tomaso Kemeny, “L’amore della vita senza argini in casa Shelley”, in Poesia mito modernista oggi per un nuovo romanticismo, a cura di Flaminio Biagi e Massimo Maggiari, Edizioni Antonio Attini??, Torino, 2014
Orizzonti culturali italo-romeni, Rivista interculturale bilingue, n. 3, marzo 2014

d. Prose

Don Giovanni innamorato, Es, Biblioteca dell’Eros, Milano, 2003
“Natale 1944”, in Canti di Natale, a cura di A. Baruzzi, i quaderni del circolo degli artisti, Faenza, 2005
Verri?=

e. Testo drammatico

La Festa di Dioniso, un dramma-lampo mitomodernista,in retorica ftm, Istituto di Skriptura, Bruxelles, 28, IV, 1998

f. Mostre d’arte e/o di poesia visiva

Vincenzo Accame, Scrittura Visuale, Galleria d’Arte Moderna “Arte Verso”, Genes 1974
Mostra di Roberto Ciaccio, Mondadori, Milano, 1991
Hortus clausus, luoghi di arte e natura, opere di Abby Leigh, fotografie di Jean-Christophe Ballot, Sabbioneta, ottobre 1999
B. Pancino, Corrosions, ex position à l’Orangerie des Musées de Sens, Bourgogne, 2008

2. TRADUZIONI E SULLA TRADUZIONE

a. Traduzioni

Testi di Friedrich Schiller, William Wordsworth, Ady Endre, André Breton e Dylan Thomas, in La lirica d’Occidente, dagli Inni Omerici al Novecento, a cura di Giuseppe Conte, Guanda Editore, Parma, 1990
Notturno (55 a.C.- 1992), testi scelti e tradotti di Ady Endre, Stéphane Mallarmé, Filodemo da Gàdara, William Wordworth, Vincente Aleixandre, Johann Wolfgang Goethe e Ovidio, con un’acquaforte di Mimmo Paladino, Edizioni Rizzardi, Milano, 1992
Byron, Opere scelte, traduzione e curatela, Mondadori, Milano, 1993
Ch. Marlowe, Ero e Leandro, con un’opera di Michelangelo Pistoletto, Edizioni Rizzardi, Milano, 1994
“Inverno ungherese” di Ady Endre, in Poesia della traduzione, a cura di Alberto Bretoni e Alberto Cappi, Comune di Mantova, Archivio della Poesia del ‘900, editoriale sometti, Mantova, 1999, pp. 8297
Kosztolànyi Dezso, 40 Poesie, RS, Rivista di Studi Ungheresi, III, Università la Sapienza, Roma, 2004, pp. 37-51
Attila Jòzsef, Poesie scelte, Lithos, Accademia d’Ungheria, Roma, 2005 (Premio speciale per la traduzione G. Acerbi, 2006)
Attila Jòzsef,  Il mendicante di bellezza, con 7 dipinti di pittori ungheresi, il Faggio, Milano, 2008
Yang Lian, La bellezza tirannica della forma erosa, 6 poesie, Arcipelago edizioni, Milano, 2008
Szöcs Géza, Parola di pellerossa per radio, Casa della Poesia Milano, Mercutio Budapest, 2008
Byron, Opere scelte, I Grandi Poeti, Il Sole 24 Ore, Milano, giugno 2008
“Vari Poeti Ungheresi Contemporanei volti in Italiano”, in I gemellaggi della poesia, Balatonfured-Arpino-Vienna, Fondazione Salvatore Quasimodo, Istituto di Cultura Italiano di Vienna, Fondazione Mastroianni, Balatonfured 2010

b. Sulla traduzione

“Nel labirinto del verso” in Congenialità e Traduzione, a cura di Paola Carbone, Mimesis, Milano, 1998, pp. 49-68
“In Defence of Humanism” in Roberto Sanesi e l’arte del tradurre (a cura di T.K.), Supplemento a Il Confronto Letterario, 39, Schena editore, Fasano di Puglia, 2003, pp. 3152
“Il verso del traduttore” in Le varianti del traduttore (a cura di T.K. e Elena Montagna), Supplemento a Il Confronto Letterario, 41, Scena editore, Fasano di Puglia, 2004, pp. 1120
Il mosaico del traduttore, in RSU, Rivista di studi ungheresi, IV, La Sapienza ed., Roma, 2005
Charles Olson, All things stand out against the sky, in Traduzionetradizione, 4, Edizioni Nuove Scritture, Milano, aprile 2009, pp. 48-55

Tomaso Kemeny, 11 tesi per la pratica della traduzione

  1. Ogni testo originale risulta da una serie di scelte compositive irripetibili e non è quindi parafrasabile
  2. La traduzione risulta dalla lotta coll’originale e può giungere a risultati felici solo se l’originale è congeniale al traduttore.
  3. Essendo il lessico, la sintassi, gli accenti, i ritmi e le connotazioni letterarie culturali diverse in ogni universo linguistico(o semiosfera), non si potrà mai trasferire l’originale tale e quale in una lingua altra.
  4. Il testo da tradurre va sradicato dal suo splendore originale e trapiantato in un campo semantico e culturale altro.
  5. L’eccessiva fedeltà ai significanti originali va a discapito del significato del testo.
  6. La traduzione felice richiede un compromesso tra la fedeltà all’originale e le esigenze della propria lingua.
  7. L’equivalenza non può essere ottenuta parola per parola, ma nella tensione complessiva della struttura testuale.
  8. E’ quindi necessario ottenere un nuovo equilibrio tra il piano dell’espressione e il piano del contenuto per trovare uno stile, perché la trasposizione nella lingua standard non finisca per banalizzare l’originale, dissanguandolo.
  9. La lotta coll’originale permette al traduttore di approfondire le possibilità della propria lingua.
  10. Lo statuto ontologico della poesia originale è diverso da quello del testo tradotto è per questo che il testo tradotto non gode dell’inalterabilità dell’originale.

