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Valentino Bellucci, da “La solitudine dello sciamano” (anticipazione)

Lo sciamano dei metalli

Il mio bisnonno era un fabbro,
mago del ferro, alchimista
delle pieghe invincibili…
niente è impossibile
per chi è mago di se stesso,
e il metallo fa diventare luce, incandescenza
che danza; allora anche il cuore di pietra
può diventare amore assoluto.
occorre l’arte del forgiare,
occorre il martello dei giganti,
occorre il mantice del cielo.
Possa il mio bisnonno benedirmi,
possa la sua magia scorrere potente
nelle mie vene.

 

 

 

 

 

Lo sciamano della grazia

La grazia è una pantera
E un angelo,
è in agguato e vola
in ogni tua vita
in attesa che tu comprenda
che questo mondo è solo sogno
mentre altrove è la tua casa.
La grazia è una pantera
Ed un fanciullo, gioca
Coi suoi artigli
E del dolore conosce la sapienza;
oltre il piacere la gioia risplende
come i suoi occhi nella notte.
La grazia è una pantera,
una pantera fatta di stelle nere,
esse splendono più delle tue illusioni;
alla fine riuscirà a prenderti
e sarai tu ad abbracciarla.

 

 

 

 

 

Lo sciamano delle possibilità

Ti dicono che sei un ammasso di atomi e poi semplice polvere.
È falso. Sei luce, fuoco e musica. Puoi creare universi per sempre…
Ti dicono che hai un destino e nulla puoi cambiare.
È falso. Ogni istante è bivio, vita nuova, ma solo se diventi sciamano…
Ti dicono che ogni desiderio è dolore…
Ma solo il desiderio separato dalla luce è doloroso,
mentre ogni altro piacere sacro è cuore danzante.
Tutto è possibile
E nelle sue preghiere lo sciamano
Rende ogni granello di sabbia un mondo
E ogni mondo una goccia di rugiada…

Ti dicono che hai già perso.
Ma la vittoria più grande nessuno può togliertela.
È la vittoria su te stesso.

 

 

 

 

 

Lo sciamano dei libri

I libri sono ottimi amici.
Non possono mai tradire nessuno,
e ogni loro pagina è una mano tesa
per un aiuto, per una carezza.
I libri dicono sempre la stessa cosa,
è vero, ma ogni volta la dicono in modo diverso.
I libri non sono persone
Ma sono i sogni delle persone.
Per questo li amo,
per questo verso lacrime
per custodirli.
Sono i libri a scegliere i lettori,
mai accade il contrario.
È la magia a scegliere il mago,
mai accade il contrario.
E un giorno i libri formeranno una città
E lì sarà la pace.

 

 

 

 

 

Il canto al fuoco

Brucia. È poesia che divora ogni cosa e purifica in cenere,
linguaggio ultimo che nessun dio può modificare.
Brucia. Fuoco, lingua di Dio,
linguaggio perfetto
che scrive lasciando sempre un chiaro segno.

Brucia, sei l’anima resa visibile.
Perché l’anima è un fuoco che brucia il corpo
E poi un altro ancora
Fin quando, sazia, si dirige in alto,
verso la propria origine.

Nell’Assoluto i fuochi non bruciano più,
non divorano. Diventano luce e cristallo,
gioco e semplice ballo…

 

 

 

 

 

Gli alberi

Sono un albero di mille anni. Voi umani
Per me siete solo formiche più grandi
E più stupide.
Non vedete quanto infinito vi circonda?
Non vedete che ogni seme è un gesto di Dio?
Cosa vi ha resi così ciechi?
Avete smesso di sentire le poesie della terra sui vostri piedi nudi.
Avete smesso di abbracciare alberi che sono come fratelli.
Avete smesso di coltivare con le vostre mani e raccogliere i frutti divini.
Avete smesso di proteggere l’acqua e gli animali, che sono la vostra anima.
Avete smesso l’amore reale.
Imparate ad adorare i semi
Di Madre Terra.
Solo allora anche voi sarete dei semi
Di gioia immortale.

 

 

 

 

 

Il mondo è uno specchio

Il mondo è uno specchio,
e ognuno vede solo ciò l’anima ha raggiunto
di se stessa.
Ancora non vedi montagne che ti dicono:
“È in te questa immensità, questa catena di roccia
che sfiora le nuvole”?
Ancora non vedi il mare che ti dice:
“Questa luce, queste onde, questi abissi
sono i labirinti del tuo cuore”?
Ancora non vedi gli alberi che ti dicono:
“Siamo i tuoi desideri e non sempre
raggiungiamo lo splendore”?
Ancora non vedi ogni essere vivente che ti sussurra:
“Siamo tuoi fratelli e tu vedrai in noi
solo l’amore che potrai donarci”?
Ma l’anima immensa sogna.
Il Cosmo intero è un sogno
per decifrare il suo risveglio.
E una volta risvegliata l’anima
Saprà
d’appartenere all’Amante infinito,
al fascino eterno.

 

 

 

 

 

Mai sconfitto

Non puoi darti per vinto.
Anche senza mani scalerai la montagna.
Anche senza gli occhi vedrai le stelle.
Anche senza il corpo danzerai oltre il tempo.
Ma ora respiri. Sei vivo.
Solo la mente è l’ostacolo.
Solo la mente bisbiglia trappole e rimpianti.
Ma basta un tuo respiro
E la sconfitta non trova asilo.
Questa è magia,
questa è la sapienza,
sentire in sé che il divino rimescola tutte le carte,
e tu sei il giocatore, e ogni istante capovolge l’universo
come una clessidra.
Non puoi darti per vinto. Mai, proprio mai.
Fino all’ultimo respiro
Incomparabile bellezza
Ti attende.

Valentino Bellucci, da La solitudine dello sciamano

in preparazione per Edizioni Kolibris

Valentino Bellucci (Weinheim 1975) ha insegnato presso le università di Macerata e Urbino. Attualmente è docente di Storia e Filosofìa nei licei italiani. Si dedica da anni allo studio della cultura vedica e ha pubblicato un saggio sulla mistica indiana più esoterica: lo yoga devozionale indiano. Il Vaishnavismo (Xenia 2011). Ha al suo attivo importanti saggi e articoli di filosofìa e orientalistica. Inoltre si dedica al Bhakti-yoga all’interno della millenaria tradizione spirituale di Maestri qualificati (brahma-madhva-gaudya-sampradaya). Dipinge e si dedica alla poesia. Il suo operato ha lo scopo principale di divulgare una tradizione spirituale e scientifica in grado di fornire alla società occidentalizzata gli strumenti per risolvere alla radice i suoi mali sociali e psicologici.

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