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Giovanni Giordano, Nix: la notte (inediti)

THANATOS (DISTRUZIONE)

Tetre scavano
Le ombre nel mio petto,
E io inerme
ne sento le fauci gelide
Intrecciarsi con le tenebre.

 – ho lasciato Dio a piangere cenere
Sotto un cielo di pece e neve –

Tra  strette  stanze
Mi perdo nel ventre
Del mio sentirmi niente
Ogni volta che
la mente sazia
D’anestesia, sevizia la poesia.

 

 

 

 

 

APATE (L’INGANNO)

Un filo di fumo
Balla nella penombra
E s’intreccia con la luna
Mentre i miei incubi
Succubi, giacciono chiusi
Tra urli muti
In prigioni di cubi.

 – ogni ombra ricama placida
coperte per l’anima-

La notte cinica ammassa
Corpi senza essenza
In una danza macabra
In cui ogni ombra smembra
Le diurne e inutili
maschere di cera.

 

 

 

 

 

ONEIROI (I SOGNI)      

Il cielo nero
è uno stomaco opaco
che inghiotte nuvole in marmo,
  –  questa notte dormire è
un lusso per la coscienza –

e io    
F u N a M b O l O
tra    
l’inconscio    
e il sogno
aspetto il sonno,
mentre il buio
insonne e immobile
tra i gemiti della mia anima  
consuma          
l’aria.

 

 

 

 

 

MOROS (IL DESTINO AVVERSO)

Nottambulo
disSIMULO
– sento delle angosce il pungente
TIC TIC TICCHETTIO –
trite ferite sfiorite tacite
tra i lividi vividi dei miei incubi.

L’inCONSCIO
del dolore ne ordisce le corde
– Acrobata del patibolo
  e schiavo velato di Maya –
abdicato alla solitudine
tra la moltitudine umana,
sono mina vagante
per le strade, in compagnia di spettri
dalL’ANIMA in eternit.

Giovanni Giordano nato a Napoli nel 1995, si è laureato in economia delle imprese finanziarie presso l’università Federico II; frequenta attualmente il corso di economia e finanza. Collabora sporadicamente per la rivista letteraria “L’Elzeviro” per cui ha pubblicato diverse poesie. 

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