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Ursula Krechel, Im achten Haus/Nell’ottava casa

Im achten Haus

Wieder Tränen am Nachmittag
beim Blick aus dem Fenster
die Honigkulturen der Angestellten
Primeln Zinnober ein Bienenfleiß für nichts
zusammengekleckerter Kehricht.
Kein Mond will uns scheinen
im müden Licht, keine Sonn
im achten Haus. So ziehen die Wünsche vorüber
haben Vater und Mutter verlassen
kein Land nimmt sie auf
ohne Brief und Siegel und Fingerabdrücke.
Die mit Tränen begossene Erde
zubetoniert bis zum letzten Baum
der klebrige Friede wie lang noch
beim Blick aus dem Fenster
auf dieses Land. Nässe
sprang aus den Augen auf den Beton
beim Blick aus dem Fenster gestürzt.

Nell’ottava casa

Di nuovo lacrime di pomeriggio
guardando fuori dalla finestra
le culture di miele degli impiegati
primule cinabro tutto uno zelo d’api per nulla
sporcizia raggrumata.
Nessuna luna ci vuole apparire
nella luce stanca, nessun sole
nell’ottava casa. Così passano oltre i desideri
hanno lasciato padre e madre
nessun paese li accoglie
senza lettera e sigillo e impronte digitali.
La terra innaffiata di lacrime
rivestita di calcestruzzo fino all’ultimo albero
la pace appiccicosa ancora per quanto
guardando fuori dalla finestra
a questo paese. Liquido
zampillò dagli occhi sul calcestruzzo
guardando fuori dalla finestra.

Ursula Krechel, da Corpi di parole. Poesie scelte 1979-2013
Edizioni Kolibris 2015. Traduzione di Chiara De Luca

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