11. Ogni traduzione richiede di essere sperimentale.

3. RITRATTI E AUTORITRATTI

T. Pericoli e E. Pirella, Tutti da Fulvia sabato sera, Corriere della Sera, 29, V, 1977
Introduzione all’impromptu dialogico con il Chesire Cat, Un’Ambigua Utopia, 9, II trimestre 1982
Foto B. Ginammi, Lo sguardo del poeta, Corriere 7, XI, 1991
M. Parma, I segreti di una piccola città, Longanesi, Milano,1992
1986- 1996, i magnifici nove poeti di Class, Class, XII, 1996
I poeti oggi, dove vivono, cosa pensano, cosa sognano, Specchio della Stampa, 14, IX, 1996
S. Cortés, Testi di M. Lecomte, Luoghi poetici, Loggia de’ Lanzi editore, Firenze, IX, 1996
U. Galimberti, Privati del Privato, Repubblica delle Donne, 5, 18, IX, 1997
R. B. Maniscalchi, Ritratti di versi, Pietro Chiega editore, Firenze,VII, 2000
Tomaso Kemeny, Chi nega il male ne è complice, Class, 207, VII, 2003
P. Sárközy, La migrazione – La letteratura ungherese “in migrazione’, in Neohelicon, Volume 31, n. 1, Roma, 2004
R. Barbolini, Sei un fico? Vai a Budapest, Panorama, 22, VI, 2006
O. Kaiser, Hatàrtalan Irodalom, Alexandra, Budapest, 2006
G. Mura, La parola il ritratto, Aragno,Torino, 2006
Sandro Gros-Pietro, intervista a Tomaso Kemeny, seguita da una scelta di poesie, in Vernice, rivista di formazione e cultura, n. 36, Genesi Editrice, Torino, 2007
Tomaso Kemeny, Titkos hang, Napùt, 2008
Giuseppe Conte, in Viaggio sentimentale in Liguria,”Magie di luce ad Alassio”, pp.48-49, Philobiblion Edizioni, Ventimiglia 2010
Marco Nereo Rotelli, in Poetry, Rotonda della Besana, Milano, 19 luglio-25 settembre 2010
Beppe Mecconi, al Golfo dei poeti, Tellaro, 21 agosto-21 settembre, 2010

4. CURATELE

 

A cura di U. Carrega e T. K., cardioline, bollettino tool, 3 Milano, 17, X, 1970
A cura di T. K. e C. Viviani, Il movimento della poesia italiana negli anni ’70, Dedalolibri, Bari, 1979
A cura di T. K. e C. Viviani, Il movimento della nuova poesia italiana, Guida Editori, Napoli, 1980
A cura di T. K., Seminario sull’opera di William Blake, La Nuova Italia Editrice, Firenze, 1983
A cura di A. G. Ramat e T. K., Linguaggi letterari e metalinguaggi critici, La Nuova Italia Editrice, Firenze, 1984
A cura di T. K. e E. C. Ramusino, Dicibilità del sublime, Campanotto, Udine, 1990
A cura di L. Guerra e T. K., Dylan Thomas, a ottant’anni dalla nascita,(1914- 1994), Campanotto Anglistica, Pasian di Prato, 1994
A cura di G. Conte, T. K., S. Zecchi, Almanacco del Mitomodernismo 2000, Assessorato alla Cultura, Alassio, 2000
A cura di T. K., Le Avventure della Bellezza, 1988 -2008, Arcipelago Edizioni, Milano, 2009
A cura di T. K., André Breton poeta massimo. Quando le parole smettono di comunicare e fanno l’amore, con il contributo “La fugue dans l’archet” di Fabrice Pascaud. In appendice Adele Succetti, “Surrealismo e psicoanalisi”, Arcipelago Edizioni, Milano, 2010
A cura di T. K., Chi ha paura della bellezza?, Arcipelago Edizioni, Milano, 2010
A cura di T. K., L’Italia unita nella Bellezza, 17 marzo 1861-17 marzo 2011, Arcipelago Edizioni, Milano, 2011

5. ANGLISTICA E POETICA

 

