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Steffen Mensching, Égalité

Égalité

Das Recht der Produzenten ist
ihren Arbeitslieferungen proportionell;
die Gleichheit besteht darin, daß an gleichem
Maßstab, der Arbeit, gemessen wird.
Karl Marx

So hoch sie sind
Die hohen vertragsschließenden Männer,
Sie hocken auf den Toiletten
Über den Knien wie du, die Hosen
Heruntergelassen, ohnmächtige
Machtvolle Körper, einen Seufzer lang
In Frieden mit der Weltbank,
Den Pressestimmen, Gott und der Welt,
Die sie mit dir und mir
Tag um Tag umkrempeln. Ohne Sicherheitsbeamte,
Ohne Auftrag, in der Einsamkeit
Der Kacheln der Zelle, allein mit ihren
Realpolitischen Därmen.
O die geheimen Erinnerungen
An die kindlichen Durchfälle, am Waldrand
Oder am Bahndamm im Gras,
Wo sie sich festkrallten und rot
Anliefen, fuhr ein Zug vorbei.
In den Verhandlungspausen ziehen sie
Sich zurück hinter Schloß
Und Riegel, einzig in Begleitung des Telefons
Blicken sie an sich herunter: sie sind
Wie du und ich, nur älter, und drücken
Den roten Knopf
Der Spülung, immer wieder staunend,
Daß nichts geschieht,
Beenden sie ihr Geschäft und gehen
An die Geschäfte, lächelnd
Oder verkrampft, in die Live-Sendung
Ihres Lebens, das sie aufopfern
Für dich und mich und einen guten Platz
Im Register der Geschichtsbücher,
Die wir durchblättern,
Auf den Toiletten, hockend, die Hosen
Heruntergelassen wie sie.

Égalité

Il diritto della forza lavoro è
proporzionale alle sue prestazioni;
la parità consiste nel fatto che si misura
sulla medesima scala, il lavoro.
Karl Marx

Per quanto alti siano,
I sommi contraenti,
Si accovacciano sul water piegando
Come te le ginocchia, coi pantaloni
Abbassati, impotenti
Corpi possenti, il tempo di un sospiro
In pace con la banca mondiale,
Le voci della stampa, Dio e il mondo,
Che con te e con me giorno dopo giorno
Mettono a soqquadro. Senza guardie
Del corpo né funzione, nella solitudine
Delle piastrelle della cella, soli
Con la Realpolitik dei loro intestini.
Oh i segreti ricordi delle fanciullesche
Scariche diarroiche al margine del bosco
O nell’erba del terrapieno ferroviario,
Dove si aggrappavano e arrossendo
Se la davano a gambe se un treno passava.
Nelle pause delle trattative si ritirano
Di nuovo dietro lucchetto
E chiavistello, in compagnia del telefono
Soltanto, si guardano intorno: loro sono
Come te e me, solo più vecchi, e premono
Il rosso pulsante
Dello scarico, ogni volta stupendosi
Che nulla succeda,
Terminano il loro affare e vanno
A negoziare, sorridenti,
Oppure tesi, alla diretta
Della loro vita, che sacrificano
Per te e per me e un buon posto
Nel catalogo dei libri di storia,
Che noi sfogliamo,
Sui water, accucciati, coi pantaloni
Come loro abbassati.

Steffen Mensching, Quel certo non so che, Edizioni Kolibris 2015

Traduzione e introduzione di Chiara De Luca

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