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Elena Cornaggia, Mork è morto

 

La luce è gialla

il Monte Rosa è nero

c’è un grande albero

davanti alla mia finestra.

È verde rigoglioso e forte.
Avrei voluto fosse mio padre
venuto a darmi il buongiorno
in questo silenzio.

 

 

 

 

 

Mork è morto
Infanta ci crede
Fùcur vola.

Io avevo immaginato
di essere Atreiu.
Ma più di tutti
vorrei essere Artax.

 

 

 

 

 

Quando fessuro gli occhi
aspetto

quel gioco

che facevo da piccola:
trovare le facce.

 

 

 

 

 

Se potessi

ti regalerei un fiume.
Porterei tutto a valle.

 

 

 

 

 

Forse manca solo il mare:
sarebbe l’immagine

di quella diga

che si è rotta.

 

 

 

 

 

La disgrazia

è la fortuna

di essere lasciati via,
lanciati via.

 

 

 

 

Ti sono grata

per avermi baciata stamattina.
È arrivato il tepore

come se mi amassi ancora,

di brace,

la mattina.

 

 

 

 

 

Solo il volo

è per gli uccelli.
Qualcuno prova,
sbagliando vento.

 

 

 

 

 

Dentro al glicine

si è fatta sera

ed è bastato il silenzio.
Era il diritto degli uomini.

 

 

 

 

 

Sulla roccia al mare,
esiste la casa più sacra.
Morbida dentro

ma fuori pungeva:
è rifugio
e conchiglia

 

Elena Cornaggia ha pubblicato Voce con Pulcinoelefante e Monologo addosso con Edizioni Kolibris.

 

 

 

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