a. Saggi

T. K., La poesia di Dylan Thomas, Cooperativa Scrittori, Roma, 1976
T. K., La sperimentazione, la graduale dissociazione del discorso, il contraddittorio recupero della tradizione nell’opera di James Joyce, Cooperativa Libraria, I.U.L.M., Milano, 1978
T. K., Viaggio in margine della castità e della somiglianza, in Viaggio in Russia, Alice nel bagaglio del reverendo Dodgson, edizioni L’Erba Voglio, Milano, 1980
T. K., Il mito dell’oggettività, in AA.VV, Letture parallele di ‘An Encounter’, Cooperativa Libraria, I.U.L.M., Milano, 1980
T. K., Towards a segmentation of the Dramatic Text, Poetics today, vol.2, n. 3, Jerusalem, Spring 1981
T. K., Sulla ‘pratica della lettura’, in Pubblico e Poesia, a cura di V. Guarracino, Atti del 13° Autunno Musicale di Como, 1983
T. K., Parola e immagine nella scrittura poetica, in Metodologia Critica e Testi Letterari, L.E.N.D., Pavia, 1984
T. K., L. Guerra e A. Baldry, Letteratura e seduzione & discourse analysis, Atti del VI Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Anglistica, Pavia 22-23-24 ottobre 1983, Schena Editore, Fasano, 1984
T. K., James Joyce, Fragment or Coherence?, in James Joyce Conference, Philadelphia,1985
T. K. e G. Sasso, La struttura anagrammatica dell’infinito, in Fonè, la voce e la traccia, La Casa Usher, Firenze, 1985
T. K., Il senso della problematica in ‘the Rhyme’ di S. T. Coleridge, Materiali Filosofici,13, Franco Angeli, Milano, 1985
T. K., Designazioni dell’evento. Condizioni del ‘sapere fare’ e del ‘sapere ascoltare’in poesia, in Autografo, vol. II, n. 6, Edizioni Intrapresa, Milano, ottobre 1985
T. K., Desire without Event: the Connotative Function of Images in Dubliners, in Il Confronto Letterario, 6, Schena Editore, Fasano di Puglia,1986
T. K., Keynote Address. Experimentum ex Verbo or Joyce Without a Mirror, in Myriad minded Man, ed by r.m. bosinelli, p. pugliatti, r. zacchi, C.L.U.E.B., Bologna, 1986
T. K., Postfazione a  S. T. Coleridge, Passione Poetica, Se, Milano, 1986
T. K., Introduzione a Thomas E. Hulme, Poesia, Amadeus, Maser, 1987
C. Segre with the collaboration of T. K., Introduction to the Analysis of the Literary Text, Indiana University Press, Bloomington &Indianapolis, 1988
T. K., Il cielo abita nell’istante, in Tradizioni della poesia contemporanea, a cura di R. Copioli, L’altro versante, Roma, 1988
T. K., Joyce e Wagner, in Forme del simbolo, a cura di S. Zecchi, Estetica, il Mulino, Bologna, 1992
T. K., Solitudini periodiche e solitudini senza ritorno, in Solitudini, a cura di G. Martignoni, Alice, Cantone Ticino, 1995
T. K., in Per la Poesia tra Novecento e Nuovo Millennio, San Paolo, Milano, 1997
T. K., Lampi di poetica, in La questione Romantica, Liguori editore, Napoli, 1997
T. K. e F. Papi, Dialogo sulla poesia, Ibis, Pavia, 1997
T. K., Intervento, in Poeti al cinema, a cura di A. Moscaniello, Pitagora Editore, Bologna,1998
T. K., Fight for beauty!, In Fare Anima, ed. Studio d’Autore, II, n. 3, 1999
T. K., Introduzione alla metafisica dell’indimenticabile: Shakespeare e Marlowe, Testuale, 25, Milano,1998
T. K., Come leggere i Vittoriani?, Ibis, Pavia, 2000
T. K., L’arte di non morire, Campanotto Anglistica, Pasian di Prato, 2000
T. K., Lewis Carroll, Viaggio in Russia (trad. e note di L. Guerra), Ibis, Pavia, 2001
T. K., Ezra Pound, il formato locho, in Ezra Pound nel trentennale della morte, Aurora, Vicenza, 2002
T. K., Nei labirinti della demitizzazione, in Soglie, VI, n. 3, Pisa, 2004
T. K.,

 

 

T.K.

T.K.

 

.

W. Scott and Melodrama, in The Languages of Performance in British Romanticism, Ed. L. Crisafulli and C. Pietropoli, Peter Lang, London – New York, 2008

Le avventure della bellezza, in Steve 35, II semestre, 2008

Un incontro fra Poesia e Filosofia in tre movimenti, in “Tavola rotonda: Poesia e Filosofia” a cura di Donatella Bisutti, Poesia e Spiritualità, Anno III, n.5, Passagem Sem Guarda Ed., 2010, pp.35-41.

b. Tomaso Kemeny – La scrittura poetica dell’uomo creatore

 

   Oggi si assiste alla mutazione rivoluzionaria che porta l’uomo dalla condizione di “homo faber” a quella di “homo creator” . Oggi l’uomo non si limita a trasformare la natura in modo da renderla abitabile, ma è in grado di mutare le stesse leggi della natura aprendo a un futuro imprevedibile.

   Se è vero che per la propria carenza istintuale originaria, l’uomo si è differenziato dalle altre bestie determinando le condizioni necessarie al mantenimento e riproduzione della propria vita, è anche vero che l’uomo ha sconfinato, per faustiano desiderio di onnipotenza e per freudiana pulsione di morte, ha sconfinato dalla propria Signoria Prometeica per assoggettarsi alla logica strumentale dell’utile immediato elevando come “fine” non la propria sopravvivenza felice, ma la tecnica produttiva in sé e per sé , divenendo prigioniero di un mondo di prodotti-cose, percepite come “oggetto di desiderio”, di un mondo da lui stesso costruito.

   Così, oggi, l’uomo è allo stesso tempo Signore e Schiavo dell’ Apocalisse che è in grado di procurare progressivamente (con  inquinamenti di vario tipo) o di scatenare con l’energia atomica in forma di bombe o di occasionali incidenti.

   Nel contesto potenzialmente drammatico di società patogene globalizzate, nel contesto di condizionamenti istituzionali, politici e materiali, la scrittura poetica ha l’occasione di manifestarsi oggi  come valore di verità attraverso una bellezza insubordinata a cui consacrare il linguaggio creativo, ponendolo al sicuro dalla dissoluzione decisiva e dalla disgregazione del “parlar materno”.

   Sappiamo come nella storia dell’uomo la Verità, intesa come assoluta, ha eretto roghi, col filo spinato ha delimitato luoghi per lo sterminio etnico e ideologico, affogando le vittime nel fango della menzogna e del disprezzo. Verità e menzogna, unite in nozze inscindibili, hanno falsato il rapporto delle persone tra di loro e con se stesse, con la società alle forme storiche del potere.

   In modo mirabile, a chiusura della sua “La Repubblica”, Platone ci suggerisce che solo il mito può indicare come l’uomo può realizzare la sua intima natura. Er, caduto in battaglia, risuscita sul rogo e narra ciò che ha visto nell’aldilà. Mille anni dopo la propria morte, giusti e ingiusti si ritrovano a scegliere il proprio demone guardiano. Prima di tornare reincarnati sulla terra, bevono delle acque della dimenticanza dell’Amalete, obliando così la scelta perpetrata. Il mito indica il soprasenso necessario per potere costruire ognuno la propria vita, e questo permanendo fedeli  e in perpetua ricerca del proprio demone (pur ignorandone l’essenza).

   In questa epoca in cui l’uomo è diventato “homo creator”, epoca in cui è in questione non solo la sopravvivenza di un singolo, ma la stessa sopravvivenza dell’umanità, la globalizzazione massificata trasforma le persone e le nazioni in burattini manovrati dalla ragione economico-finanziaria, la bellezza insubordinata è nutrimento essenziale per la costruzione di individualità autonome irripetibili, fedeli al proprio “demone” originario, “bellezza” nutrimento atto a liberarci da una situazione estraniante e dalla convinzione di non avere più un “futuro”.

   In particolare la poesia “ERoica” può manifestare la fiducia in se stessi tale da spingere le persone ad agire secondo uno stile esemplare per preservare la vita altrui e della umana comunità. La poesia “ERetica” aiuta a perseguire la ricerca di una trascendenza non dogmatica.

La poesia “ERotica” a scoraggiare la brutale libidine pornografica per tracciare i sentieri che rapiscono la persona desiderata-amata nelle dimensioni del sacro e del cosmico.

   Tutte le vie di salvezza simbolica portano verso una futura “bellezza insubordinata”. “Fight for beauty”.

6. INTERVISTE E PREMI

Milano capitale dei ‘reading’di poesia, a cura di F. Ravizza, la Repubblica, 3 luglio 1981
Ungheria, tra nazionalismo e Europa, a cura di D. Manera, Panorama,18.2.1990
10 perle che solo un poeta può regalarti, a cura di T. Flammini, Class, 207, luglio 2003
La mia Transilvania liberata, a cura di S. Veca, in Socrate al caffè, 13.ottobre. 2005
Poesia e tempo del mito, a cura di G. Lacchin, in Il tempo della città, Comune di Milano, 2010
Milano nei ricordi d’autore: dal San Francesco di Kemeny al tram della Piccolo le memorie di infanzia di artisti e poeti dal dopoguerra a oggi, Massimo Piccaluga, il Giornale, martedì 11 maggio 2010
Premio Letterario Giuseppe Acerbi, Premio speciale per la traduzione di Jozsef Attila (ed Accademia Ungheria 2006) Castel Goffredo 11 Novembre 2006
Premio Hofburg (Vienna) per La Transilvania liberata, poema epico onirico, effigie edizioni, Milano 2005 (trad. in ungherese di Szkàrosi Endre “Erdély aranypora”, IJKJ, Arad, 2005)
Premio Letterario Internazionale “Rodolfo Valentino-Sogni a occhi aperti” Per “Sei sospiri per Leda”, testo inedito, Torino, 12 febbraio 2011

7. RICERCHE PARTICOLARI

a. Saggi

T. K., La scrittura scenica, in Come comunica il teatro: dal testo alla scena, a cura di A. Serpieri, il Formichiere, Milano, 1978
T. K., Sui confini del nonsense, in La comunicazione spiritosa. Il motto di spirito da Freud ad oggi, a cura di F. Fornari, Sansoni, Firenze, 1982
T. K., On beauty, in Il Confronto Letterario,7, Schena Editore, Fasano di Puglia, 1987
T. K., Il formato locho e l’ex-tasis, in Il pensiero neo-antico, a cura di M. Perniola, Associazione culturale Mimesis, Milano, 1995
T. K., Dell’eccesso e della grandezza nella tragedia shakespeariana, in Tradurre/Interpretare Amleto, a cura di G. Restivo e F. Crivelli, Clueb, Bologna, 2002
T. K., Il frammento e i limiti dell’interpretazione, in Many voiced fountains, a cura di M. Curreli e F. Ciampi, Ets, Pisa, 2003
T. K., Nomadismo babelico, in Tra le lingue, a cura di S. Bianco, R. Francavilla e A. Prete, Manni Editore, Lecce, 2003
T. K., “The wren, the wren was caught in the furze”: annotazioni in margine a poetiche note, in Confronto letterario, 41, Schena Editore, Fasano di Puglia, 2004
T. K., “Si può catturare la cometa di Jòzsef Attila?” in Quaderni del premio letterario Acerbi, Letteratura dell’Ungheria, Fiorini, Verona, 2006, pp188-191
T. K., “55° Anniversario della Rivoluzione Ungherese: Il desiderio di
libertà nella letteratura ungherese”, in L’arrivista – Quaderni democratici,  n. 2, Limina Mentis, Monza, 2012

b. Tomaso Kemeny, Libertà

 La morfologia specifica del discorso poetico esige l’assoluta manifestazione del pensiero creativo ispirato. Al di là delle categorie di “conformismo” e “anticonformismo”, del “consenso” e del “dissenso”, il poeta deve sempre seguire il canto delle Muse che non cesserà di risuonare nelle profondità intime del poeta-artista finché vi saranno civiltà degne di questo nome: la voce che origina dalle Muse sospende il flusso del tempo, cancella lo spazio in cui si trova l’ascoltatore primo e privilegiato perché egli possa sentire quella terrifica e dilettevole certezza che lo porta a superare la “gloria” effimera delle alienanti voci e forze storiche, necessariamente di parte, o comunque guidate e tendenti dall’utile immediato.
Se il poeta, che come materiale ha a disposizione parole stuprate dall’uso comune, troverà il coraggio di affrontare l’esilio, storicamente imposto alle Muse, sarà allora colui che avrà il privilegio di attraversare il deserto; senza rimpianti sordo al clamore sociale e mediatico, potrà giungere all’oasi dove i lampi dell’immaginazione gli faranno ritrovare il sentiero che porta alla dimora delle Muse favorendo il ritorno della voce delle Muse nell’anima dei lettori.
Raramente avviene che il canto si liberi dell’evidenza del lavoro poetico. Ma in quei rari attimi è festa grande e si assiste alla fusione del cielo e della terra quando il poeta riesce a fare rifulgere la bellezza che supera e cancella ogni eco di artificio e il poeta nomade riesce a compiere il transito che transumana la sua voce.
Potrà allora guidare il lettore ad attraversare il proprio deserto epocale interiore. Al ritorno dal deserto gli uomini sapranno superare l’amore di sé impregnato da condizionamenti storico-culturali e con timore e speranza sapranno accostare il destino etico-sociale e cosmico degli uomini liberati.
È essenziale che tutti i paesi e ogni epoca e lingua abbia almeno un poeta perché la collettività non perda la percezione di un’identità di assoluta dignità e perché la lingua madre massacrata dalle prevalenti forze storico-culturali, rinasca  in quella bellezza formante che sia la difesa dello splendore civile.
Oggi, la vita dominata da necessità tecnologico-burocratico-finanziarie costringe alla libertà in poesia e nelle arti secondo un ruolo titanico, quello che difende nel mondo l’energia dell’immaginazione. Se l’immaginazione creativa trasfigura i materiali adoperati in formazioni necessarie, è l’energia immaginativa che permette agli uomini di sentire a quale distanza si trovano dalla felicità e li orienta, al di là della complessità del molteplice, verso le differenze, a volte ambigue e problematiche che permettono di distinguere senza preconcetti il “bene” dal “male” nel contesto storico-sociale dato.
È la facoltà immaginativa universale a permettere di cogliere la bellezza evocata dalla poesia e dalle arti, visione che rende consapevoli di chi siamo e chi vorremmo essere, in che mondo viviamo e in che mondo vorremmo abitare.
Se la poesia non muta il mondo, essa orienta l’energia immaginativa dei suoi cultori. In un mondo dominato dalla ferocia competitiva, dal saccheggio delle risorse naturali e minacciato dall’estinzione della stessa vita, la visione offerta dalla vera poesia non è per nulla seconda alle verità proposte dalle scienze. Ecco, appare scandaloso accettare il ruolo marginale attribuito oggi alla poesia. Questo equivale alla rinuncia alla libertà dell’immaginazione creativa e invita all’insubordinazione del “brutto” e dell’immorale che governano il mondo.

8. SAGGI, RECENSIONI E NOTE SULLA POESIA E SULLE AZIONI POETICHE DI TOMASO KEMENY

M. Perfetti, Un frammento epico di T. Kemeny, Corriere del Giorno, 26 febbraio, 1972
C. H. D. Whiney, Il guanto del sicario, Chelsea Review, 1976
E. Pagliarani, Poesia tra avanguardia e retroguardia, Periodo Ipotetico,10/11, Cooperativa Scrittori, gennaio 1977.
D. Bromige, Kemeny’s’The Hired Killer’s Glove, The American Book Review, vol.1,               n.1, XII, 1977
G. Gramigna, Ecco la classe ’70: è proprio di ferro?, Corriere della Sera, 8, IV, 1978
M. Cucchi, Scrivere versi negli anni ’70, l’Unità, 9, IV, 1978
A. Porta, Una nuova esperienza poetica, Giorno Libri, 20 aprile 1977
C. Viviani, T. Kemeny. Il guanto del sicario, Avanti, 5 febbraio 1978
M. Baudino, L’“anonima poeti”, per cosa cantare, Gazzetta del Popolo, 12, IV,1978
S. Petrignani, Orientamenti di una certa giovane poesia, Paese Sera, 12, IV, 1978
M. Spinella, Il piccolo boom della poesia, Rinascita, 15, IV, 1978
E. Regazzoni, Poeti nuovi e seminuovi, la Repubblica, 16, IV, 1978
R. Barilli, Scoppiano anche le parole, i poeti nuovi, Il Giorno, 17, IV, 1978
M. Porro, Amleto scende in platea, Corriere della Sera, 21 novembre, 1978
A. Porta, Tomaso Kemeny in Poesia degli anni settanta, Feltrinelli, Milano, 1979
S. Giovanardi, I poeti dell’anno nove, in Il movimento della poesia, Dedalo, Bari, 1979
S. Pautasso, in Anni di letteratura,(1968 – 1979), Rizzoli, Milano, 1979
A. Paolini, La poesia senza nemici, Corriere della Sera, 17 febbraio 1980
F. Ravizza, Che versi Kemeny!, La Repubblica, 6 marzo 1980
G. Ficara, Le due passioni della poesia, Corriere della Sera, 19 aprile 1980
A. Giuliani, Il poeta? Gente che mestiere difficile!, La Repubblica, 8 agosto 1980
V. Guarracino, Dibattito degli anni ’70, La Provincia di Como, 9 novembre 1980
M. D’Ambrosio e F. Piemontese, Poesia della voce e del corpo, Pironi, Napoli, 1980

 

A. Maugeri, Il labirinto e la metamorfosi in I percorsi della nuova poesia, Guida, Napoli, 1980
A. Spatola, Poeti italiani degli ultimi anni, La battana, 1980
M. Spinella, I percorsi della poesia, Rinascita, 20 febbraio 1981
G. Dego, Estasi collera e poesia, L’Unità, 21 maggio 1981
V. Bonazza, Qualità di tempo, Alfabeta, 26/27, luglio-agosto, 1981
G. Pandini, Poesia sulla spiaggia, La gazzetta di Parma, 30 luglio 1981
C.Viviani, Signori, silenzio, danza la parola, il Giorno, 9 agosto 1981
B. Frabotta, La poesia di Lamarque e Kemeny, il Manifesto, 13 agosto 1981
P. Ruffilli, La poesia è un diluvio, Il Resto del Carlino, 12 settembre 1981
G. Gramigna, I nuovi poeti, Corriere della Sera Illustrato, 22 agosto 1981
R. Schirer, Voci della poesia, Il Secolo XIX, 19 settembre 1981
M. Santagostini, Quando la metafora gestisce il tempo, L’Unità, 24 settembre 1981
L. Grazioli, In attesa della follia, Bergamo oggi, 18 ottobre 1981
E. Krumm, La struttura e i nomi in due poeti, Il piccolo Hans, 32, ottobre-dicembre 1981
G. Panini, Qualità di tempo, Spirali, XII, 1981
F. Protti, L’ultimo libro di Kemeny, La Provincia Pavese, 1 novembre 1981
M. Lunetta, Poesia italiana oggi, Newton Compton, Roma, 1981
V. Guarracino, Poesia nuova d’annata, La voce di Como, 1 novembre 1981
C. F. Colucci, Con ‘Qualità di Tempo’ salgono le azioni della Società di Poesia, Napoli, Oggi, 23 dicembre 1981
A. Spatola e P. Vangelisti, Italian Poetry 1960-1980: from Neo to Post Avant Garde, Invisibile City, 2, San Francisco-Los Angeles, gennaio 1982
R. Carifi, Qualità di tempo, L’altro versante, 2, Rimini, 1982
A. Maugeri, Qualità di tempo, Lunario Nuovo, 18-19, maggio-agosto 1982
R. Carifi, Tomaso Kemeny: la ferita e la cicatrice, Nuova Corrente, Genova, settembre-dicembre, 1982
I. Barna, Tomaso Kemeny versei, Nagyvilàg, XXVIII, Budapest, settembre 1982
L. R., Poeti sbarcati sull’Isola di Pasqua, Stampa Sera, 5 aprile 1983
D. Cara, La qualità del ‘sicario’ e dell’eros, Forum/Quinta Generazione, Forlì, 1983
A. Lamarra, Il piacere di leggere non è peccato, L’Unità, 17 novembre 1983
G. Zagarrio, in Febbre, furore e fiele, Mursia, Milano, 1983
T. Rossi, 1970-1980, cinquanta modelli di poesia in Italia, Almanacco dello Specchio, n. 11, Mondadori, 1983
M. Spinella, Poesia in ordine alfabetico, Rinascita, marzo 1984
G. Sasso, La Magdaleine di Tomaso Kemeny, il Piccolo Hans, 42, aprile 1984
S. Crespi, Pagine di seduzione oltre i confini del tempo, Sole 24 Ore, 11 giugno 1984
F. Gentilucci, Tomaso Kemeny, il verso giusto, Avanti, 10, IV, 1984
G. Pandini, Tomaso Kemeny, Qualità di tempo, Spirali, dicembre 1984
G. Gramigna, La poesia di T.K., in Almanacco dello Specchio, 12, Mondadori, 1984
G. Sasso, Strutture anagrammatiche in T.K., in Fonè, la voce e la traccia, a cura di S. Mecatti, La Casa Usher, Firenze, 1985
M. Baudino, Tomaso Kemeny in Al fuoco di un altro amore: la letteratura tra Passione e seduzione, Jaca Book, Milano, 1985
M. Baudino, Introduzione a ‘Ave Eva’ di T.K., in Anno di Poesia, a cura di R. Mussapi, Jaca Book, Milano, 1986
E. Krumm, Del rigido e del friabile, Deritmica, Campanotto, Udine, 1986
M. Fortunato, I giovani poeti. Forza Rima, L’Espresso, 21.VI.1987
S. Zecchi, Torna a fiorire il senso del bello, il Giornale, 13 novembre 1987
S. Lanuzza, Lo sparviero in pugno, Spirali, Milano, 1987
M. Binaghi, Orrido Novecento che premia il brutto, il Moderno, 29, IV, 1988
B. Garavelli, La rinascita della bellezza, L’informatore vigevanese, 28, V, 1988
G. Vattimo, Rispondere in bellezza, La Stampa, 24,VI, 1988
Anonimo, Cultural Events: la nascita delle Grazie, I, Yale, Fall 1988
P. Standerini, Recitativi in rosso porpora di T. Kemeny, Il Tempo, Roma, 3, III, 1989
Zs. Bukta, Tomaso kemeny jò èrtelemben kozmopolita, Elet ès irodalom, III, 24, 1989
F. Piemontese, T. K. in Autodizionario degli scrittori italiani, Leonardo, Milano, 1989
S. Crespi, Pagine di vaga seduzione oltre i  confini del tempo, il Sole 24 Ore, 11.VI.1989
G. Gramigna, T. K., e così la voce torna in scena, Corriere della Sera, 3 agosto 1990
J. Castro e E. Coco, Tomaso Kemeny, in Venticinco anos de poesia in Italia, Parallelo 38, Cordoba, 1990
J. Meddemmen, Invito a ‘Recitativi in rosso porpora’, Zeta, 14-15-16, Udine, gennaio 1991
S. Pautasso, Gli anni ottanta e la letteratura, Rizzoli, Milano, 1991
D. Mele, Donna salvezza dell’umanità: la poesia cosmica di Tomaso Kemeny, in La Provincia Pavese, 17 maggio 1991
G. Mariotti, Una poesia di Tomaso Kemeny, Vanity Fair, maggio 1991
C. Segre, La questione del verso a proposito de ‘Il libro dell’angelo’ di Tomaso Kemeny, Poesia, 41, Crocetti, Milano 1991
B. Garavelli, Il libro dell’angelo’ in decasillabi: un volto per destino, Avvenire, 28 giugno 1991
N. Toninelli, Il libro dell’angelo, Semicerchio, 4 luglio 1991
S. Lecchini, L’angelo del terrore, La Gazzetta di Parma, 20 luglio 1991
D. Veruna, La febbre di bellezza inespressa, Schema, 43/44, giugno-agosto 1991
R. Carifi, Kemeny, l’angelo dei peccati, L’Unità, 19 agosto 1991
A. Maugeri, Il libro dell’angelo di T. K., in Radio della Svizzera Italiana,7, novembre 1991
N. Dalmazzoni, Un angelo di parole, tra sogno e realtà, il Grillo, XI, 1991
M. Cucchi, In tema di eros, il Giornale, 22.XII.1991
Ch. Matz, A Mysterious Power, Testuale, Myself Print, 1991
f.m., Kemeny, la parola levigata, la Repubblica, I, 1991
M. Rizza, l volo dell’angelo, Il Segnale, 30, Milano, II, 1991
F. Rognoni, Su una bicicletta candida, Indice, marzo 1992
R. Rutelli, Il libro dell’angelo, autografo, 27, Mondadori, 1992
P. Corbo, Diario di lettura della poesia italiana, 91-92, Inonija, II, 1993
Anonimo, Firenze. Un commando per difendere la poesia, il Gazzettino, 1.X.1994
M. Baudino, La Chiesa di Santa Croce occupata da un “un commando”, La Stampa, 2.X.1994
R. Barbolini, Mitomodernisti all’erta, Panorama, 27.1.1995
Anonimo, Domani lungo il Ticino rituale mitomodernista di T. Kemeny, il Punto, 20.III.1995
D. Fedi, Mitomodernismo: Guerra al ‘brutto’ovunque lui sia, Class, III, 1995
A. Maietti, Tomaso Kemeny leggeva Leopardi sulla terrazza, Avanti, 3, VI, 1995
R. Carifi, La lingua dell’altro: il sesso dell’angelo, in I Quaderni del Battello Ebbro, 14-15-16. Porretta Terme, VI, 1995
C. Martignoni, La foresta abbagliante della fantasia anarchica, ibid.
F. Papi, La ripetizione creativa, ibid.
A. Serpieri, In riva all’oceano sempre più bianco, ibid.
I. Vicentini, Al centro della luce, ibid.
R. Sr., Mitomodernismo: I 7 drammi lampo di Kemeny, La Stampa, 16.VII.1995
G. Pia, Mitomodernismo: Festival ad Alassio, la Provincia pavese, 20.VII.1995
P. Di Stefano, La poesia del ‘900, Corriere della sera, 7,VI, 1996
M.G. Piccaluga, Per Kemeny poesia e matematica si sfiorano, la Provincia Pavese, 2, VII, 1996
G. Conte, L’Italia rifatta in versi, La Stampa, Torino, 11,VII, 1996
G. Conte, Mitomodernismo oggi il Festival, Secolo XIX, 16, VII, 1996
C. Casna, Bellezza, valore irrinunciabile, L’Adige, 20,VIII, 1996
Anonimo, Perché è tornata la voglia di poesia, Libertà, 13, I, 1998
G. Conte, Il magico Kemeny, il Giornale, 14, V, 1998
Anonimo, Al Ghislieri viaggio nella poesia moderna, La Provincia pavese, 24, XI, 1998
R. Di Caro, Altrofestival, Sanremo poeti, l’Espresso, 7, XII, 1998
G. Raboni, Poeti in scena, per sfidare i cantautori, Corriere della Sera, 8, XII, 1998
M. B., Stasera su Raiuno, i poeti giocano al Festival a Sanremo, La Stampa, 8, XII, 1998
B. Tottossy, Gioco sul confine, Lettera Internazionale, 3°/4°, trimestre 1988
A. Grasso, Controfestival: Poeti dal Parnaso alla TV, Corriere della Sera, 9, XII, 1998
M. Mangiarotti, A Sanremo il primo festival “in versi”. Sfida-spettacolo tra 10 talenti, il Carlino, 10, XII, 1998
W. Valli, Nel segno di Rimbaud, a Sanremo controfestival dei poeti, la Repubblica, 11, XII, 1998
S. Buonadonna, Concluso il primo festival della poesia di Sanremo, Secolo XIX, 12, XII, 1998
R. Maniscalchi, Pavia capitale della nuova poesia, la Provincia pavese, 18, 1, 2000
A. Lippo, La rima non scalda’, le cicatrici del cuore, Puglia, 12, XII, 2000
R. Barbolini, Eros all’esame di maturità, Panorama, 9.I.2003
G. Conte, Il Don Giovanni di Kemeny, un Don Giovanni ‘porno’ e lirico, il Giornale, 13, III, 2003
E. Szkàrosi, A megszabaditott emlèkezet, a Dunànàl, IX, 2004
G. Conte, Transilvania, madre terra di Kemeny, il Giornale, 19, VI, 2005
V. Guarracino, Tomaso Kemeny o del ‘bagliore delle origini”, Testuale, 37-38, I semestre 2005
E. Di Mauro, La Transilvania liberata, Kemeny il milanese nato a Budapest, il Manifesto, 16, VII, 2005
N. Vacca, Il folle volo mitomodernista di T. Kemeny, Il Secolo d’Italia, 1, VII, 2005
B. Garavelli, Poesia: realtà e magia in Kemeny, un libro per l’estate, L’Avvenire, 7,VII, 2005
P. Sàrkozy, Erdèly aranypora, Hitel, VIII, 2005
A. Toni, La Transilvania liberata, Avanti, 28, VII, 2005
R. Piazza, La Transilvania liberata di T. K., La Mosca di Milano, Anno VIII, 13, XII, 2005
E. Szkàrosi, Erdèly Aranypora – La Transilvania liberata, Italia-Italy, 24-25, VIII, 2005
B. Garavelli, Kemeny, la voce epica della poesia, Stiles, 13, IX, 2005
A. Prete, Epos, nostalgia, visione:la poesia di Kemeny, Liberazione, 18, IX, 2005
S. C., La Transilvania…il poema di Kemeny, Il Tempo, 24, XI, 2005
Anonimo, La Transilvania liberata, Athame, 1, III, 2006
C. Mola, Talenti pronti a sprigionarsi, La provincia di Sondrio, 1, IV, 2006
G. Colombo, La Transilvania liberata, Libri e Riviste d’Italia, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 4/2006
F. Szènasi, A megsabaditott aranykor, Irodalmi Jelen, IV, 2006
G. Pontiggia, La Transilvania liberata, Testo, 51, gennaio-giugno 2006
F. Papi, Tomaso Kemeny, La Transilvania liberata, Poesia, 209 Anno XIX, 10, 2006
C. Segre, La Transilvania liberata in poesia, Strumenti critici 113, Anno XXII, 1, 2007, Fascicolo 1
G. Lacchin, La Transilvania? È al centro di Milano, il Giornale, 17, III, 2008
G. Conte, Milano non dimenticare la poesia, il Giornale, 16, X, 2008
R. Barbolini,

T. Cappellini,

G. Peccolo,

Kemeny e gli altri: i becchini del brutto, Panorama, 23, XII, 2008

Il sogno di Milano…,il Giornale, 7, 3, 2010

Tomaso Kemeny, poeta e critico mutimediale, Il Tirreno, 27 ottobre 2009

B. Benvenuto,

L. Garavaglia,

Kemeny, bellezza in cerca d’avventure, Corriere della Sera, 11, X, 2009

Passerella poetica per la città che non t’aspetti, L’ordine, quotidiano di Como e Provincia, 23, V, 2010

A. Figliolia,

F. Carnevale,

M. Baudino,

A. Serrani,

R. Barbolini,

O. Rossani,

F. Basso,

 

G. Conte,

R. Galaverni,

E. Di Mauro,

 

 

Cinque anni per la poesia, Avvenire, 16 settembre, 2010

Agenda, Panorama, 10 marzo, 2011

Mille poeti per Leopardi e un solo Verdi sfortunato, La Stampa,11, 2011

I poeti occupano il Colle dell’infinito, Il Resto del Carlino, 6, 2.2011

I “mille” dell’”ermo colle”, La Nazione,15 marzo 2011

I nuovi” mille” poeti cantori della bellezza, Il Quotidiano,16 marzo 2011

Il calore e l’introspezione della poesia al Dams, L’eco della Riviera, maggio 2011

La poesia è viva (e alimenta la vita), Il giornale, 19/06/2012

“Scolando assenzio e moscato”. La gastronomia dionisiaca di Kemeny, Corriere della Sera, 15.07.2012

T. Kemeny, un canto alla gioia terrestre con fedeltà al surrealismo, Alias, 14.10.2012

9. TESTI SPARSI TRADOTTI               

 

 

T.K., Ady nunc et semper, trad. ungherese di E. Szkàrosi, in Tempevolgy, 2009, dicembre

 

10. T. K., “CELEBRO LA POESIA”

Celebro la poesia

che alle altre non somiglia:

scorre nelle vene azzurre dell’aria

per tingere di desiderio i cieli

e di gemme e di fiori incorona

la mai sazia d’amore.

Lei sola sfida il terrore senile

dell’avventura e accende il tramonto

a sospendere la lacrima stellata

della notte sovrana. Celebro lei,

la poesia che nel sangue germoglia

e ogni cosa decrepita muta

nella rosa di luce

che il mondo risveglia.

Milano, marzo-aprile 2014

No widget added yet.

Follow Us

Get the latest posts delivered to your mailbox: